Codice penale Aggiornato il 13 Febbraio 2015

Art. 244 codice penale: Atti ostili verso uno Stato estero, che espongono lo Stato italiano al pericolo di guerra

codice-penale

Codice penale Aggiornato il 13 Febbraio 2015



Chiunque, senza l’approvazione del Governo (1) (2), fa arruolamenti o compie altri atti ostili contro uno Stato estero, in modo da esporre lo Stato italiano al pericolo di una guerra (3), è punito con la reclusione da sei a diciotto anni; se la guerra avviene (4), è punito con l’ergastolo.

Qualora gli atti ostili siano tali da turbare soltanto le relazioni con un Governo estero (5), ovvero da esporre lo Stato italiano o i suoi cittadini, ovunque residenti, al pericolo di rappresaglie o di ritorsioni (6), la pena è della reclusione da tre a dodici anni. Se segue la rottura delle relazioni diplomatiche, o se avvengono le rappresaglie o le ritorsioni (7), la pena è della reclusione da cinque a quindici anni [313] (8).

Commento

Arruolamento: ingaggio di armati che crei un rapporto gerarchico di subordinazione dell’arruolato all’arruolatore.

Atti ostili: atti che presentano il carattere della inimicizia e dai quali sia desumibile una notevole aggressività.

Stato estero: la giurisprudenza ricomprende in tale definizione anche la Santa Sede e lo Stato della città del Vaticano.

Rappresaglie: mezzo coercitivo diretto, attraverso la commissione di fatti contrari al diritto internazionale, a spingere lo Stato estero a reagire rispetto al verificarsi di atti normalmente tollerati, provenienti da altro Stato.

Ritorsioni: misure sfavorevoli, non contrarie al diritto internazionale, che lo Stato può adottare contro un altro Stato o un suo cittadino per rispondere alla commissione di fatti analoghi provenienti da tale Stato (straniero) (es.: chiusura delle relazioni diplomatiche, interruzione di rapporti commerciali etc.).

(1) Art. così modificato ex l. 17-5-1995, n. 210 (art. 7).

(2) L’approvazione del Governo è un presupposto di carattere negativo della condotta illecita: essa deve, infatti, mancare affinché il reato sussista.

Perché il reato si realizzi è necessario che tra lo Stato italiano e lo Stato estero vi sia lo stato di pace o almeno quello di non belligeranza.

(3) Alla condotta indicata deve conseguire l’esposizione al pericolo di una guerra: secondo parte della dottrina tale conseguenza dovrebbe essere inquadrata come una condizione obiettiva di punibilità [v. 44]: secondo altra, preferibile, opinione, come un vero e proprio elemento costitutivo del reato.

Per pericolo di guerra si intende il realizzarsi di una situazione di fatto tale da far ritenere probabile lo scoppio di una guerra. Non basta quindi la sola possibilità del suo verificarsi, occorrendo un alto grado di probabilità che renda verosimile il prospettarsi di una situazione di pericolo.

(4) Lo scoppio della guerra costituisce una circostanza aggravante speciale rispetto alla ipotesi prospettata dal c. 1.

(5) Il turbamento implica la modifica in peius delle relazioni (positive o negative) che intercorrono tra lo Stato italiano e quello estero.

(6) Soggetti passivi delle rappresaglie e ritorsioni sono lo Stato italiano ed i suoi cittadini, anche residenti all’estero. Per la sussistenza del reato non è necessaria la loro realizzazione, essendo sufficiente l’effettivo pericolo di realizzazione.

(7) Si tratta di circostanze aggravanti speciali rispetto all’ipotesi attenuante di reato previsto dal c. 2 dell’articolo.

(8) È stato ritenuto integrare l’ipotesi di cui al comma 2 il creare e diffondere falsi notiziari relativi all’attività politica della Città del Vaticano.

Giurisprudenza annotata

Personalità dello Stato

Il termine "reclutamento" contenuto nell'art. 4 della L. 12 maggio 1995 n. 210, di ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale contro il reclutamento e l'utilizzazione dei mercenari (adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 4 dicembre 1989) ha una portata più ampia rispetto all'attività di "arruolamento" contro uno Stato estero punita dall'art. 244 cod. pen., in quanto comprende sia l'attività di reperimento di persone disponibili ad attività militari mercenarie, sia il raggiungimento di un accordo finalizzato al loro impiego. Dichiara competenza

Cassazione penale sez. I  05 marzo 2009 n. 13597  

 

Posto che il termine "reclutamento" utilizzato dal legislatore nell'art. 4 l. 12 maggio 1995 n. 210 ha un significato più ampio rispetto a quello di "arruolamento" cui si riferisce l'art. 244 c.p. (che punisce l'attività di arruolamento contro uno Stato estero in modo da esporre lo Stato al pericolo di guerra) e ritenuta la sussistenza di un accordo finalizzato ad un'attività mercenaria pur in assenza di un contratto di arruolamento e dell'inquadramento in una struttura militare, va esclusa la configurabilità della fattispecie di atti ostili verso uno Stato estero ex art. 244 c.p., e vanno ritenuti integrati i presupposti per l'applicabilità dell'art. 4 l. 12 maggio 1995 n. 210, che punisce chiunque recluti delle persone al fine di far loro commettere atti di violenza nei confronti di uno Stato estero.

Cassazione penale sez. VI  01 luglio 2003 n. 36776

 

L'attività di arruolamento contro uno Stato estero punita dall'art. 244 c.p. si differenzia da quella di reclutamento di mercenari di cui all'art. 4 l. 12 maggio 1995 n. 210, in quanto mentre la prima presuppone la stipulazione di un contratto e l'inquadramento dell'arruolato in una struttura militare, la seconda, in adempimento dell'obbligo internazionale assunto con la convenzione Onu del 4 dicembre 1989, ha una portata più ampia, comprendendo ogni attività per il reperimento di persone disponibili ad operazioni militari mercenarie e per il raggiungimento di un accordo finalizzato al loro svolgimento.

Cassazione penale sez. VI  01 luglio 2003 n. 36776  



Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA