Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 80 codice della strada: Revisioni

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1.  Il Ministro dei trasporti stabilisce, con propri decreti, i criteri, i tempi e le modalità per l’effettuazione della revisione generale o parziale delle categorie di veicoli a motore e dei loro rimorchi, al fine di accertare che sussistano in essi le condizioni di sicurezza per la circolazione e di silenziosità e che i veicoli stessi non producano emanazioni inquinanti superiori ai limiti prescritti; le revisioni, salvo quanto stabilito nei commi 8 e seguenti, sono effettuate a cura degli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri. Nel regolamento sono stabiliti gli elementi su cui deve essere effettuato il controllo tecnico dei dispositivi che costituiscono l’equipaggiamento dei veicoli e che hanno rilevanza ai fini della sicurezza stessa.
2.  Le prescrizioni contenute nei decreti emanati in applicazione del comma 1 sono mantenute in armonia con quelle contenute nelle direttive della Comunità europea relative al controllo tecnico dei veicoli a motore.
3.  Per le autovetture, per gli autoveicoli adibiti al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 t e per gli autoveicoli per trasporto promiscuo la revisione deve essere disposta entro quattro anni dalla data di prima immatricolazione e successivamente ogni due anni, nel rispetto delle specifiche decorrenze previste dalle direttive comunitarie vigenti in materia.
4.  Per i veicoli destinati al trasporto di persone con numero di posti superiore a 9 compreso quello del conducente, per gli autoveicoli destinati ai trasporti di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, per i rimorchi di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t, per i taxi, per le autoambulanze, per i veicoli adibiti a noleggio con conducente e per i veicoli atipici la revisione deve essere disposta annualmente, salvo che siano stati già sottoposti nell’anno in corso a visita e prova ai sensi dei commi 5 e 6.
5.  Gli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri, anche su segnalazione degli organi di polizia stradale di cui all’art. 12, qualora sorgano dubbi sulla persistenza dei requisiti di sicurezza, rumorosità ed inquinamento prescritti, possono ordinare in qualsiasi momento la revisione di singoli veicoli.
6.  I decreti contenenti la disciplina relativa alla revisione limitata al controllo dell’inquinamento acustico ed atmosferico sono emanati sentito il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio.
7.  In caso di incidente stradale nel quale i veicoli a motore o rimorchi abbiano subìto gravi danni in conseguenza dei quali possono sorgere dubbi sulle condizioni di sicurezza per la circolazione, gli organi di polizia stradale di cui all’art. 12, commi 1 e 2, intervenuti per i rilievi, sono tenuti a darne notizia al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri per la adozione del provvedimento di revisione singola.
8.  Il Ministro dei trasporti, al fine di assicurare in relazione a particolari e contingenti situazioni operative degli uffici competenti del Dipartimento per i trasporti terrestri, il rispetto dei termini previsti per le revisioni periodiche dei veicoli a motore capaci di contenere al massimo 16 persone compreso il conducente, ovvero con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 t, può per singole province individuate con proprio decreto affidare in concessione quinquennale le suddette revisioni ad imprese di autoriparazione che svolgono la propria attività nel campo della meccanica e motoristica, carrozzeria, elettrauto e gommista ovvero ad imprese che, esercendo in prevalenza attività di commercio di veicoli, esercitino altresì, con carattere strumentale o accessorio, l’attività di autoriparazione. Tali imprese devono essere iscritte nel registro delle imprese esercenti attività di autoriparazione di cui all’art. 2, comma 1, della legge 5 febbraio 1992, n. 122. Le suddette revisioni possono essere altresì affidate in concessione ai consorzi e alle società consortili, anche in forma di cooperativa, appositamente costituiti tra imprese iscritte ognuna almeno in una diversa sezione del medesimo registro, in modo da garantire l’iscrizione in tutte e quattro le sezioni.
9.  Le imprese di cui al comma 8 devono essere in possesso di requisiti tecnico-professionali, di attrezzature e di locali idonei al corretto esercizio delle attività di verifica e controllo per le revisioni, precisati nel regolamento; il titolare della ditta o, in sua vece, il responsabile tecnico devono essere in possesso dei requisiti personali e professionali precisati nel regolamento. Tali requisiti devono sussistere durante tutto il periodo della concessione. Il Ministro dei trasporti definisce con proprio decreto le modalità tecniche e amministrative per le revisioni effettuate dalle imprese di cui al comma 8.
10.  Il Ministero dei trasporti – Dipartimento per i trasporti terrestri effettua periodici controlli sulle officine delle imprese di cui al comma 8 e controlli, anche a campione, sui veicoli sottoposti a revisione presso le medesime. I controlli periodici sulle officine delle imprese di cui al comma 8 sono effettuati, con le modalità di cui all’art. 19, commi 1, 2, 3, e 4, della legge 1° dicembre 1986, n. 870, da personale del Dipartimento per i trasporti terrestri in possesso di laurea ad indirizzo tecnico ed inquadrato in qualifiche funzionali e profili professionali corrispondenti alle qualifiche della ex carriera direttiva tecnica, individuati nel regolamento. I relativi importi a carico delle officine dovranno essere versati in conto corrente postale ed affluire alle entrate dello Stato con imputazione al capitolo 3566 del Ministero dei trasporti, la cui denominazione viene conseguentemente modificata dal Ministro dell’economia e delle finanze.
11.  Nel caso in cui, nel corso dei controlli, si accerti che l’impresa non sia più in possesso delle necessarie attrezzature, oppure che le revisioni siano state effettuate in difformità dalle prescrizioni vigenti, le concessioni relative ai compiti di revisione sono revocate.
12.  Il Ministro dei trasporti con proprio decreto, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, stabilisce le tariffe per le operazioni di revisione svolte dal Dipartimento per i trasporti terrestri e dalle imprese di cui al comma 8, nonché quelle inerenti ai controlli periodici sulle officine ed ai controlli a campione effettuati dal Ministero dei trasporti – Dipartimento per i trasporti terrestri, ai sensi del comma 10.
13.  Le imprese di cui al comma 8, entro i termini e con le modalità che saranno stabilite con disposizioni del Ministro dei trasporti, trasmettono all’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri la carta di circolazione, la certificazione della revisione effettuata con indicazione delle operazioni di controllo eseguite e degli interventi prescritti effettuati, nonché l’attestazione del pagamento della tariffa da parte dell’utente, al fine della relativa annotazione sulla carta di circolazione cui si dovrà procedere entro e non oltre sessanta giorni dal ricevimento della carta stessa. Effettuato tale adempimento, la carta di circolazione sarà a disposizione presso gli uffici competenti della Dipartimento per i trasporti terrestri per il ritiro da parte delle officine, che provvederanno a restituirla all’utente. Fino alla avvenuta annotazione sulla carta di circolazione la certificazione dell’impresa che ha effettuato la revisione sostituisce a tutti gli effetti la carta di circolazione.
14.  Ad esclusione dei casi previsti dall’articolo 176, comma 18, chiunque circola con un veicolo che non sia stato presentato alla prescritta revisione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 169 ad euro 680. Tale sanzione è raddoppiabile in caso di revisione omessa per più di una volta in relazione alle cadenze previste dalle disposizioni vigenti. L’organo accertatore annota sul documento di circolazione che il veicolo è sospeso dalla circolazione fino all’effettuazione della revisione. È consentita la circolazione del veicolo al solo fine di recarsi presso uno dei soggetti di cui al comma 8 ovvero presso il competente ufficio del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici per la prescritta revisione. Al di fuori di tali ipotesi, nel caso in cui si circoli con un veicolo sospeso dalla circolazione in attesa dell’esito della revisione, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.959 ad euro 7.837. All’accertamento della violazione di cui al periodo precedente consegue la sanzione amministrativa accessoria del fermo amministrativo del veicolo per novanta giorni, secondo le disposizioni del capo I, sezione II, del titolo VI. In caso di reiterazione delle violazioni, si applica la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo.
15.  Le imprese di cui al comma 8, nei confronti delle quali sia stato accertato da parte dei competenti uffici del Dipartimento per i trasporti terrestri il mancato rispetto dei termini e delle modalità stabiliti dal Ministro dei trasporti ai sensi del comma 13, sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 422 ad euro 1.697. Se nell’arco di due anni decorrenti dalla prima vengono accertate tre violazioni, l’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti terrestri revoca la concessione.
16.  L’accertamento della falsità della certificazione di revisione comporta la cancellazione dal registro di cui al comma 8.
17.  Chiunque produce agli organi competenti attestazione di revisione falsa è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 422 ad euro 1.697. Da tale violazione discende la sanzione amministrativa accessoria del ritiro della carta di circolazione, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.

COMMENTO

Il Codice della strada impone che i veicoli a motore siano tenuti in condizioni di perfetta efficienza per garantire la sicurezza della circolazione.

La norma si applica non solo agli autoveicoli di qualsiasi tipo, ma anche ai rimorchi, ai motoveicoli ed ai ciclomotori.

Per questo l’art. 80 prevede l’obbligo di effettuare la revisione periodica, a determinate scadenze:

– per tutti i veicoli con massa complessiva fino a 3,5 tonnellate la prima revisione deve essere effettuata dopo 4 anni dalla prima immatricolazione del veicolo (entro il mese di rilascio della carta di circolazione) e le successive ogni due anni (entro il mese corrispondente a quello in cui è stata fatta la precedente revisione);

– per tutti gli autoveicoli ed i rimorchi con massa superiore a 3,5 tonnellate, nonchè per i veicoli adibiti al trasporto di persone (autobus, taxi, caravan, autoambulanze) la revisione ha frequenza annuale.

E’ poi prevista una revisione straordinaria (disposta dalla Motorizzazione), nel caso in cui un veicolo sia stato coinvolto in un incidente stradale ed abbia riportato danni ai dispositivi di sicurezza (es. freni, sospensioni, luci): sarà l’organo di Polizia che ha proceduto agli accertamenti e rilievi dell’incidente a segnalarne la necessità.

Vediamo ora come e dove effettuare le revisioni, quanto costa e quali sono le sanzioni in caso di inosservanza degli obblighi previsti.

Revisione: quali controlli comprende?

La revisione riguarda tutte le componenti del veicolo che riguardano la sicurezza della circolazione (sia per il conducente e gli occupanti del mezzo, sia per gli altri utenti della strada) e il rispetto dei limiti di emissione dei gas di scarico.

I controlli riguardano il corretto funzionamento dei dispositivi di frenatura (il mezzo viene posto su un apposito banco dotato di rulli per verificare l’efficienza), degli organi dello sterzo, dell’integrità dei vetri e cruscotti, del regolare funzionamento dell’impianto elettrico (dunque i fari, le luci di posizione, gli stop e gli indicatori di direzione, ossia le “frecce”), l’integrità del telaio (carrozzeria, porte, ecc.), la regolare emanazione dei gas di scarico entro i limiti, e, ovviamente, l’identificazione del veicolo (es. targa e telaio dovranno essere ben leggibili).

All’esito di questi controlli la revisione potrà essere:

1) regolare: il veicolo ha superato le prove, e verrà rilasciata un’etichetta adesiva che verrà applicata sulla carta di circolazione

2) da ripetere: dovranno essere riparati gli impianti e le parti che sono risultate inefficienti o non funzionanti, ed entro un mese effettuare una nuova revisione;

3) sospesa: in caso di guasti gravi, il veicolo sarà sospeso dalla circolazione (verrà rilasciata un’etichetta indicante gli impianti malfunzionanti) e dovrà essere effettuata una nuova revisione sempre entro un mese.

Per questi motivi, e quindi per evitare che il veicolo non passi la revisione e venga “bocciato”, è consigliabile effettuare una “prerevisione“, cioè un controllo meccanico dei principali componenti (esempio: pneumatici, per verificarne condizioni ed usura; luci, per constatare il loro corretto funzionamento provvedendo, ove occorra, a sostituire preventivamente qualche lampadina fulminata; freni, per controllare lo stato dei dischi, delle pastiglie e del circuito ad olio, ecc.).

Dal maggio 2018, per evitare frodi (soprattutto verso chi compra un veicolo usato), è previsto che chi effettua la revisione debba annotare il chilometraggio effettivo del veicolo e comunicarlo in via telematica al Ministero dei Trasporti [2].

Dove fare la revisione?

E’ possibile svolgerla in due modi: o presso una sede della Motorizzazione Civile (presente in ogni provincia), previa prenotazione mediante un apposito modulo di richiesta e pagamento di una tassa, oppure presso una delle officine autorizzate dal Ministero dei Trasporti, e dislocate praticamente ovunque sul territorio nazionale. Esse sono riconoscibili da una tabella  che riporta la dicitura “centro revisione autorizzato” con il numero dell’autorizzazione ministeriale.

La differenza principale è che effettuando la revisione presso la Motorizzazione occorre prenotarsi e pagare in anticipo, mentre con le officine autorizzate di solito basta presentarsi direttamente (o al massimo prenotarla in via informale stabilendo il giorno e l’ora); facendola direttamente alla Motorizzazione si risparmia poco più di 20 euro, perchè si pagherà la sola tariffa di 45 euro, anzichè 66,88 come richiesto dai centri autorizzati.

Quanto costa la revisione?

Il prezzo della revisione è stabilito da un’apposita tariffa ministeriale e quindi non è soggetto a sconti, abbuoni o promozioni.

Chi si rivolge direttamente agli Uffici della Motorizzazione Civile pagherà 45 euro (che dovranno essere corrisposti prima di effettuarla: l’attestazione di versamento, cioè la ricevuta del bollettino postale, dovrà essere esibita quando si prenota la revisione).

Chi, invece, si rivolge ad un’officina autorizzata pagherà 66,88 euro, che comprendono i 45 euro della tariffa più 9,90 euro di IVA al 22%, cui si aggiungono 11,98 euro (diritti di pratiche automobilistiche €10,20 più IVA più costo versamento postale €1,78).

La tariffa qui riassunta è quella al momento in vigore, è praticamente invariata dal 2007 [1], e deve essere obbligatoriamente esposta presso ciascun centro di revisione, che all’esito delle operazioni rilascerà ricevuta fiscale o fattura se richiesta dal cliente.

Cosa rischia chi circola senza aver fatto la revisione?

Le sanzioni che prevede il Codice della strada all’art. 80 sono molto pesanti: chiunque circola senza aver sottoposto alla prescritta revisione il proprio veicolo entro i termini stabiliti dovrà pagare una sanzione amministrativa da un minimo di 169 ad un massimo di 680 euro.

In pratica, se avevi acquistato un veicolo nuovo, immatricolato nel settembre 2014, e vieni trovato a circolare il 1 ottobre 2018, senza aver sottoposto la macchina alla prescritta revisione entro 4 anni, cioè entro il 30 settembre del 2018, sarai sottoposto a questa sanzione.

Ma non finisce qui: la sanzione è raddoppiabile se risulta che la revisione è stata omessa per più di una volta (ad esempio: veicolo sottoposto ad ultima revisione nel marzo 2014 e trovato circolante nell’ottobre 2018, ha “saltato” – oltre la prescritta revisione di marzo 2018 – anche la precedente revisione che avrebbe dovuto fare entro marzo 2016, e per questo motivo pagherà doppia sanzione).

Inoltre, il veicolo trovato in circolazione senza revisione sarà sospeso dalla circolazione fino a quando non l’avrà effettuata e superata: per questo, l’organo di Polizia che ha rilevato la violazione annoterà la sospensione sul libretto di circolazione, e potrà autorizzare il conducente a circolare esclusivamente per recarsi al Centro ove sottoporre il veicolo a revisione.

Infine, chiunque circola con un veicolo che è già stato sospeso dalla circolazione per assenza della revisione sarà sottoposto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.959 ad euro 7.837, cui si aggiungerà anche il fermo del veicolo per 90 giorni. In caso di reiterazione delle violazioni, cioè se il veicolo continuasse a circolare, sarà disposta la confisca. 

Note:

[1] D.M. n.161 del 02.08.2007 in vigore dal 01.10.2008.

[2] Direttiva UE 2014/45 e D.M. 19 maggio 2017 n.214.



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