Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015

Art. 124 codice penale: Termine per proporre la querela. Rinuncia

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Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015



Salvo che la legge disponga altrimenti, il diritto di querela non può essere esercitato, decorsi tre mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce il reato (1).

Il diritto di querela non può essere esercitato se vi è stata rinuncia espressa o tacita da parte di colui al quale ne spetta l’esercizio (2).

Vi è rinuncia tacita, quando chi ha facoltà di proporre querela ha compiuto fatti incompatibili con la volontà di querelarsi (3).

La rinuncia si estende di diritto a tutti coloro che hanno commesso il reato.

Commento

(1) Come precisato dalla Cassazione, il termine per proporre la querela è di tre mesi e non di novanta giorni, decorrente dalla notizia del fatto che costituisce il reato; la scadenza di un termine stabilito a mesi si verifica, ex art. 14 c.p., nel giorno corrispondente a quello in cui è iniziata la decorrenza, secondo il calendario comune, indipendentemente dal numero dei giorni di cui è composto ogni singolo mese (Cass. 3-3- 2008, n. 9572). La medesima Corte ha, altresì, aggiunto che il termine per la presentazione della querela decorre dal momento in cui il titolare ha conoscenza certa, sulla base di elementi seri, del fatto-reato nella sua dimensione oggettiva e soggettiva, conoscenza che può essere acquisita in modo completo soltanto se e quando il soggetto passivo abbia contezza dell’autore e possa, quindi, liberamente determinarsi; pertanto, nel caso in cui siano svolti tempestivi accertamenti, indispensabili per la individuazione del soggetto attivo, il termine di cui all’art. 124 c.p. decorre, non dal momento in cui la persona offesa viene a conoscenza del fatto oggettivo del reato, né da quello in cui, sulla base di semplici sospetti, indirizza le indagini verso una determinata persona, ma dall’esito di tali indagini (Cass. 14-8-2008, n. 33466). Scaduto il termine, la persona offesa decade dal diritto di querela, e ciò allo scopo di evitare che egli possa dilazionare troppo a lungo il proprio potere, a scopo speculativo. In caso di reato continuato, il diritto di querela decorre dal momento in cui la persona offesa ha conoscenza certa del fatto-reato e non dall’ultimo momento consumativo della continuazione (Cass. 18-11-2008, n. 42891).

(2) La rinuncia può essere fatta solo dopo la commissione del reato, altrimenti essa diverrebbe una sorta di «autorizzazione» a delinquere. È sempre irrevocabile e incondizionata.

Poiché precede la presentazione della querela, comportando in radice l’estinzione del relativo diritto, va tenuta nettamente distinta dalla remissione di querela [v. 152], che, presupponendo la sua avvenuta presentazione, ha l’effetto di estinguere il reato.

(3) La rinuncia tacita si sostanzia in fatti incompatibili con la volontà di querelarsi i quali devono essere «seri, non equivoci e concludenti».

Le cause di estinzione del diritto di querela possono così riassumersi: a) rinuncia preventiva [v. 1242]; b) decadenza per decorso del termine [v. 1241]; c) morte della persona offesa [v. 126]; d) remissione [v. 152].



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