Codice penale Aggiornato il 13 Febbraio 2015

Art. 165 codice penale: Obblighi del condannato

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Codice penale Aggiornato il 13 Febbraio 2015



La sospensione condizionale della pena può essere subordinata all’adempimento dell’obbligo delle restituzioni, al pagamento della somma liquidata a titolo di risarcimento del danno (1) (2) (3) o provvisoriamente assegnata sull’ammontare di esso e alla pubblicazione della sentenza a titolo di riparazione del danno [c.p.p. 538, 539]; può altresì essere subordinata, salvo che la legge disponga altrimenti, all’eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato (4), ovvero, se il condannato non si oppone alla prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato comunque non superiore alla durata della pena sospesa (5) (6), secondo le modalità indicate dal giudice nella sentenza di condanna (7).

La sospensione condizionale della pena, quando è concessa a persona che ne ha già usufruito, deve (8) essere subordinata all’adempimento di uno degli obblighi previsti nel comma precedente[, salvo che ciò sia impossibile] (9).

La disposizione del secondo comma non si applica qualora la sospensione condizionale della pena sia stata concessa ai sensi del quarto comma dell’articolo 163 (10) (11).

Nei casi di condanna per i reati previsti dagli articoli 314, 317, 318, 319, 319ter, 319quater, 320 e 322bis, la sospensione condizionale della pena è comunque subordinata al pagamento di una somma equivalente al profitto del reato ovvero all’ammontare di quanto indebitamente percepito dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di un pubblico servizio, a titolo di riparazione pecuniaria in favore dell’amministrazione lesa dalla condotta del pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio, ovvero, nel caso di cui all’articolo 319ter, in favore dell’amministrazione della giustizia, fermo restando il diritto all’ulteriore eventuale risarcimento del danno (12).

Il giudice nella sentenza stabilisce il termine entro il quale gli obblighi devono essere adempiuti (13) (14) (15).

Commento

Pubblicazione della sentenza: [v.19]; Sospensione condizionale della pena: [v. 163].

(1) Art. così sostituito ex l. 689/1981 (art. 128).

(2) Cfr. art. 257, c. 3, d.lgs. 3-4-2006, n. 152.

(3) Non è consentito al giudice subordinare la concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena all’adempimento, in forma generica, dell’obbligo dell’integrale risarcimento del danno cagionato alla parte lesa. Tale subordinazione può essere riferita solo al pagamento della somma liquidata a titolo di risarcimento del danno.

(4) Non è sufficiente, per la concessione del beneficio, l’eliminazione delle conseguenze che derivano dal danno inteso in senso civilistico, come può avvenire con un risarcimento economico. È necessario, invece, che il condannato elimini le conseguenze, derivanti dal danno criminale, che ineriscono alla lesione o pericolo di lesione del bene giuridico tutelato dalla norma penale violata.

(5) Comma così modificato ex art. 2, c. 1, lett. c), l. 11-6-2004, n. 145.

(6) Con la modifica apportata dal legislatore, si è reintrodotto l’obbligo di prestare attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato, comunque non superiore alla durata della pena sospesa.

Si tratta di un obbligo che il giudice non può imporre, è, infatti, necessario che il condannato non vi si opponga.

(7) L’elencazione degli obblighi previsti da tale comma ha carattere tassativo, per cui la sospensione condizionale della pena non può essere sottoposta ad obblighi diversi.

(8) Si noti come, nel caso della concessione della sospensione a chi ne abbia già usufruito, e a differenza del primo comma, la subordinazione all’adempimento degli obblighi è obbligatoria.

(9) Le parole riportate in parentesi quadra sono soppresse ex art. 2, c. 1, lett. b), l.145/2004 cit.

La soppressione fa sì che la concessione della sospensione condizionale della pena a persona che ne abbia già usufruito debba sempre essere subordinata all’adempimento di almeno uno degli obblighi di cui al comma 1.

(10) Comma inserito ex art. 2, c. 1, lett. c), l. 145/2004 cit.

(11) La disposizione in esame non si applica quando la sospensione condizionale della pena sia stata concessa per la prima volta in relazione a condanna detentiva non superiore ad un anno preceduta dai comportamenti riparatori previsti dal quarto comma dell’art. 163. Pertanto, solo chi abbia già usufruito di questa speciale sospensione condizionale della pena, non si vedrà necessariamente applicare, in caso di seconda concessione, uno degli obblighi di cui all’art. 165, c. 1. Di qui, l’ambito di operatività limitata al solo caso di chi abbia la prima volta usufruito della sospensione speciale.

(12) Comma inserito ex art. 2, c. 1, l. 27-5-2015, n. 69. Il correttivo si inserisce nel novero di quelli operati dalla cd. Legge anticorruzione 2015. Per un cenno alle linee-guida politico-criminali del citato provvedimento, si rinvia a quanto detto in sede di commento all’art. 322quater c.p. (anch’esso di nuova introduzione).

(13) L’inosservanza dell’onere da parte del condannato non comporta la revoca automatica del beneficio, potendo il soggetto provare che l’impossibilità dell’adempimento sia dipesa dal caso fortuito o dalla forza maggiore. Non è esclusa, invece, la revoca quando l’impossibilità sia dipesa da un atto volontario del condannato.

Così, ad esempio, in caso di inquinamento idrico, se il giudice concede il beneficio della sospensione della pena a condizione che il condannato provveda a riportare lo scarico entro i livelli consentiti dalla legge, l’obbligato se nel frattempo ha ceduto l’azienda a terzi, trovandosi nell’impossibilità giuridica di adempiere, non potrà evitare la revoca del beneficio, proprio perché l’impossibilità è dipesa da un atto da lui voluto.

(14) Nel caso in cui il giudice non abbia fissato alcun termine per l’adempimento degli obblighi, l’adempimento deve avvenire entro il termine della sospensione.

(15) Cfr. art. 255, c. 3, d.lgs. 3-4-2006, n.152; art. 8, l. 13-12-1989, n. 401.

La norma tenta di caratterizzare la sospensione condizionale in senso positivo, in modo da far meritare al reo l’ottenimento del beneficio. Tuttavia, almeno nel caso della concessione del beneficio per la prima volta, ove la subordinazione all’adempimento degli obblighi sia discrezionale, la prassi registra uno scarsissimo ricorso a tale meccanismo, scadendo in un deplorevole automatismo clemenziale.

Giurisprudenza annotata

Obblighi del condannato

La concessione della sospensione condizionale della pena può legittimamente essere subordinata alla eliminazione delle conseguenze dannose del reato mediante l'adempimento dell'obbligo di restituzione, anche qualora manchi una richiesta in tal senso per la mancata costituzione di parte civile della persona offesa. (Fattispecie di omesso versamento di contributi previdenziali, nella quale la Corte ha ritenuto legittima la subordinazione del beneficio al pagamento in favore dell'Inps delle quote non versate, pur in assenza di costituzione come parte civile dell'ente previdenziale). (Rigetta, App. Palermo, 02/12/2013 )

Cassazione penale sez. III  24 giugno 2014 n. 1324  

 

La sospensione condizionale della pena, quando si procede per il reato previsto dall'art. 6 bis, comma 1, l. 13 dicembre 1989 n. 401, può comunque essere subordinata, a norma dell'art. 165 c.p., all'eliminazione delle conseguenze dannose del reato, senza necessità che il giudice indichi specifiche o particolari modalità per l'esecuzione di tale adempimento. (Rigetta, Trib. Messina, 11/09/2013 )

Cassazione penale sez. III  08 maggio 2014 n. 50004  

 

L'art. 165 c.p. (obblighi del condannato) stabilisce la possibilità di subordinare il beneficio a determinate condizioni tra cui' l'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato ovvero, se il condannato non si oppone, la prestazione di attività retribuita a favore della collettività per un tempo determinato comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate dal giudice nella sentenza di condanna. L'indicazione delle modalità, da parte del giudice nella sentenza di condanna, si riferisce soltanto alla prestazione di attività retribuita a favore della collettività: infatti, solo in questo caso è ipotizzabile una indicazione dei criteri e delle regole per rendere la prestazione dell'attività idonea al reinserimento del condannato e alla fruizione di benefici nel trattamento sanzionatorio. Invece, l'eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato non ha bisogno di particolari specificazioni da parte del giudice, essendo inequivoco ed insuscettibile di indicazioni delle modalità il fatto di eliminare le conseguenze dannose (respinto, nella specie, il ricorso dell'imputato condannato, ai sensi dell'art. 6 bis l. n. 401 del 1989, il quale aveva eccepito la mancanza da parte del giudice dell'indicazione delle modalità con le quali avrebbe dovuto provvedere alla eliminazione delle conseguenze dannose del reato).

Cassazione penale sez. III  08 maggio 2014 n. 50004  

 

In tema di patteggiamento, la richiesta di concessione della sospensione condizionale della pena, avanzata dall'imputato che ha già usufruito del beneficio in relazione a precedente condanna, implica il consenso alla subordinazione della misura all'adempimento di uno degli obblighi previsti dall'art. 165 comma 1 c.p., trattandosi di prescrizione che il giudice deve necessariamente disporre a norma del secondo comma del medesimo articolo. (In applicazione del principio, la Corte ha affermato che l'imputato, formulando istanza di applicazione della pena con una nuova richiesta di sospensione della sua esecuzione, aveva implicitamente espresso la sua non opposizione allo svolgimento di attività non retribuita in favore della collettività). (Rigetta, Gip Trib. Napoli, 25/06/2012 )

Cassazione penale sez. VI  04 marzo 2014 n. 13894  

 

Le locuzioni "obbligo di restituzioni" e "risarcimento del danno" di cui all'art. 165 comma 1 prima parte c.p., si riferiscono al solo danno civilistico, sicché, indipendentemente dalla natura giuridica del reato commesso, la sospensione condizionale della pena può essere subordinata all'adempimento dei suddetti obblighi, solo ed esclusivamente nelle ipotesi in cui vi sia stata costituzione di parte civile e questa abbia espressamente richiesto la condanna dell'imputato al risarcimento del danno o alle restituzioni. Al contrario, la locuzione "eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose del reato" di cui all'art. 165 comma 1 seconda parte c.p., si riferisce al danno criminale sicché la sospensione condizionale della pena può essere subordinata all'adempimento del suddetto obbligo anche ove non vi sia costituzione di parte civile, e sempre che si tratti di reati permanenti ancora in fieri al momento della decisione o di reati, che benché cessati, abbiano provocato un danno criminale che continua a perpetuarsi anche dopo la consumazione e che l'imputato ha la possibilità di eliminare. (Fattispecie in tema di appropriazione indebita - realizzata da un amministratore di condominio - di somme di denaro e della documentazione contabile ed amministrativa relativa ad un condominio).

Cassazione penale sez. II  18 dicembre 2013 n. 3958  

 

Il giudice non può subordinare la sospensione condizionale della pena, in difetto della costituzione di parte civile, all'adempimento dell'obbligo delle restituzioni di beni conseguiti per effetto del reato, perché queste, come il risarcimento, riguardano solo il danno civile e non anche il danno criminale, che si identifica con le conseguenze di tipo pubblicistico che ineriscono alla lesione o alla messa in pericolo del bene giuridico tutelato dalla norma penale e che assumono rilievo, a norma dell'art. 165 c.p., solo se i loro effetti non sono ancora cessati. (In applicazione del principio, la Corte, con riferimento ad una condanna per appropriazione indebita di denaro e documentazione contabile ed amministrativa, ha annullato la sentenza impugnata nella parte cui aveva subordinato la concessione del beneficio "alla restituzione dei documenti e delle somme di cui all'imputazione", oltre che in quella relativa "al risarcimento del danno"). Annulla in parte senza rinvio, App. Milano, 20/02/2013

Cassazione penale sez. II  18 dicembre 2013 n. 3958  

 

In tema di violazioni urbanistiche, il giudice può subordinare la sospensione condizionale della pena inflitta alla demolizione dell'opera eseguita, avendo tale ordine, alla stregua di quanto previsto dall'art. 165 c.p., la funzione di eliminare le conseguenze dannose del reato. Dichiara inammissibile, App. Palermo, 19/12/2012

Cassazione penale sez. III  11 dicembre 2013 n. 3685  

 

L'estinzione del reato a seguito della sospensione condizionale della pena non comporta l'estinzione degli effetti penali della condanna, diversi da quelli espressamente previsti, con la conseguenza che di questa deve tenersi conto, ai sensi dell'art. 165, comma 2, c.p., anche ai fini della necessità di subordinare la ulteriore concessione del beneficio all'adempimento di uno degli obblighi previsti dall'art. 165, comma 1, c.p. (Dichiara inammissibile, G.i.p. Trib. Trapani, 08/11/2012)

Cassazione penale sez. V  26 novembre 2013 n. 3553  



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