Codice penale Aggiornato il 13 Febbraio 2015

Art. 188 codice penale: Spese per il mantenimento del condannato. Obbligo al rimborso

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Codice penale Aggiornato il 13 Febbraio 2015



Il condannato è obbligato a rimborsare all’erario dello Stato le spese per il suo mantenimento negli stabilimenti di pena [145 n. 2; c.p.p. 535, 692] (1), e risponde di tale obbligazione con tutti i suoi beni mobili e immobili, presenti e futuri, a norma delle leggi civili [c.c. 2740] (2) (3).

L’obbligazione non si estende alla persona civilmente responsabile, e non si trasmette agli eredi del condannato (4).

Commento

Persona civilmente responsabile:[v. 185 nota (1)].

Erario dello Stato: è l’amministrazione patrimoniale dello Stato.

Erede: persona che, chiamata a succedere per legge o testamento, ha accettato l’eredità subentrando in toto o pro quota nei rapporti giuridici attivi e passivi trasmissibili, facenti capo al defunto (cd. de cuius).

(1) V. anche art. 2, l. 26-7-1975, n. 354, in base al quale il rimborso è limitato alle spese concernenti gli alimenti ed il corredo, in misura non superiore ai due terzi del costo reale.

(2) L’art. 6, d.P.R. 30-5-2002, n. 115 dispone la remissione del debito per le spese del processo e per quelle di mantenimento nei confronti del detenuto o internato che si trovi in disagiate condizioni economiche e che abbia tenuto in istituto una regolare condotta, ai sensi dell’articolo 30ter, comma 8, della legge 26 luglio 1975, n. 354.

(3) Oltre all’obbligazione in esame, il condannato è tenuto anche al rimborso allo Stato delle spese patrimoniali, secondo quanto stabilito dal codice di procedura penale e dal d.P.R. 115/2002.

(4) Con sent. 6-4-1998, n. 98 la Corte cost. ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del comma 2 «nella parte in cui non prevede la non trasmissibilità agli eredi dell’obbligo di rimborsare le spese del processo penale», così come il sistema vigente dispone, invece, per le spese dovute al mantenimento in carcere.

Giurisprudenza annotata

Spese per il mantenimento negli stabilimenti di pena

La pronuncia n. 98 del 1998 della Corte costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 188 comma 2 c.p., nella parte in cui prevedeva la trasferibilità agli eredi del condannato dell'obbligo di rimborso delle spese processuali, escludendone il carattere civilistico ed affermandone la natura penalistica di sanzione accessoria, non ha alcuna incidenza sul regime di solidarietà previsto dall'art. 535 comma 2 c.p.p., nel senso che le spese sostenute dallo Stato in via di anticipazione per l'attuazione della funzione giurisdizionale nell'ambito di un processo con pluralità di imputati dello stesso reato devono farsi gravare individualmente su ciascuno per l'intero, salva la possibilità dell'esperimento dell'azione di rivalsa nei confronti degli altri.

Cassazione penale sez. I  06 aprile 2006 n. 15841  

 

Le spese della custodia cautelare - che devono essere distinte da quelle di mantenimento in carcere del condannato in espiazione di pena definitiva, come si evince dal combinato disposto degli art. 188, 189 n. 2 e 3, 191 c.p., 692, commi 1 e 3, c.p.p. - sono comprese tra le spese processuali il cui titolo di recupero è costituito, ai sensi dell'art. 535 c.p.p., dalla sentenza di condanna, sicché non possono essere poste a carico dell'imputato al quale sia stata applicata la pena su richiesta delle parti.

Cassazione penale sez. IV  04 dicembre 2000 n. 5404  

 

È costituzionalmente illegittimo l'art. 188 comma 2 c.p., nella parte in cui non prevede la non trasmissibilità agli eredi dell'obbligo di rimborsare le spese del processo penale.

Corte Costituzionale  06 aprile 1998 n. 98  

 

Il fine della remissione del debito ex art. 56 l. 26 luglio 1975 n. 354, è quello di dare un premio ai condannati in stato di bisogno all'atto della dimissione dal carcere senza con ciò paralizzare la pretesa creditoria dell'erario per il recupero delle spese di mantenimento ex art. 188 c.p.

Cassazione penale sez. I  25 novembre 1982



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