Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019

Art. 97 codice della strada: Circolazione dei ciclomotori

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Codice della strada Aggiornato il 11 Febbraio 2019



1. I ciclomotori, per circolare, devono essere muniti di: a) un certificato di circolazione, contenente i dati di identificazione e costruttivi del veicolo, nonché quelli della targa e dell’intestatario, rilasciato dal Dipartimento per i trasporti terrestri, ovvero da uno dei soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 264, con le modalità stabilite con decreto dirigenziale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a seguito di aggiornamento dell’Archivio nazionale dei veicoli di cui agli articoli 225 e 226; b) una targa, che identifica l’intestatario del certificato di circolazione.

2. La targa è personale e abbinata ad un solo veicolo (1). Il titolare la trattiene in caso di vendita. La fabbricazione e la vendita delle targhe sono riservate allo Stato, che può affidarle con le modalità previste dal regolamento ai soggetti di cui alla legge 8 agosto 1991, n. 264.

3. Ciascun ciclomotore è individuato nell’Archivio nazionale dei veicoli di cui agli articoli 225 e 226, da una scheda elettronica, contenente il numero di targa, il nominativo del suo titolare, i dati costruttivi e di identificazione di tutti i veicoli di cui, nel tempo, il titolare della targa sia risultato intestatario, con l’indicazione della data e dell’ora di ciascuna variazione d’intestazione. I dati relativi alla proprietà del veicolo sono inseriti nel sistema informatico del Dipartimento per i trasporti terrestri a fini di sola notizia, per l’individuazione del responsabile della circolazione.

4. Le procedure e la documentazione occorrente per il rilascio del certificato di circolazione e per la produzione delle targhe sono stabilite con decreto dirigenziale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, secondo criteri di economicità e di massima semplificazione.

5. Chiunque fabbrica, produce, pone in commercio o vende ciclomotori che sviluppino una velocità superiore a quella prevista dall’art. 52 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.054 a euro 4.216. Alla sanzione da euro 821 a euro 3.287 soggiace chi effettua sui ciclomotori modifiche idonee ad aumentarne la velocità oltre i limiti previsti dall’articolo 52 (2).

6. Chiunque circola con un ciclomotore non rispondente ad una o più delle caratteristiche o prescrizioni indicate nell’art. 52 o nel certificato di circolazione, ovvero che sviluppi una velocità superiore a quella prevista dallo stesso art. 52, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 410 a euro 1.643.(3)

7. Chiunque circola con un ciclomotore per il quale non è stato rilasciato il certificato di circolazione, quando previsto, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 154 a euro 616. (4)

8. Chiunque circola con un ciclomotore sprovvisto di targa è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 76 euro 308.

9. Chiunque circola con un ciclomotore munito di targa non propria è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.818 a euro 7.276.

10. Chiunque circola con un ciclomotore munito di una targa i cui dati non siano chiaramente visibili è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 82 a euro 328. (5)

11. Chiunque fabbrica o vende targhe con caratteristiche difformi da quelle indicate dal regolamento, ovvero circola con un ciclomotore munito delle suddette targhe è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.818 a euro 7.276.

12. Chiunque circola con un ciclomotore per il quale non è stato richiesto l’aggiornamento del certificato di circolazione per trasferimento della proprietà secondo le modalità previste dal regolamento, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 385 a euro 1.539. Alla medesima sanzione è sottoposto chi non comunica la cessazione della circolazione. Il certificato di circolazione è ritirato immediatamente da chi accerta la violazione ed è inviato al competente ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri, che provvede agli aggiornamenti previsti dopo l’adempimento delle prescrizioni omesse.

13. L’intestatario che in caso di smarrimento, sottrazione o distruzione del certificato di circolazione o della targa non provvede, entro quarantotto ore, a farne denuncia agli organi di polizia è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 76 a euro 308. Alla medesima sanzione è soggetto chi non provvede a chiedere il duplicato del certificato di circolazione entro tre giorni dalla suddetta denuncia.

14. Alle violazioni previste dai commi 5 e 7 consegue la sanzione amministrativa accessoria della confisca del ciclomotore, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI; nei casi previsti dal comma 5 si procede alla distruzione del ciclomotore, fatta salva la facoltà degli enti da cui dipende il personale di polizia stradale che ha accertato la violazione di chiedere tempestivamente che sia assegnato il ciclomotore confiscato, previo ripristino delle caratteristiche costruttive, per lo svolgimento dei compiti istituzionali e fatto salvo l?eventuale risarcimento del danno in caso di accertata illegittimità della confisca e distruzione. Alla violazione prevista dal comma 6 consegue la sanzione amministrativa accessoria del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di sessanta giorni; in caso di reiterazione della violazione, nel corso di un biennio, il fermo amministrativo del veicolo è disposto per novanta giorni. Alla violazione prevista dai commi 8 e 9 consegue la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di un mese o, in caso di reiterazione delle violazioni nel biennio, la sanzione accessoria della confisca amministrativa del veicolo, secondo le norme di cui al capo I, sezione II, del titolo VI. (6)

(1) Comma così modificato dalla Legge n. 168 del 17 agosto 2005 (G.U. n.194 del 22 agosto 2005) di conversione, con modifiche, del decreto legge n.115 del 30 giugno 2005.
(2) Comma così modificato dalla legge 29 luglio 2010, n. 120 ( G.U. n. 175 del 29 luglio 2010 suppl. ord.).
(3) Comma così modificato dalla legge 29 luglio 2010, n. 120 ( G.U. n. 175 del 29 luglio 2010 suppl. ord.).
(4) Comma così modificato dal Decreto Legge 3 ottobre 2006 n. 262 convertito con modificazioni dalla Legge 24 novembre 2006, n. 286.
(5) Comma così modificato dalla legge 29 luglio 2010, n. 120 ( G.U. n. 175 del 29 luglio 2010 suppl. ord.)
(6) Comma così sostituito dal Decreto Legge 3 ottobre 2006 n. 262 convertito con modificazioni dalla Legge 24 novembre 2006, n. 286.

Commento

Il motorino è il desiderio di tutti gli adolescenti. Chi, dopo aver raggiunto la fatidica soglia dei 14 anni, non ne ha mai chiesto uno in regalo? L'incoscenza della gioventù, però, può fare brutti scherzi. Pensa, in proposito, alla diffusa abitudine di farsi truccare il motorino, in modo da aumentarne la cilindrata e poter superare la velocità massima di 45 km/h.

Non bisogna mai sottovalutare, tuttavia, che guidare un motorino richiede il rispetto di tutte le norme previste dal codice della strata. In proposito, l'art. 97 del codice della strada si occupa proprio di stabilire quali sono le regole per la circolazione dei ciclomotori e, in particolare, i requisiti di cui un ciclomotore deve essere munito per poter essere ammesso alla circolazione.

Che cosa prevede l'art. 97 del codice della strada? 

L'art. 97 del codice della strada prevede che ogni ciclomotore, per poter circoloare, deve essere munito:

  • del certificato di circolazione, che deve contenere tutti i dati di identificazione e costruttivi del veicolo, nonché quelli della targa e dell'intestatario;
  • della targa, che serve per identificare l'intestatario del certificato di circolazione. La particolarità della targa dei ciclomotori consiste nella circostanza che essa è personale. Ogni targa, inoltre, può essere abbinata ad un solo veicolo.

Che cosa significa che la targa è personale?

Abbiamo già detto che la targa dei ciclomotori è personale. L'art. 97 del codice della strada, in proposito, specifica che la trattiene il suo titolare in caso di vendita. A questo punto, cerchiamo  di capire insieme che cosa comporta la personalità della targa.

Supponiamo che tu abbia appena comprato un motorino nuovo e che tu non ne abbia mai posseduto uno. All'atto dell'acquisto, dunque, dovrai presentare un'apposita domanda alla Motorizzazione Civile per richiedere il rilascio del certificato di circolazione e della targa.

Immagina, dopo qualche anno, di voler vendere il motorino perché hai intenzione di comprarne uno nuovo. Quando cederai il tuo vecchio motorino al nuovo acquirente, la targa che ti era stata rilasciata in precedenza dovrai trattenerla tu e dovrai associarla al nuovo motorino. In pratica, per tutti i ciclomotori che possiederai nella tua vita dovrai utilizzare la stessa targa: se un motorino ha quella targa, significa che è tuo.

Ovviamente, se possiedi più di un ciclomotore dovrai essere titolare di due targhe.

Quali sono le sanzioni previste dall'art. 97 del codice della strada?

L'art. 97 del codice della strada prevede un gran numero di sanzioni. In particolare, la norma sanziona:

  • chi fabbrica, produce, pone in commercio o vende ciclomotori che sviluppino una velocità superiore a 45 Km/h, con la multa da 1.086 a 4.348 euro e con la confisca del veicolo;
  •  chi effettua sui ciclomotori modifiche idonee ad aumentarne la velocità oltre i 45 km/h, con la multa da 847 a 3.389 euro e con la confisca del veicolo;
  • chi circola con un ciclomotore con un motore di cilindrata superiore a 50 cc o con un ciclomotore che supera la velocità massima di 45 km/h o con un ciclomotore che non presenta le caratteristiche indicate nel certificato di circolazione, con la multa da 422 a 1.694 euro e con il fermo amministrativo del veicolo per un periodo di 60 giorni o di 90 gioni in caso di reiterazione;
  • chi circola con un ciclomotore per il quale non è stato rilasciato il certificato di circolazione, con la multa da 158 a 636 euro e con la confisca del veicolo;
  • chi circola con un ciclomotore sprovvisto di targa, con la multa da 79 a 317 euro e con il fermo amministrativo del veicolo per un periodo di 30 giorni o con la confisca del veicolo in caso di reiterazione;
  • chi circola con un ciclomotore con una targa non propria, con la multa da 1.875 a 7.503 euro e con il fermo amministrativo del veicolo per un periodo di 30 giorni o con la confisca del veicolo in caso di reiterazione;
  • chi circola con un ciclomotore con una targa non leggibile, con la multa da 85 a 338 euro;
  • chi circola con un ciclomotore munito di targa non conforme alle caratteristiche prescritte dalla legge e chi fabbrica e vende queste targhe, con la multa da 1.875 a 7.503 euro;
  • chi circola con un ciclomotore per il quale non è stato richiesto l'aggiornamento del certificato di circolazione per trasferimento della proprietà e chi non comunica la cessazione della circolazione, con la multa da 97 a Euro 1.587 e con il ritiro del certificato di circolazione;
  • chi non denuncia, entro 48 ore, lo smarrimento, la sottrazione o la distruzione del certificato di circolazione o della targa agli organi di polizia e chi non chiede il duplicato del libretto entro 3 giorni dalla denuncia, con la multa da 79 a 317 euro.

Giurisprudenza annotata

La Corte di Cassazione ha stabilito che falsificare e manomettere le targhe non comporta l'applicazione delle sanzioni previste dall'art. 97 del codice della strada. La Suprema Corte, infatti, ha spiegato che una simile condotta comporta la commissione del reato di falso materiale in certificazioni commesso da un privato previsto e punito dall'art. 482 del codice penale e non la commissione di un illecito amministrativo che sarebbe stato punibile ai sensi dell'art. 97 del codice della strada.

Cass. sent. n. 7621/2008  



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