Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 9-bis codice della strada: Organizzazione di competizioni non autorizzate in velocità con veicoli a motore e partecipazione alle gare

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



Art. 9-bis C.d.S. Organizzazione di competizioni non autorizzate in velocità con veicoli a motore e partecipazione alle gare

1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque organizza, promuove, dirige o comunque agevola una competizione sportiva in velocità con veicoli a motore senza esserne autorizzato ai sensi dell’articolo 9 è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da euro 25.000 ad euro 100.000. La stessa pena si applica a chiunque prende parte alla competizione non autorizzata.

2. Se dallo svolgimento della competizione deriva, comunque, la morte di una o più persone, si applica la pena della reclusione da sei a dodici anni; se ne deriva una lesione personale la pena è della reclusione da tre a sei anni.

3. Le pene indicate ai commi 1 e 2 sono aumentate fino ad un anno se le manifestazioni sono organizzate a fine di lucro o al fine di esercitare o di consentire scommesse clandestine, ovvero se alla competizione partecipano minori di anni diciotto.

4. Chiunque effettua scommesse sulle gare di cui al comma 1 è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno e con la multa da euro 5.000 ad euro 25.000.

5. Nei confronti di coloro che hanno preso parte alla competizione, all’accertamento del reato consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre anni ai sensi del capo II, sezione II, del titolo VI. La patente è sempre revocata se dallo svolgimento della competizione sono derivate lesioni personali gravi o gravissime o la morte di una o più persone. Con la sentenza di condanna è sempre disposta la confisca dei veicoli dei partecipanti, salvo che appartengano a persona estranea al reato, e che questa non li abbia affidati a questo scopo.

6. In ogni caso l’autorità amministrativa dispone l’immediato divieto di effettuare la competizione, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI.

Commento:

Il contenuto dell’articolo è composto esclusivamente da norme sanzionatorie. A queste si deve fare riferimento nei casi di violazione delle regole previste all’articolo 9 del Codice della Strada che, in generale, descrive i presupposti che rendono lecite le competizioni sportive su strada, che siano gare con veicoli, con animali o gare atletiche. L’intento del Legislatore è quello, comune a tutto il testo del Codice, di garantire la sicurezza di coloro che usano le strade, subordinando al controllo della Polizia e dell’ente gestore qualsiasi tipo di utilizzo della stessa per fini agonistici. L’articolo 9 bis, sopra riportato, si riferisce, in particolare, all’organizzazione e alla partecipazione a competizioni non autorizzate in velocità con veicoli a motore.

È necessario, però, che ci sia un accordo tra i partecipanti alla competizione e che non ci sia alcuna autorizzazione, non basta, infatti, che esistano tutte le caratteristiche per riconoscere una gara tra auto, devono solo mancare i presupposti che rendono la competizione legale. Ecco perché, in questi casi, si parla di gare clandestine. L’articolo in commento deve, allora, essere distinto dal successivo articolo 9 ter del Codice, che invece si riferisce alle gare che non necessitano né di un’organizzazione, né di un accordo tra i partecipanti, potendo essere anche del tutto estemporanee ed improvvisate. È questo il classico caso, invece, delle competizioni al semaforo, che nascono da uno sguardo o dal rombo dei motori come nei film. La Giurisprudenza ha specificato che basta la semplice coscienza di gareggiare, mettendo in pericolo l’incolumità pubblica, per applicarsi l’articolo 9 ter [1].

Tuttavia non rischia niente chi, pur viaggiando a forte velocità, si trovi ad essere inseguito da un’altra auto che invece tenta, a mo’ di sfida, di raggiungerlo.

In sostanza se le competizioni clandestine vere e proprie sono punite con le sanzioni penali previste dall’art. 9 bis del Codice della Strada (come vedremo a breve), le competizioni di altro genere, anche totalmente improvvisate, tra due o più veicoli, risultano sanzionate dall’articolo 9 ter [2].

Le sanzioni

L’articolo 9 bis del codice della Strada prevede che:

– Chi organizza, promuove, dirige o agevola in qualsiasi modo lo svolgersi di competizioni non autorizzate rischia da uno a tre anni di carcere e una multa che va da € 25.000 ad € 100.000;

– Se dall’organizzazione, promozione, direzione e agevolazione delle gare deriva un danno alla persona, è prevista una pena da tre a sei anni e una multa da € 25.000 ad € 100.000;

– Se deriva, invece, la morte di una o più persone si rischia da sei a dodici anni di carcere e una multa da € 25.000 ad € 100.000;

– Chi partecipa alle competizioni, ovvero chi gareggia in prima persona, rischia una pena che va da uno a tre anni di carcere e una multa da € 25.000 ad € 100.000, oltre che la sospensione della patente da uno a tre anni, il sequestro del veicolo e la confisca dello stesso (salvo che questo appartenga a una persona diversa, estranea al reato);

– Se il partecipante causa una lesione personale lieve, come una ferita che guarisca in breve tempo, questo potrà essere condannato ad una pena che va da tre a sei anni di carcere e ad una multa da € 25.000 ad € 100.000, gli verrà sospesa la patente da uno a tre anni, e sequestrato del veicolo per poi essere confiscato (salvo che appartenga a persona diversa, estranea al reato);

– Se il partecipante causa una lesione personale grave, come la rottura di un braccio o comunque una lesione che porti alla perdita di un senso, questo rischia una pena che va da tre a sei anni e una multa da € 25.000 ad € 100.000, oltre la revoca della patente, il sequestro del veicolo e la sua confisca (salvo questo appartenga a persona diversa, estranea al reato);

– Se il partecipante, infine, causa la morte di una o più persone rischia una pena da sei a dodici anni di carcere e una multa da € 25.000 ad € 100.000, oltre che, anche in questo caso, la revoca della patente e il sequestro del veicolo finalizzato alla confisca (salvo che il mezzo appartenga a persona estranea al reato).

Le pene che abbiamo visto sono sempre aumentate fino ad un anno se le gare non autorizzate sono organizzate a fine di lucro o per consentire scommesse o se tra i partecipanti vi sono minorenni.

– Chi effettua scommesse sulle gare rischia una pena da tre mesi ad un anno, e una multa da € 5.000 ad € 25.000.

In ogni caso è intimata l’immediata sospensione delle competizioni e chi non rispetta il divieto rischia fino a tre mesi di carcere o una multa fino a € 206.

Qualora, poi, i veicoli utilizzati in tali circostanze presentino alterazioni nelle loro caratteristiche costruttive o equipaggiamenti non omologati secondo le norme di sicurezza del Codice della Strada, é prevista una sanzione che va da € 1.000 ad € 10.000. Ciò non vale nel caso di gare autorizzate, in cui i mezzi in gara possono essere modificati senza necessità di omologazione, purché non escano dal percorso tracciato per la competizione.

[1] Cassazione Penale, Sezione IV, del 15 ottobre 2007, n. 37859.

[2] Cassazione Penale, Sezione IV, del 19 febbraio 2009, n. 7294.



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