Codice penale Aggiornato il 13 Febbraio 2015

Art. 316 codice penale: Peculato mediante profitto dell’errore altrui

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Codice penale Aggiornato il 13 Febbraio 2015



Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, il quale, nell’esercizio delle funzioni o del servizio (1) (2), giovandosi dell’errore altrui (3), riceve o ritiene indebitamente (4), per sé o per un terzo, denaro od altra utilità, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Commento

Pubblico ufficiale: [v. 357]; Incaricato di un pubblico servizio: [v. 358]; Denaro: [v. 314]; Utilità: [v. 317].

Errore: è la falsa rappresentazione della realtà [v. 47] che incide sull’an o sul quantum debeatur della somma dovuta. L’(—) deve costituire la causa dell’indebito profitto da parte del pubblico ufficiale o dell’incaricato del pubblico servizio, e non deve essere stato cagionato dall’agente, altrimenti ricorre il reato di concussione [v. 317].

Ricevere: accettare la cosa offerta.

Ritenere: trattenere presso di sé la cosa offerta ed accettata.

Indebitamente: l’aggettivo indica la necessità che il pubblico ufficiale o l’incaricato del pubblico servizio siano privi di ogni legittimazione a ricevere o trattenere il denaro o l’altra utilità.

Terzo: nel caso di specie (—) non può essere la P.A.

 

(1) Art. così sostituito ex l. 26-4-1990, n. 86 (art. 2).

(2) Non si ritiene necessaria la sussistenza di un rapporto di causalità tra la competenza dell’agente e la commissione del reato; è sufficiente che la ricezione o la ritenzione avvengano a favore del pubblico ufficiale o dell’incaricato di pubblico servizio per il fatto che questi esercitano una pubblica funzione o un pubblico servizio. Dunque la contestualità è solo temporale.

(3) Tale errore non deve essere provocato dolosamente dal funzionario, altrimenti ricorre il reato di concussione [v. 317].

(4) Se il privato è debitore della P.A. e semplicemente versa il denaro al funzionario incompetente, quest’ultimo può riceverlo ma deve prontamente provvedere a consegnarlo all’ufficio competente: in mancanza il funzionario risponderà di peculato ex art. 314.

Poiché manca il requisito soggettivo della qualità di pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio negli amministratori e impiegati degli istituti bancari, nel fatto delittuoso ascritto a tali soggetti va ravvisato il reato di truffa aggravata.



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