Codice penale Aggiornato il 13 Febbraio 2015

Art. 159 codice penale: Sospensione del corso della prescrizione

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Codice penale Aggiornato il 13 Febbraio 2015



Il corso della prescrizione rimane sospeso in ogni caso in cui la sospensione del procedimento o del processo penale o dei termini di custodia cautelare è imposta da una particolare disposizione di legge, oltre che nei casi di:

1) autorizzazione a procedere;

2) deferimento della questione ad altro giudizio;

3) sospensione del procedimento o del processo penale per ragioni di impedimento

delle parti e dei difensori ovvero su richiesta dell’imputato o del suo difensore(1) (2).

In caso di sospensione del processo per impedimento delle parti o dei difensori, l’udienza non può essere differita oltre il sessantesimo giorno successivo alla prevedibile cessazione dell’impedimento, dovendosi avere riguardo in caso contrario al tempo dell’impedimento aumentato di sessanta giorni. Sono fatte salve le facoltà previste dall’articolo 71, commi 1 e 5, del codice di procedura penale;

3bis) sospensione del procedimento penale ai sensi dell’articolo 420quater del codice di procedura penale (3).

Nel caso di autorizzazione a procedere, la sospensione del corso della prescrizione si verifica dal momento in cui il pubblico ministero presenta la richiesta e il corso della prescrizione riprende dal giorno in cui l’autorità competente accoglie la richiesta.

La prescrizione riprende il suo corso dal giorno in cui è cessata la causa della sospensione.

Nel caso di sospensione del procedimento ai sensi dell’articolo 420quater del codice di procedura penale, la durata della sospensione della prescrizione del reato non può superare i termini previsti dal secondo comma dell’articolo 161 del presente codice (4).

Commento

Sospensione del corso della prescrizione: effetto determinato da una serie di circostanze, le quali al loro verificarsi, il termine di prescrizione rimane sospeso, e, al momento della cessazione della causa di sospensione, riprende a decorrere, sommandosi a quello precedentemente trascorso.

Autorizzazione a procedere: è una condizione di promovibilità dell’azione penale o di proseguibilità della stessa, a seconda che debba intervenire per rimuovere un ostacolo iniziale o sopravvenuto all’esercizio della pretesa punitiva. Essa è richiesta in considerazione della natura del reato (cd. (—) oggettiva), o della qualità del soggetto (cd. (—) soggettiva) (c.p.p. 343-344). L’(—) deve essere chiesta dal P.M. alla competente Autorità entro 30 giorni dalla notitia criminis.

Pubblico Ministero: è un organo dello Stato istituito presso la Corte di Cassazione, le Corti di Appello, i Tribunali ordinari, Tribunali per i minorenni. Gli uffici del (—) formano nel loro complesso la cd. magistratura requirente cui spetta l’esercizio dell’azione penale e lo svolgimento delle indagini preliminari.

(1) Art. così sostituito ex l. 5-12-2005, n. 251 (art. 6, c. 3). Il testo previgente così disponeva: «159. Sospensione del corso della prescrizione. — Il corso della prescrizione rimane sospeso nei casi di autorizzazione a procedere o di questione deferita ad altro giudizio, e in ogni caso in cui la sospensione del procedimento penale o dei termini di custodia cautelare è imposta da una particolare disposizione di legge.

La sospensione del corso della prescrizione, nei casi di autorizzazione a procedere di cui al primo comma, si verifica dal momento in cui il pubblico ministero effettua la relativa richiesta.

La prescrizione riprende il suo corso dal giorno in cui è cessata la causa della sospensione.

In caso di autorizzazione a procedere, il corso della prescrizione riprende dal giorno in cui l’autorità competente accoglie la richiesta.»

Per un cenno alla disciplina transitoria concernente le disposizioni dell’art. 6 cit., si veda quanto detto sub art. 157, nota (8).

(2) Nonostante la radicale sostituzione dell’intero articolo in commento, il legislatore del 2005 ha sostanzialmente confermato i casi idonei a cagionare una stasi (il periodo coperto dalla sospensione, infatti, non viene considerato nel calcolo del tempo necessario a prescrivere, mentre vengono computati, sommandoli, quello antecedente e quello successivo) nella decorrenza del tempo necessario a produrre l’effetto estintivo della prescrizione, consistenti nei casi di autorizzazione a procedere, di deferimento della questione ad altro giudizio (come nelle ipotesi disciplinate dagli artt. 3 e 479 c.p.p., concernenti, rispettivamente, le questioni pregiudiziali, nonché quelle civili ed amministrative), nonché di sospensione del procedimento imposta normativamente (es. quella prevista dall’art. 47 c.p.p. in conseguenza della richiesta di rimessione, per il cui esame si rinvia alla nota (3), nonché quella prevista dall’art. 71, comma 1, c.p.p. disciplinante la sospensione del procedimento per incapacità dell’imputato), o dei termini di custodia cautelare (si pensi alle ipotesi di sospensione di cui all’art. 304 c.p.p.), integrando, tuttavia, la relativa casistitica alle ipotesi in cui il procedimento o il processo vengano sospesi in presenza di un legittimo impedimento delle parti e dei difensori, ovvero su richiesta dell’imputato o del suo difensore. Tale previsione è, invero, considerata, nei primi commenti alla riforma, più che una vera novità disciplinare, una mera «codificazione» di principi già sanciti dalla Cassazione, in suoi pronunciamenti (in particolare, le Sezioni unite, con sentenza 11-1-2002, n. 1021, ebbero a precisare che in tema di prescrizione del reato, la sospensione del procedimento e il rinvio o la sospensione del dibattimento comportano la sospensione dei relativi termini ogni qualvolta siano disposti per impedimento dell’imputato o del suo difensore, ovvero su loro richiesta e sempre che l’una o l’altro non siano determinati da esigenze di acquisizione della prova o dal riconoscimento di un termine a difesa). Allo scopo, peraltro, di porre un freno ad eventuali tentazioni di impiegare indebitamente tale previsione, instaurando inopportune prassi giudiziarie, si sono imposti precisi limiti temporali di differimento dell’udienza, nel caso di sospensione del processo per impedimento delle parti o dei difensori. La riscrittura della previsione, altresì, lascia inalterate le ulteriori ipotesi di sospensione della prescrizione, rinvenibili nella legislazione speciale, quali quella prevista dall’art. 16 della l. 22-5-1975, n. 152, e dall’art. 18, comma 5, della l. 5-10-2001, n. 367, nota come legge sulle rogatorie internazionali.

(3) Numero aggiunto ex art. 12, c. 1, l. 28- 4-2014, n. 67. Il correttivo si incardina in un articolato e complesso provvedimento, finalizzato, per un verso, a predisporre una nuova ed ampia delega al Governo, diretta ad attuare una significativa riforma del sistema delle pene detentive non carcerarie e, più in generale, del sistema sanzionatorio, ma per altro verso, ad introdurre una inedita causa di estinzione del reato, denominata «messa alla prova», per il cui esame si rinvia a quanto si dirà nel commento agli artt.168bis-quater. Relativamente alla norma che qui si annota, per effetto dei segnalati correttivi, il decorso della prescrizione è, altresì, sospeso nel caso di sospensione del procedimento per assenza dell’imputato (ex art. 420quater c.p.p.; in tale ipotesi, tuttavia, la durata della sospensione non può superare i termini previsti dal secondo comma dell’articolo 161 c.p.) nonché per messa alla prova del medesimo. Peraltro, ai sensi dell’art. 15bis, l. 67/2014 (previsione aggiunta dalla l. 11-8-2014, n. 118), il correttivo appena esaminato si applica ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della legge 67/2014, a condizione che nei medesimi procedimenti non sia stato pronunciato il dispositivo della sentenza di primo grado. In deroga a quanto appena detto, infine, le disposizioni vigenti prima della data di entrata in vigore della suddetta legge continuano ad applicarsi ai procedimenti in corso alla data di entrata in vigore della medesima, quando l’imputato sia stato dichiarato contumace e non sia stato emesso il decreto di irreperibilità. In relazione, infine, all’intero primo comma, si segnala che la Corte costituzionale, con sentenza 25-3-2015, n. 45, ne ha dichiarato l’illegittimità costituzionale «nella parte in cui, ove lo stato mentale dell’imputato sia tale da impedire la cosciente partecipazione al procedimento e questo venga sospeso, non esclude la sospensione della prescrizione quando è accertato che tale stato è irreversibile».

(4) Comma aggiunto ex art. 12, c. 2, l. 67/2014 cit. Per un cenno al fondamento del correttivo, si rinvia alla nota precedente.

Lo scopo della fattispecie va individuato nella necessità di evitare che la durata dei processi, spesso di proporzioni incompatibili con le reali esigenze di giustizia, non comporti l’estinzione del processo per prescrizione, vanificando le esigenze di effettività dell’irrogazione della pena. Ciò è massimamente deleterio per la credibilità del sistema penale nel suo complesso.

Giurisprudenza annotata

Sospensione del corso della prescrizione

Il corso della prescrizione del reato è sospeso durante la pendenza del termine indicato dal giudice di merito per il deposito della sentenza, in quanto tale vicenda integra una causa di sospensione obbligatoria dei termini di custodia cautelare. (Fattispecie relativa ad imputato sottoposto a misura custodiale durante il termine fissato per il deposito delle sentenze di primo e secondo grado). (Rigetta, App. Caltanissetta, 24/01/2013 )

Cassazione penale sez. II  10 ottobre 2014 n. 677

 

Il rinvio o la sospensione del dibattimento disposti dal giudice in accoglimento della richiesta della parte civile, cui ha aderito l'imputato, di autorizzazione alla citazione del responsabile civile non determina la sospensione del termine di prescrizione, atteso che il differimento dell'udienza è determinato dalla necessità di consentire il concreto esercizio di una facoltà riconducibile al diritto di difesa. (In applicazione di tale principio, la Corte ha ritenuto computabile nel termine di prescrizione il periodo in cui il dibattimento era stato sospeso su richiesta della parte civile, cui aveva aderito anche l'imputato, al fine di consentire la citazione del responsabile civile). (Annulla senza rinvio, Trib. Rieti, s.d. Poggio Mirteto, 28/06/2012 )

Cassazione penale sez. IV  09 ottobre 2014 n. 47287  

 

Deve essere rimessa alle Sezioni Unite la questione se l'esistenza di un concomitante impegno professionale del difensore costituisca un'ipotesi di impossibilità assoluta a comparire, valutabile ai sensi dell'art. 159, primo comma, n. 3 c.p., con la conseguenza che, in tal caso, l'udienza non possa essere rinviata oltre il sessantesimo giorno e, ove ciò avvenga, la sospensione della prescrizione non possa comunque avere una durata maggiore, ovvero se tale impedimento, pur tutelato dall'ordinamento con diritto al rinvio dell'udienza, non abbia carattere assoluto.

Cassazione penale sez. V  26 settembre 2014 n. 45057  

 

Il concomitante impegno professionale del difensore può lasciare a quest'ultimo, a seconda dei casi, la libertà di scegliere ove essere presente oppure può essere tale da imporre la partecipazione nell'uno e non nell'altro procedimento. Detta imposizione pone il difensore in una condizione concreta di non scelta. A seconda che sia individuabile o meno una opzione del difensore per l'ulteriore impegno, questo rappresenta impedimento non assoluto e quindi soggiace alla disciplina prevista per il caso della richiesta di differimento della trattazione, così come previsto dall'art. 159, comma 3, c.p., diversamente costituisce un impedimento assoluto così come assunto dal combinato disposto degli articoli 159, comma 3, c.p., 420 ter, comma 5, e 484, comma 2 bis, c.p.p..

Cassazione penale sez. fer.  13 agosto 2014 n. 46817  

 

L'impedimento del difensore per contemporaneo impegno professionale costituisce un'ipotesi d'impossibilità assoluta a partecipare all'attività difensiva quando circostanze specificamente accertate dal giudice dimostrino l'indefettibilità della sua partecipazione al diverso procedimento, con la conseguenza che, in tal caso, l'udienza non può essere rinviata oltre il sessantesimo giorno e la sospensione della prescrizione non può comunque avere durata maggiore, dovendosi applicare la disposizione di cui all'art. 159, comma 1 n. 3, c.p., nel testo introdotto dall'art. 6 l. 5 dicembre 2005 n. 251. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso che rinvii disposti in accoglimento di istanze prive dell'indicazione delle condizioni necessarie per ritenere il concomitante impegno professionale come impedimento assoluto, e senza alcun esplicito vaglio relativo a tali profili, potessero essere riconducibili ad un ipotesi di impossibilità assoluta a partecipare all'attività difensiva). (Rigetta, App. Palermo, 16/01/2014 )

Cassazione penale sez. fer.  13 agosto 2014 n. 46817  

 

Il provvedimento di rinvio del processo, disposto dal giudice su istanza e per esigenze della parte richiedente, dà sempre luogo alla sospensione dei termini di prescrizione per l'intera durata del rinvio ex art. 159 cod. pen., a prescindere dalle ragioni che la stessa parte ha posto a fondamento della richiesta, salvo che esse consistano in un legittimo impedimento della parte o del difensore poiché, in tal caso, la sospensione ha una durata massima di sessanta giorni. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto sospesi i termini prescrizionali per l'intera durata dei rinvii delle udienze disposti su richiesta difensiva in pendenza del procedimento amministrativo successivamente non perfezionatosi di sanatoria edilizia di un immobile abusivo). (Dichiara inammissibile, Trib. Grosseto, 05/11/2012 )

Cassazione penale sez. III  28 maggio 2014 n. 41349  

 

Il rinvio del processo disposto sull'accordo delle parti comporta la sospensione del termine di prescrizione, ai sensi dell'art. 159, comma 1 n. 3), c.p., anche nel caso in cui l'accoglimento della richiesta di rinvio non sia imposto da una particolare disposizione di legge (Fattispecie di rinvio del processo disposto in adesione alla richiesta formulata dai difensori in ragione della prospettata esigenza di attendere l'esito delle trattative intraprese dall'imputato con la curatela fallimentare al fine di giungere ad un accordo transattivo con questa). (Rigetta in parte, App. Verona, 04/02/2011 )

Cassazione penale sez. V  23 maggio 2014 n. 25444

 

L'impedimento del difensore per contemporaneo impegno professionale, tutelato dall'ordinamento con il diritto al rinvio dell'udienza, costituisce un'ipotesi d'impossibilità assoluta a partecipare all'attività difensiva, di talché l'udienza non può essere rinviata oltre il sessantesimo giorno e, ove ciò avvenga, la sospensione della prescrizione non può comunque avere durata maggiore, dovendosi applicare la disposizione di cui all'art. 159 comma 1 n. 3 c.p., nel testo introdotto dall'art. 6 l. 5 dicembre 2005 n. 251. (Annulla senza rinvio, App. Napoli, 07/10/2013 )

Cassazione penale sez. III  07 maggio 2014 n. 37171  

 

La sospensione dei termini di custodia cautelare per la particolare complessità del giudizio, deliberata con specifica ordinanza, determina, ai sensi dell'art. 159 comma 1 c.p., la sospensione della prescrizione dei reati per i quali in quel giudizio si procede e per tutti gli imputati, prescindendo dallo stato cautelare dei singoli e dal titolo dei reati, stante la natura obiettiva della causa di sospensione e l'impossibilità di operare distinzioni tra le diverse posizioni dell'unico processo, da intendersi globalmente complesso. (Annulla in parte con rinvio, App. Napoli, 23/05/2012 )

Cassazione penale sez. VI  28 febbraio 2014 n. 15477  

 

Non costituisce causa di sospensione della prescrizione il rinvio del dibattimento disposto su richiesta della parte civile, nell'ipotesi in cui la difesa dell'imputato non abbia espressamente prestato il consenso ma si sia limitata a "rimettersi" al giudice. (Nel caso di specie è stata ritenuta inidonea la dichiarazione con la quale il difensore dell'imputato "nulla oppone" alla richiesta dalla controparte). (Annulla senza rinvio, App. Firenze, 07/01/2013 )

Cassazione penale sez. IV  31 gennaio 2014 n. 7071  

 

In tema di sospensione del corso della prescrizione, ai sensi dell'art. 159, comma 1, n. 3, c.p., deve ritenersi che essa non operi quando, essendovi stato rinvio dell'udienza su richiesta della parte civile, la difesa dell'imputato si sia limitata a non opporsi, essendo invece operante nel caso di richiesta di rinvio avanzata congiuntamente dalle difese dell'imputato e della parte civile (nella specie per l'espletamento di un tentativo di accordo sul risarcimento del danno).

Cassazione penale sez. IV  31 gennaio 2014 n. 7071  

 

In tema di prescrizione, una volta che il giudice, verificata la tempestività della richiesta di rinvio del procedimento avanzata dal difensore dell'imputato per la esistenza di un suo concomitante impegno professionale in altro procedimento e valutate le ragioni poste a base della richiesta medesima, la ritenga meritevole di accoglimento, l'esistenza del suddetto impegno va considerata come impedimento assoluto a comparire e comporta, quindi, l'operatività del limite di sessanta giorni entro il quale, ai sensi dell'art. 159 comma 1 n. 3 c.p., dev'essere contenuta la durata della sospensione del corso della prescrizione.

Cassazione penale sez. IV  18 dicembre 2013 n. 10926  



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