Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015

Codice penale Art. 114 codice penale: Circostanze attenuanti

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Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015



Il giudice, qualora ritenga che l’opera prestata da taluna delle persone che sono concorse nel reato a norma degli articoli 110 e 113 abbia avuto minima importanza nella preparazione o nell’esecuzione del reato, può diminuire la pena (1)(2).

Tale disposizione non si applica nei casi indicati nell’articolo 112.

La pena può altresì essere diminuita per chi è stato determinato a commettere il reato o a cooperare nel reato, quando concorrono le condizioni stabilite nei numeri 3 e 4 del primo comma e nel terzo comma dell’articolo 112 (3) (4).

Commento

(1) Cfr. nota (7) sub art. 62.

(2) Sul concetto di «minima importanza» rilevante ai fini della norma, la Cassazione ha precisato che per la sua configurabilità, non è sufficiente una minore efficacia causale dell’attività prestata da un correo rispetto a quella realizzata dagli altri, in quanto è necessario che il contributo dato si sia concretizzato nell’assunzione di un ruolo di rilevanza del tutto marginale, ossia di efficacia causale così lieve rispetto all’evento da risultare trascurabile nell’economia generale dell’iter criminoso: ciò che si verifica allorquando la condotta del correo risulti tale da poter essere avulsa, senza apprezzabili conseguenze pratiche, dalla serie causale produttiva dell’evento (Cass. 31-3-2006, n. 11380). Più di recente, la medesima Corte ha puntualizzato che il concetto ha un significato di tipo causale che deve essere apprezzato sulla base di parametri valutativi assoluti, nel senso che l’apporto del concorrente non deve avere avuto soltanto una minore rilevanza causale rispetto al contributo degli altri concorrenti, ma deve avere assunto un’importanza obiettivamente minima, rilevabile, in considerazione della tipologia del reato commesso, dal grado di efficienza causale delle singole condotte (Cass. 5-10-2006, n. 33435). Da ultimo, la medesima Corte ha ribadito che la circostanza attenuante di cui all’art. 114 c.p. è configurabile a condizione che sia possibile, attraverso l’esame delle modalità di commissione del fatto, stabilire che l’imputato abbia svolto un ruolo assolutamente marginale di efficacia causale così lieve nella determinazione dell’evento criminoso da risultare del tutto trascurabile (Cass. 9-1- 2013, n. 835). Quanto ai margini di applicabilità di tale attenuante, si è affermato che essa, presupponendo un apporto differenziato nella preparazione o nell’esecuzione materiale del reato stesso, non è applicabile ai reati omissivi in quanto il «non facere» è concetto ontologicamente antitetico alla sussistenza dei requisiti richiesti per il suo riconoscimento (Cass. 30-1-2008, n. 4730).

La giurisprudenza applica di rado tale circostanza attenuante, e pur quando lo fa si tratta sovente di ipotesi nelle quali dovrebbe essere esclusa in toto la partecipazione al reato. Così, ad esempio, nell’ipotesi in cui il soggetto sia stato soltanto presente nel luogo di realizzazione della fattispecie criminosa (e in cui la giurisprudenza ha ritenuto di identificare un rafforzamento dell’altrui proposito criminoso).

(3) Comma così modif. dal d.l. 31-12-1991, n. 419, conv. con modif. dalla l. 18-2-1992, n. 172.

(4) La ratio di questa attenuante va ricercata nel fatto che il soggetto agente si è trovato in condizioni tali da ridurre le capacità di resistenza psicologica alle altrui pressioni.

Anche questa norma, come l’art. 112, risponde all’esigenza di adeguare il trattamento sanzionatorio di ciascun compartecipe all’entità del contributo fornito per il compimento dell’impresa criminosa, così attenuando il principio della pari responsabilità sancito nell’art. 110.

Si tratta di una circostanza facoltativa in quanto è lasciato al giudice il compito di valutare l’opportunità o meno della sua applicazione e in quanto tale è ritenuta da autorevole dottrina costituzionalmente illegittima perché in contrasto col principio dell’obbligatorietà dell’applicazione delle circostanze vigenti nel nostro ordinamento [v. Libro I, Titolo III, Capo II].

Giurisprudenza annotata

Circostanze attenuanti

In tema di concorso di persone nel reato, il riconoscimento dell'attenuante prevista dall'art. 114, comma terzo, cod. pen., con riferimento all'art. 112, comma primo, n. 3, cod. pen., presuppone una relazione caratterizzata da un rapporto di supremazia di un soggetto nei confronti di un altro, che può derivare da una peculiare posizione nella famiglia, ma non si esaurisce nella titolarità della potestà genitoriale sul minore, comprendendo ogni situazione di reale ed effettiva subordinazione in ambito familiare. (In applicazione di tale principio, la Corte ha annullato con rinvio la decisione dei Giudici di merito, che, in un caso di omicidio aggravato commesso in concorso dal padre e dal figlio maggiorenne, aveva escluso nei confronti di quest'ultimo l'attenuante suindicata, ritenendola configurabile solo nell'ipotesi di prole minore degli anni diciotto). (Annulla in parte con rinvio, Ass.App. Bologna, 23/05/2013)

Cassazione penale sez. I  22 ottobre 2014 n. 3332  

 

In tema di concorso di persone nel reato, il riconoscimento dell'attenuante prevista dall'art. 114, comma terzo, cod. pen., con riferimento all'art. 112, comma primo, n. 3, cod. pen., presuppone una relazione caratterizzata da un rapporto di supremazia di un soggetto nei confronti di un altro, che può derivare da una peculiare posizione nella famiglia, ma non si esaurisce nella titolarità della potestà genitoriale sul minore, comprendendo ogni situazione di reale ed effettiva subordinazione in ambito familiare. (In applicazione di tale principio, la Corte ha annullato con rinvio la decisione dei Giudici di merito, che, in un caso di omicidio aggravato commesso in concorso dal padre e dal figlio maggiorenne, aveva escluso nei confronti di quest'ultimo l'attenuante suindicata, ritenendola configurabile solo nell'ipotesi di prole minore degli anni diciotto). (Annulla in parte con rinvio, Ass.App. Bologna, 23/05/2013)

Cassazione penale sez. I  22 ottobre 2014 n. 3332  

 

La circostanza attenuante della partecipazione di minima importanza non trova applicazione in riferimento al reato associativo. (Annulla in parte senza rinvio, App. Napoli, 11/12/2012 )

Cassazione penale sez. II  13 marzo 2014 n. 17879  

 

Il ruolo di "copertura" in una vicenda di sequestro di persona - stante la delicatezza del ruolo e del rapporto fiduciario tra i concorrenti - non è minimale, indifferente o infungibile rispetto alla serie causale produttiva dell'evento. Non può dunque invocarsi l'attenuante dell'art. 114 c.p. se non quando la condotta del reo abbia inciso sul risultato finale in modo del tutto marginale e tale da poter essere esclusa, senza apprezzabili conseguenze.

Cassazione penale sez. VI  14 novembre 2013 n. 47533  

 

In caso di realizzazione di reato da persona maggiorenne in concorso con minorenne che vi abbia partecipato, il riconoscimento della relativa circostanza aggravante ex art. 112, comma 1, n. 4, c.p., non comporta l’automatica applicazione nei confronti del minore della circostanza attenuante di cui all’art. 114, comma 3, c.p., trovando la suddetta aggravante ragion d’essere nella volontà del legislatore di inasprire il trattamento sanzionatorio a carico del maggiorenne che commetta reati in concorso con minori, senza che ne possa derivare una presunzione assoluta di ridotta capacità del minore nel resistere alle azioni suggestive altrui.

Cassazione penale sez. V  09 luglio 2013 n. 18836  

 

In sede di legittimità, non è censurabile una sentenza per il suo silenzio su una specifica deduzione prospettata con il gravame, quando risulti che la stessa sia stata disattesa dalla motivazione della sentenza complessivamente considerata. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso il vizio di motivazione perché il giudice di appello, pur non avendo espressamente motivato in ordine alla mancata applicazione dell'attenuante dell'art. 114 c.p. -, esplicitamente richiesta con i motivi di appello - aveva in motivazione dimostrato la partecipazione attiva dell'imputato al delitto). Rigetta in parte, Ass.App. Napoli, 20/06/2012

Cassazione penale sez. I  22 maggio 2013 n. 27825  

 

La circostanza attenuante del contributo di minima importanza è configurabile quando l'apporto del concorrente non ha avuto soltanto una minore rilevanza causale rispetto alla partecipazione degli altri concorrenti, ma ha assunto un'importanza obiettivamente minima e marginale, ossia di efficacia causale, così lieve rispetto all'evento da risultare trascurabile nell'economia generale dell'iter criminoso. (Nella specie la Corte ha escluso la circostanza attenuante in esame nel caso in cui un soggetto, compartecipe di un omicidio, non aveva materialmente partecipato all'esecuzione ma era stato presente a tutte le fasi, rafforzando significativamente il proposito criminoso degli esecutori materiali). Dichiara inammissibile, Ass.App. Napoli, 05/12/2012

Cassazione penale sez. I  09 maggio 2013 n. 26031  

 

L'attenuante prevista dall'art. 114 c.p. può essere concessa nei delitti colposi solo nel caso di cooperazione colposa ex art. 113 c.p. e non anche nel caso, del tutto diverso, del concorso causale di condotte colpose, in cui manca la necessaria e reciproca consapevolezza dei cooperanti di contribuire alla condotta altrui. (Fattispecie, in cui è stata esclusa l'attenuante, relativa a condanna per omicidio colposo del rappresentante della casa costruttrice e del venditore di un kit umidificatore il cui cattivo funzionamento nel corso di una seduta di ossigenoterapia aveva procurato la morte del paziente, intervenuta anche a causa del maldestro impiego dello strumento da parte di un'infermiera, anch'ella condannata).

Cassazione penale sez. IV  04 ottobre 2012 n. 11439  

 

In tema di rapina, colui che fornisca un apporto causale alla commissione del reato, istigando all’attuazione del piano il complice meno esperto, risponde a titolo di concorso, non potendosi peraltro nemmeno riconoscere in un simile apporto la circostanza attenuante di cui all’art. 114 c.p.

Ufficio Indagini preliminari Torino  19 giugno 2012

 

La circostanza attenuante della partecipazione di minima importanza al fatto, prevista dall'art. 114 c.p., non trova applicazione quando il numero dei partecipanti al reato sia considerato come circostanza aggravante speciale, come nell'ipotesi prevista dall'art. 73, comma 6, d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309.

Cassazione penale sez. III  19 aprile 2012 n. 19096  

 

La circostanza attenuante della partecipazione di minima importanza al fatto, prevista dall'art. 114 c.p., non trova applicazione quando il numero dei partecipanti al reato sia considerato come circostanza aggravante speciale, come nell'ipotesi prevista dall'art. 73 comma 6 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309. Annulla senza rinvio, Gip Trib. Venezia, 25/03/2011

Cassazione penale sez. III  19 aprile 2012 n. 19096  

 



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