Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 7 codice della strada: Regolamentazione della circolazione nei centri abitati

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1.  Nei centri abitati i comuni possono, con ordinanza del sindaco: 
a)  adottare i provvedimenti indicati nell’art. 6, commi 1, 2 e 4; 
b)  limitare la circolazione di tutte o di alcune categorie di veicoli per accertate e motivate esigenze di prevenzione degli inquinamenti e di tutela del patrimonio artistico, ambientale e naturale, conformemente alle direttive impartite dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti, per le rispettive competenze, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio ed il Ministro per i beni culturali e ambientali; 
c)  stabilire la precedenza su determinate strade o tratti di strade, ovvero in una determinata intersezione, in relazione alla classificazione di cui all’art. 2, e, quando la intensità o la sicurezza del traffico lo richiedano, prescrivere ai conducenti, prima di immettersi su una determinata strada, l’obbligo di arrestarsi all’intersezione e di dare la precedenza a chi circola su quest’ultima; 
d)  riservare limitati spazi alla sosta dei veicoli degli organi di polizia stradale di cui all’art. 12, dei vigili del fuoco, dei servizi di soccorso, nonché di quelli adibiti al servizio di persone con limitata o impedita capacità motoria, munite del contrassegno speciale, ovvero a servizi di linea per lo stazionamento ai capilinea; 
e)  stabilire aree nelle quali è autorizzato il parcheggio dei veicoli; 
f)  stabilire, previa deliberazione della Giunta, aree destinate al parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli è subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo di durata della sosta, anche senza custodia del veicolo, fissando le relative condizioni e tariffe in conformità alle direttive del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le aree urbane; 
g)  prescrivere orari e riservare spazi per i veicoli di categoria N, ai sensi della lettera c) del comma 2 dell’articolo 47, utilizzati per il carico e lo scarico di cose; 
h)  istituire le aree attrezzate riservate alla sosta e al parcheggio delle autocaravan di cui all’art. 185; 
i)  riservare strade alla circolazione dei veicoli adibiti a servizi pubblici di trasporto, al fine di favorire la mobilità urbana.
2.  I divieti di sosta si intendono imposti dalle ore 8 alle ore 20, salvo che sia diversamente indicato nel relativo segnale.
3.  Per i tratti di strade non comunali che attraversano centri abitati, i provvedimenti indicati nell’art. 6, commi 1 e 2, sono di competenza del prefetto e quelli indicati nello stesso articolo, comma 4, lettera a), sono di competenza dell’ente proprietario della strada. I provvedimenti indicati nello stesso comma 4, lettere b), c), d), e) ed f) sono di competenza del comune, che li adotta sentito il parere dell’ente proprietario della strada.
4.  Nel caso di sospensione della circolazione per motivi di sicurezza pubblica o di sicurezza della circolazione o per esigenze di carattere militare, ovvero laddove siano stati stabiliti obblighi, divieti o limitazioni di carattere temporaneo o permanente, possono essere accordati, per accertate necessità, permessi subordinati a speciali condizioni e cautele. Nei casi in cui sia stata vietata o limitata la sosta, possono essere accordati permessi subordinati a speciali condizioni e cautele ai veicoli riservati a servizi di polizia e a quelli utilizzati dagli esercenti la professione sanitaria nell’espletamento delle proprie mansioni, nonché dalle persone con limitata o impedita capacità motoria, muniti del contrassegno speciale.
5.  Le caratteristiche, le modalità costruttive, la procedura di omologazione e i criteri di installazione e di manutenzione dei dispositivi di controllo di durata della sosta sono stabiliti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.
6.  Le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico.
7.  I proventi dei parcheggi a pagamento, in quanto spettanti agli enti proprietari della strada, sono destinati alla installazione, costruzione e gestione di parcheggi in superficie, sopraelevati o sotterranei, e al loro miglioramento nonché a interventi per il finanziamento del trasporto pubblico locale e per migliorare la mobilità urbana.
8.  Qualora il comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta di cui al comma 1, lettera f), su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta. Tale obbligo non sussiste per le zone definite a norma dell’art. 3 “area pedonale” e “zona a traffico limitato”, nonché per quelle definite “A” dall’art. 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, e in altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla Giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico.
9.  I comuni, con deliberazione della Giunta, provvedono a delimitare le aree pedonali e le zone a traffico limitato tenendo conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull’ordine pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio. In caso di urgenza il provvedimento potrà essere adottato con ordinanza del sindaco, ancorché di modifica o integrazione della deliberazione della Giunta. Analogamente i comuni provvedono a delimitare altre zone di rilevanza urbanistica nelle quali sussistono esigenze particolari di traffico, di cui al secondo periodo del comma 8. I comuni possono subordinare l’ingresso o la circolazione dei veicoli a motore, all’interno delle zone a traffico limitato, anche al pagamento di una somma. Con direttiva emanata dall’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale entro un anno dall’entrata in vigore del presente codice, sono individuate le tipologie dei comuni che possono avvalersi di tale facoltà, nonché le modalità di riscossione del pagamento e le categorie dei veicoli esentati.
10.  Le zone di cui ai commi 8 e 9, sono indicate mediante appositi segnali.
11.  Nell’ambito delle zone di cui ai commi 8 e 9 e delle altre zone di particolare rilevanza urbanistica nelle quali sussistono condizioni ed esigenze analoghe a quelle previste nei medesimi commi, i comuni hanno facoltà di riservare, con ordinanza del sindaco, superfici o spazi di sosta per veicoli privati dei soli residenti nella zona, a titolo gratuito od oneroso.
12.  Per le città metropolitane le competenze della Giunta e del sindaco previste dal presente articolo sono esercitate rispettivamente dalla Giunta metropolitana e dal sindaco metropolitano.
13.  Chiunque non ottemperi ai provvedimenti di sospensione o divieto della circolazione, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 85 ad euro 338.
13-bis.  Chiunque, in violazione delle limitazioni previste ai sensi della lettera b) del comma 1, circola con veicoli appartenenti, relativamente alle emissioni inquinanti, a categorie inferiori a quelle prescritte, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 164 ad euro 664 e, nel caso di reiterazione della violazione nel biennio, alla sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da quindici a trenta giorni ai sensi delle norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.
14.  Chiunque viola gli altri obblighi, divieti o limitazioni previsti nel presente articolo, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 ad euro 169. La violazione del divieto di circolazione nelle corsie riservate ai mezzi pubblici di trasporto, nelle aree pedonali e nelle zone a traffico limitato è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 81 ad euro 326.
15.  Nei casi di sosta vietata, in cui la violazione si prolunghi oltre le ventiquattro ore, la sanzione amministrativa pecuniaria è applicata per ogni periodo di ventiquattro ore, per il quale si protrae la violazione. Se si tratta di sosta limitata o regolamentata, la sanzione amministrativa è del pagamento di una somma da euro 25 ad euro 100 e la sanzione stessa è applicata per ogni periodo per il quale si protrae la violazione.
15-bis. Salvo che il fatto costituisca reato, coloro che esercitano senza autorizzazione, anche avvalendosi di altre persone, ovvero determinano altri ad esercitare senza autorizzazione l’attività di parcheggiatore o guardiamacchine sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 771 ad euro 3.101. Se nell’attività sono impiegati minori, o se il soggetto è già stato sanzionato per la medesima violazione con provvedimento definitivo, si applica la pena dell’arresto da sei mesi a un anno e dell’ammenda da 2.000 a 7.000 euro. E’ sempre disposta la confisca delle somme percepite, secondo le modalità indicate al titolo VI, capo I, sezione II

COMMENTO

L’art. 7 del Codice della strada regolamenta la circolazione nei centri abitati: le disposizioni sono emanate dai Comuni, con ordinanze emesse dal Sindaco oppure con deliberazioni adottate dalla Giunta. Quindi lo Stato demanda a ogni Comune il potere di stabilire le regole di circolazione stradale nel proprio territorio.

I poteri dei Comuni sono molti e comprendono parecchi casi che impattano direttamente sulla vita dei cittadini e di tutti coloro che si trovano a percorrere le strade nei centri abitati: pensiamo ai  divieti di sosta e di fermata, alle limitazioni della circolazione a determinati tipi di veicoli considerati inquinanti, alle zone di parcheggi a pagamento o a disco orario ed alle aree esclusivamente pedonali oppure alle zone a traffico limitato dove l’accesso è consentito solo ai residenti ed ai veicoli autorizzati.

Quali sono i centri abitati?

 I centri abitati secondo quanto prevede il Codice della strada [1] sono raggruppamenti di almeno 25 fabbricati (che possono essere non contigui ma intervallati da strade, piazze o giardini) che i Comuni devono individuare e delimitare [2] con apposita segnaletica: chi percorre una strada che attraversa un centro abitato troverà gli appositi segnali di inizio e di fine.

In questo modo ogni conducente di veicolo sarà “preavvertito” che dovrà rispettare, in aggiunta alle normali regole di circolazione stradale, anche quelle normalmente previste per l’interno dei centri abitati, a partire dal limite di velocità di 50 km/h e del divieto di utilizzare i segnali acustici (non si può suonare il clacson).

Ma la norma che stiamo analizzando prevede, in aggiunta, tutte quelle prescrizioni ulteriori che ogni Comune può adottare. Vediamo quali sono.

Quali provvedimenti può adottare il Comune?

L’articolo che stiamo esaminando consente alle amministrazioni comunali di poter adottare – con ordinanza del Sindaco e in determinati casi anche con deliberazione della Giunta –  un’ampia gamma di provvedimenti che incidono direttamente sulla circolazione stradale nei centri abitati, sia per quanto riguarda il transito nelle strade sia per quanto concerne la regolamentazione delle soste e dei divieti di circolazione.

In sostanza il legislatore statale ha offerto a ciascun Comune la possibilità di regolare tutte queste materie all’interno dei propri centri abitati. Esaminiamo i principali provvedimenti che i Comuni possono adottare per disciplinare la circolazione stradale nelle proprie aree e in cui spesso ci imbattiamo quando percorriamo questi tratti di strada.

Innanzitutto è previsto il blocco della circolazione su determinate strade comunali, per i più svariati motivi e esigenze che vengono stabilite dal Sindaco con propria ordinanza [3]; il provvedimento fisserà anche i limiti di durata del divieto ed eventuali deroghe per il passaggio di determinate categorie di veicoli.

E’ poi possibile stabilire, sempre con ordinanza del Sindaco, limitazioni alla circolazione per determinate categorie di veicoli considerati a rischio di inquinamento per il valore delle emissioni; ad esempio potrà vietarsi la circolazione all’interno dei centri abitati, o di alcune specifiche aree (di solito i centri storici) per i veicoli classificati Euro 3 e inferiori, in modo da consentirla solo a quelli più moderni e ritenuti meno inquinanti. 

Tra i poteri dei Comuni c’è anche quello della regolamentazione delle aree di parcheggio: ogni Comune potrà stabilire in quali tratti consentire o meno la sosta ed a quali categorie di veicoli, ad esempio riservando alcuni posti ai veicoli delle Forze di polizia, alle autoambulanze o agli autobus di linea. Inoltre i Comuni potranno riservare determinate strade o tratti al parcheggio dei veicoli appartenenti ai residenti escludendo tutti gli altri soggetti. 

Una particolare menzione va fatta per i posti speciali assegnati al parcheggio dei disabili: in questi casi l’ordinanza del Sindaco stabilirà le aree a ciò destinate (che saranno contrassegnate da appositi segnali sia verticali sia orizzontali), mentre per individuare i beneficiari vi sarà un Regolamento comunale che prevede le modalità di accesso e di fruizione (ad esempio la domanda avanzata da un disabile che abita in quella via ed intende ottenere un posto assegnato apposta per lui, cioè per il proprio veicolo).

La sosta autorizzata non sempre sarà gratis: il Comune potrà anche prevedere – come molto spesso avviene – appositi parcheggi a pagamento, sia in appositi piazzali o aree sia ai margini delle normali strade (ove gli spazi saranno contrassegnati con le apposite strisce blu) e le modalità di riscossione delle somme stabilite, ad esempio mediante i c.d. parcometri o appositi tagliandi e ticket da acquistare presso i rivenditori autorizzati e da esporre in maniera visibile sul veicolo in sosta.

La sosta può essere non solo vietata oppure consentita a pagamento, ma anche regolamentata in altre maniere, ad esempio prevedendo un periodo massimo consentito, espresso in minuti o in ore (esempio sosta massima di 30 minuti): all’inizio della sosta il conducente dovrà apporre in maniera visibile il disco orario, posizionando le lancette sull’orario di inizio del parcheggio e rispettare i limiti di tempo stabiliti dagli appositi segnali, altrimenti incorrerà nella sanzione per divieto di sosta. 

Quando nelle strade che attraversano i centri abitati si incontra un segnale di divieto di sosta e non vi è nessuna indicazione di orario, esso è valido dalle ore 8 alle ore 20 di ogni giorno, quindi nei rimanenti orari la sosta sarà consentita e si potrà parcheggiare. In molti casi, tuttavia, i Comuni specificano sotto il segnale un orario diverso, indicandolo con un apposito cartello: esempio, divieto di sosta dalle ore 7 alle ore 22, oppure il più drastico “0-24” che significa che il divieto di sosta è permanente in tutte le ore del giorno e della notte.

 Quali sanzioni per chi viola i divieti?

Per chi viola i provvedimenti comunali riguardanti la sospensione o i divieti di circolazione – e quindi transita dove e quando è vietato dalle apposite ordinanze emesse dal Sindaco – avrà una sanzione pecuniaria da un minimo di 85 ad un massimo di 338 euro.

Invece chi viene trovato a circolare con veicoli considerati inquinanti poichè aventi categoria inferiore a quelle prescritte (esempio: un’autovettura classificata Euro 3 circola in una zona e in una fascia oraria riservate ai veicoli di classe Euro 4 o superiori) si vedrà applicare una sanzione da 164 a 664 euro e se, nel biennio successivo, commette un’altra violazione simile rischierà anche la sospensione della patente da 15 a 30 giorni.

Per tutte le altre violazioni, come il mancato rispetto dei divieti di sosta e di fermata (compresa l’omessa o irregolare esposizione del disco orario), si incorrerà in una sanzione pecuniaria da 41 a 169 euro, ma attenzione: se la sosta vietata si protrae per oltre 24 ore, ci sarà una multa per ogni giorno di divieto. In pratica, se parcheggi alle ore 19 di oggi e il tuo veicolo rimane fermo in sosta vietata sino alle ore 8 di dopodomani, potrai essere contravvenzionato due volte e dovrai pagare il doppio della multa giornaliera, perchè hai superato le 24 ore di divieto di sosta.

La violazione dei divieti di circolazione nelle zone a traffico limitato, dette ZTL, o in corsie riservate ai mezzi pubblici, oppure nelle aree riservate al solo passaggio pedonale e dei soli veicoli pubblici autorizzati (come può essere una piazza storica di un centro cittadino) è più pesante di quella del divieto di circolazione in altri tratti dei centri urbani: la sanzione amministrativa darà da 81 a 326 euro.

Infine, i parcheggiatori abusivi sono sottoposti a sanzioni severe: l’ultimo comma della norma prevede che tutti coloro che esercitano l’attività di parcheggiatore senza la prescritta autorizzazione debbano pagare una sanzione da 771 a 3.101 euro. Questo oltre alla denuncia penale in caso di reato, come quello di violenza privata oppure di estorsione, che sarà ravvisabile se vengono richieste dall’abusivo ai proprietari delle auto parcheggiate somme indebite con violenza o minacce di danneggiamenti o di mancata restituzione del veicolo.

Se nell’attività abusiva sono impiegati minori, oppure se il soggetto è già stato sanzionato per la stessa violazione con provvedimento definitivo, scatterà l’ipotesi di reato contravvenzionale: si applicherà la pena dell’arresto da sei mesi a un anno e dell’ammenda da 2.000 a 7.000 euro. Tutte le somme illecitamente percepite, cioè gli incassi derivati dall’attività illecita accertata, saranno confiscati.



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