Codice penale Aggiornato il 13 Febbraio 2015

Art. 265 codice penale: Disfattismo politico

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Codice penale Aggiornato il 13 Febbraio 2015



Chiunque, in tempo di guerra [310], diffonde o comunica voci o notizie false, esagerate o tendenziose, che possano destare pubblico allarme o deprimere lo spirito pubblico o altrimenti menomare la resistenza della nazione di fronte al nemico (1), o svolge comunque un’attività tale da recare nocumento agli interessi nazionali (2), è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.

La pena è non inferiore a quindici anni:

1) se il fatto è commesso con propaganda o comunicazioni dirette a militari;

2) se il colpevole ha agito in seguito a intelligenze con lo straniero (3).

La pena è dell’ergastolo se il colpevole ha agito in seguito a intelligenze col nemico [268, 313] (4).

Commento

Tempo di guerra: [v. 246]; Intelligenze: [v. 243].

Diffondere: comunicare una voce o una notizia al fine di farla conoscere da un numero determinato di persone. Non costituisce reato la divulgazione di propri convincimenti o proprie previsioni di futuri avvenimenti sfavorevoli per il Paese, come la sconfitta in guerra.

Comunicare: far conoscere, la voce o notizia, ad un soggetto determinato.

Voci: sono le dicerie incontrollabili che circolano in un luogo determinato.

Notizie: sono le informazioni relative ad un dato evento, basato su dati oggettivi.

Recare nocumento: indica ogni condotta, attiva o omissiva, atta a creare effettivamente situazioni di pericolo tali da ingenerare uno stato di allarme.

Al giudice spetterà, di volta in volta, determinare il «contenuto» del nocumento, essendo la definizione di ampia portata ed avendo come unico parametro di valutazione la lesione di interessi connessi con lo stato di guerra («interessi nazionali»).

(1) Il reato può essere commesso da chiunque tenga atteggiamenti tali da creare nella coscienza collettiva una sensazione di pericolo o di sfiducia. Esso non sussiste se oggetto di comunicazione sono le idee e i convincimenti di carattere privato, anche nel caso in cui, ad esempio, esse vengono manifestate ad un amico ad alta voce e perciò sentite da una terza persona. Non integrano il reato in questione neanche frasi consistenti in meri apprezzamenti personali.

(2) Secondo il prevalente orientamento, il «nocumento» non è condizione obiettiva di punibilità [v. 44] ma elemento essenziale del reato: rispetto a questa condotta è ammissibile il tentativo.

(3) Il c. 2 prevede due circostanze aggravanti speciali. La prima si giustifica in ragione del particolare allarme che crea la diffusione di notizie o voci realizzata attraverso mezzi idonei a rivolgersi a più persone contemporaneamente.

La seconda implica un accordo con lo straniero.

(4) Per nemico si intende lo Stato in guerra con quello italiano [v. 242].

Ove la fattispecie concreta in esame si presentasse a titolo di colpa, potrebbe essere penalmente sanzionata dall’art. 656 (Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico).



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