Codice penale Aggiornato il 13 Febbraio 2015

Art. 153 codice penale: Esercizio del diritto di remissione. Incapace

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Codice penale Aggiornato il 13 Febbraio 2015



Per i minori degli anni quattordici e per gli interdetti a cagione di infermità di mente, il diritto di remissione è esercitato dal loro legale rappresentante [121; c.c. 320, 357].

I minori, che hanno compiuto gli anni quattordici, e gli inabilitati [c.c. 415] possono esercitare il diritto di remissione, anche quando la querela è stata proposta dal rappresentante, [1203] ma, in ogni caso, la remissione non ha effetto senza l’approvazione di questo.

Il rappresentante può rimettere la querela proposta da lui o dal rappresentato [1203], ma la remissione non ha effetto, se questi manifesta volontà contraria [125].

Le disposizioni dei capoversi precedenti si applicano anche nel caso in cui il minore raggiunge gli anni quattordici, dopo che è stata proposta la querela.

Commento

Remissione: [v. 152]; Querela: [v. 120].

Interdetto: è tale quel soggetto considerato dalla legge incapace d’agire. In particolare l’interdizione può essere giudiziale qualora il soggetto sia dichiarato con sentenza incapace di provvedere ai propri interessi a causa di un’abituale infermità di mente, oppure legale quando consegua alla condanna all’ergastolo o alla reclusione per un tempo non inferiore a cinque anni, come pena accessoria (c.c. 414 e ss.).

Rappresentante legale: è il soggetto autorizzato dalla legge ad agire in nome e per conto di un altro soggetto incapace di agire (rappresentato).

Inabilitato: è tale quel soggetto che si trova in uno stato di diminuita capacità di agire per una delle cause tassativamente indicate dalla legge (c.c. 414-432).

Infermità di mente: è lo stato mentale patologico che esclude o diminuisce la capacità di intendere e di volere nella commissione di un fatto costituente reato.

 

Giurisprudenza annotata

Diritto di remissione

Il vigente codice di rito prevede determinate formalità solo per la rinuncia espressa e per la remissione della querela, ma non anche per la dichiarazione, fatta ai sensi dell'art. 153 comma 3 c.p.p., con la quale il minore manifesti la volontà contraria alla remissione fatta dal rappresentante, che pertanto è disciplinata dal principio generale della libertà delle forme, con la conseguenza che la sottoscrizione del dichiarante non deve essere necessariamente autenticata e la dichiarazione è validamente presentata anche se spedita per posta.

Cassazione penale sez. V  21 maggio 1993



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