Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015

Art. 151 codice penale: Amnistia

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Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015



L’amnistia estingue il reato, e, se vi è stata condanna, fa cessare l’esecuzione della condanna e le pene accessorie (1) (2).

Nel concorso di più reati, l’amnistia si applica ai singoli reati per i quali è conceduta.

La estinzione del reato per effetto dell’amnistia è limitata ai reati commessi a tutto il giorno precedente la data del decreto, salvo che questo stabilisca una data diversa (3).

L’amnistia può essere sottoposta a condizioni o ad obblighi (4).

L’amnistia non si applica ai recidivi, nei casi preveduti dai capoversi dell’articolo 99, nè ai delinquenti abituali, o professionali o per tendenza, salvo che il decreto disponga diversamente (5).

Commento

Condanna: [v. 71]; Pene accessorie:[v. 19]; Concorso di reati: [v. Libro I, Titolo III, Capo III]; Recidivi: [v. 99]; Delinquente abituale: [v. 102]; Delinquente professionale: [v. 105];

Delinquente per tendenza: [v. 108]. Amnistia: è un provvedimento di clemenza generale con il quale lo Stato rinuncia all’applicazione della pena in relazione a fatti costituenti reato e commessi in un determinato periodo di tempo, comunque anteriore all’entrata in vigore dello stesso provvedimento che concede il beneficio [v. nota (2)].

(1) La Corte cost. con sent. 14-7-1971, n. 175 ha dichiarato costituzionalmente illegittimo tale comma «nella parte in cui esclude che l’imputato, rinunciando alle applicazioni dell’amnistia possa

ottenere di essere giudicato nel merito, con conseguenti applicazioni delle sanzioni penali a suo carico ove egli risulti colpevole, ma anche col riconoscimento della sua completa innocenza, ove ciò emerga nella prosecuzione o definizione del giudizio».

(2) Per effetto della legge costituzionale n. 1 del 1992 che ha modificato l’art. 79 Cost., l’amnistia è concessa con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna  Camera e non più con decreto presidenziale su legge di delegazione delle Camere.

Dal punto di vista tipologico l’amnistia può essere propria o impropria a seconda che intervenga prima o dopo che sia stata pronunziata sentenza di condanna irrevocabile [v. 648 c.p.p.]. Mentre l’amnistia propria ha efficacia estintiva completa (non comportando, però, l’estinzione delle obbligazioni civili, ad eccezione di quelle previste dagli artt. 196 e 197), quella impropria fa cessare l’esecuzione della condanna e delle pene accessorie, ma non gli altri effetti penali della condanna (quale la dichiarazione di recidiva, di abitualità, di professionalità nel reato, l’impossibilità di ottenere la sospensione condizionale della pena) [v. 164 n. 1]. L’amnistia può essere oggetto di rinuncia da parte del reo secondo quanto affermato dalla Corte Costituzionale con sentenza 175/71 [v. nota (1)].

Tale rinuncia deve essere esercitata personalmente dall’imputato o dal difensore munito di procura speciale. Essa comporta l’inoperatività del provvedimento di clemenza con la conseguenza che,

se nel prosieguo del giudizio si accerta l’esistenza del reato e la responsabilità dell’imputato, costui deve essere assoggettato a sanzione penale.

(3) Secondo la prevalente dottrina e giurisprudenza l’amnistia non è applicabile qualora, nel termine fissato dal provvedimento o comunque prima della sua entrata in vigore, non si sia

verificata la condizione obiettiva di punibilità [v. 44] richiesta per il reato sottoposto ad amnistia. Ciò in quanto l’amnistia è causa di estinzione della punibilità, che, nei reati suddetti, sorge solo a seguito del verificarsi della condizione obiettiva di punibilità.

(4) Si parla in tal caso di amnistia condizionata e si distingue tra condizioni sospensive e condizioni risolutive: le prime (c.p.p. 672) sospendono l’applicazione del beneficio fino a quando non si realizzerà la condizione imposta dal provvedimento di clemenza (es.: pagamento dei tributi evasi nei reati finanziari); le seconde comportano una decadenza dal beneficio in caso di realizzazione

dell’evento condizionante (es.: realizzazione di un nuovo reato entro un determinato termine).

(5) La previsione dell’ultimo comma dell’art. 151 è stata espressamente derogata dal d.P.R. n. 75/1990 che dispone l’applicazione dell’amnistia per i reati da esso contemplati anche alla delinquenza

qualificata.

Giurisprudenza annotata

Amnistia

L'amnistia impropria fa cessare l'esecuzione delle pene accessorie, ma non fa venir meno gli effetti penali della condanna, tra i quali rientra l'impossibilità di ottenere la reiterazione della sospensione condizionale della pena. (Annulla in parte senza rinvio, App. Napoli, 15/05/2013 )

Cassazione penale sez. III  18 giugno 2014 n. 50617  

 

Le condizioni o gli obblighi cui può essere subordinato l'indulto possono essere previsti, ai sensi degli art. 174 comma 3 e 151 c.p., solo dalla legge che concede la causa estintiva della pena e non dal giudice che applica il beneficio. (Nell'affermare tale principio la Corte ha precisato che il giudice della esecuzione non ha il potere di revocare il provvedimento con cui il giudice di merito abbia applicato l'indulto, sottoponendolo irritualmente ad una condizione, non essendo tale causa di revoca prevista dalla l. n. 241del 2006). Annulla senza rinvio, Trib. Viterbo, 22/06/2012

Cassazione penale sez. I  14 marzo 2013 n. 16743  

 

L'amnistia impropria non fa venir meno gli effetti penali della condanna tra i quali rientra l'impossibilità di ottenere la reiterazione della sospensione condizionale della pena.

Cassazione penale sez. I  19 ottobre 2004 n. 45521  

 

Nel computo della pena detentiva stabilita per ciascun reato ai fini dell'applicazione dell'amnistia elargita con d.P.R. 12 aprile 1990 n. 75, anche la diminuente prevista dall'art. 98 comma 1 c.p. va calcolata nella sua estensione minima di un giorno. (Fattispecie nella quale è stata esclusa, "in executivis", l'applicabilità dell'amnistia al reato di cui all'art. 71 comma 4 della l. n. 685 del 1975, commesso da minore).

Cassazione penale sez. I  21 marzo 2000 n. 2112  

 

È illegittimo il provvedimento disciplinare irrogato sulla base di un'ipotesi accusatoria non autonoma rispetto a fatti contestati in sede penale, che non potevano essere automaticamente riprodotti nel procedimento disciplinare attesa l'operatività dell'amnistia, che ai sensi dell'art. 151 comma 1, c.p., ha estinto il reato.

Consiglio di Stato sez. IV  22 ottobre 1999 n. 1594  

 

In tema di applicazione di amnistia, occorre aver riguardo alla qualificazione del fatto giudicato, considerato nel momento della contestazione, mentre non assume rilievo la quantità della pena in concreto inflitta.

Cassazione penale sez. I  15 novembre 1995 n. 5799  

 

La rinuncia all'amnistia è un negozio giuridico processuale unilaterale recettizio perché produce i suoi effetti allorché perviene all'autorità giudiziaria procedente: dopo tale momento la rinuncia diventa irrevocabile in quanto il negozio giuridico si è perfezionato in tutti i suoi elementi, sicché non è nella disponibilità dell'interessato annullarne o modificarne i contenuti. Peraltro l'amnistia costituisce una deroga di carattere eccezionale al principio dell'obbligatorietà dell'azione penale, per cui è da escludere che, attraverso la revoca della rinuncia, possa essere fatta valere oltre i limitati casi previsti dalla legge.

Cassazione penale sez. III  08 ottobre 1995 n. 11215  

 

La rinuncia all'amnistia è un negozio giuridico processuale unilaterale recettizio perché produce i suoi effetti allorché perviene all'autorità giudiziaria procedente. Dopo tale momento la rinuncia diventa irrevocabile in quanto il negozio giuridico si è perfezionato in tutti i suoi elementi, sicché non è nella disponibilità dell'interessato annullarne o modificarne i contenuti. Peraltro l'amnistia costituisce una deroga di carattere eccezionale al principio dell'obbligatorietà dell'azione penale, per cui è da escludere che, attraverso la revoca della rinuncia, possa essere fatta valere oltre i limitati casi previsti dalla legge.

Cassazione penale sez. III  08 ottobre 1995 n. 11215  

 

L'amnistia impropria applicabile a condanne a pena condizionalmente sospesa non fa venir meno gli effetti penali della condanna, tra i quali rientrano l'impossibilità di ottenere la reiterazione della sospensione condizionale della pena per chi ne abbia fruito già due volte.

Cassazione penale sez. III  11 febbraio 1994

 

Con l'estinzione del reato per amnistia viene meno non solo l'eseguibilità della pena principale, ma anche l'obbligo di pagare la sanzione pecuniaria sostitutiva di questa, eventualmente disposta con la condanna, poiché siffatto obbligo non può sopravvivere all'estinzione del reato cui inerisce e per il quale è sorto e non è ipotizzabile l'esecuzione di una sanzione sostitutiva quando la pena sostituita non è più eseguibile per la sopravvenuta estinzione del reato. Pertanto, l'imputato non è tenuto a pagare la sanzione pecuniaria sostitutiva disposta per il reato estinto per effetto di amnistia e l'omesso versamento non costituisce reato. (Fattispecie relativa all'applicazione dell'amnistia impropria di cui al d.P.R. 12 aprile 1990, n. 75, operante, in ragione della data dei fatti, nei confronti del reato di assegno a vuoto e non anche di quello successivo, di violazione degli obblighi, di cui all'art. 83 della legge 24 novembre 1981, n. 689, pure ascritto all'imputato).

Cassazione penale sez. V  14 aprile 1993

 



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