Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015

Art. 355 codice penale: Inadempimenti di contratti di pubbliche forniture

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Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015



Chiunque, non adempiendo gli obblighi (1) che gli derivano da un contratto di fornitura concluso con lo Stato, o con un altro ente pubblico, ovvero con un’impresa esercente servizi pubblici o di pubblica necessità, fa mancare, in tutto o in parte, cose od opere, che siano necessarie a uno stabilimento pubblico o ad un pubblico servizio, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a centotre euro.

La pena è aumentata se la fornitura concerne:

1) sostanze alimentari o medicinali, ovvero cose od opere destinate alle comunicazioni per terra, per acqua o per aria, o alle comunicazioni telegrafiche o telefoniche;

2) cose od opere destinate all’armamento o all’equipaggiamento delle forze armate dello Stato;

3) cose od opere destinate ad ovviare a un comune pericolo o ad un pubblico infortunio.

Se il fatto è commesso per colpa, si applica la reclusione fino a un anno, ovvero la multa da cinquantuno euro a duemilasessantacinque euro.

Le stesse disposizioni si applicano ai subfornitori, ai mediatori e ai rappresentanti (2) dei fornitori, quando essi, violando i loro obblighi contrattuali, hanno fatto mancare la fornitura [251356 4,32quater] (3).

Commento

Pubblico servizio: [v. 358].

Inadempimento: è la mancata esecuzione della prestazione dovuta dal debitore al creditore che obbliga il primo a risarcire il danno che il secondo abbia subito, salvo che la mancata esecuzione della prestazione non gli possa essere imputata [v. c.c. 1176, 1218].

Contratto di fornitura: è (—) quel contratto inteso a procurare quanto sia necessario alla P.A. per le sue necessità. Secondo la giurisprudenza prevalente con l’espressione (—) il legislatore si è riferito a tutti i contratti in forza dei quali i contraenti siano tenuti a particolari prestazioni e, quindi, non solo al contratto di somministrazione in senso stretto ma anche al contratto di appalto.

Ente pubblico: non è facile ricavarne la nozione: in generale, sono le persone giuridiche attraverso cui la P.A. esplica l’attività amministrativa.

Impresa esercente servizi pubblici o di pubblica necessità: attività economica organizzata ed esercitata professionalmente da un imprenditore privato al fine di fornire prestazioni di interesse collettivo.

Far mancare: significa non fornire i beni pattuiti o fornirli senza rispettare i termini dell’accordo.

Stabilimento pubblico: edificio o insieme di edifici opportunamente attrezzati in cui ha sede un servizio di pubblica utilità.

Mediatore: il codice civile definisce il (—) come colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, dipendenza o rappresentanza.

Rappresentante: nel caso di specie è colui che compie nel nome e per conto (rappresentanza diretta) ovvero solo per conto (rappresentanza indiretta) del fornitore il contratto di fornitura con la P.A.

(1) Per la valenza del concetto di inadempimento, occorre rifarsi alle nozioni civilistiche e alle pronunce giurisprudenziali. A tal riguardo la Cassazione ha ritenuto che l’inadempimento preso in considerazione dalla norma in esame consiste nella mancata consegna, totale o parziale, ovvero nella ritardata consegna delle cose od opere dovute: in queste ipotesi è sufficiente la constatazione dell’illiceità civile dell’inadempimento per la configurazione del reato (Cass. 23-11-1971, n. 763).

(2) Importo incrementato ex art. 113, c. 1, l. 689/1981.

(3) La qualità di rappresentante deve essere riferita non al fatto puro e semplice della stipulazione ma al momento dell’esecuzione del contratto, quando questa sia stata affidata, dall’obbligato alla fornitura, ad altro soggetto che goda di autonomia gestionale (Cass. 19- 12-1991, n. 12889).

(4) Cfr. nota (4) sub art. 316bis.

Giurisprudenza annotata

Inadempimenti di contratti di pubbliche forniture

Il delitto previsto dall'art. 355 c.p. si perfeziona in presenza di un inadempimento contrattuale che determini il venir meno delle opere necessarie ad un pubblico servizio. (Nella specie, la Corte ha ritenuto sussistente il reato, con riferimento a lavori di costruzione di un viadotto, essendosi accertato che l'opera costruita, a differenza di quanto previsto nel capitolato, non assicurava in condizione di sicurezza statica il traffico di veicoli pesanti). Rigetta, App. Catanzaro, 06/12/2011

Cassazione penale sez. VI  27 febbraio 2013 n. 23819  

 

L’inadempimento di contratti di pubbliche forniture (art. 355 c.p.) è un reato di evento di pericolo per la cui integrazione è necessario accertare che sussista un pericolo concreto per la mancanza di cose od opere necessarie alla p.a.

Tribunale Lucera  17 ottobre 2012

 

L'art. 356 c.p. sanziona quelle condotte contrattuali che nei rapporti con l'amministrazione violano il principio di buona fede nell'esecuzione del contratto, principio sancito dall'art. 1375 c.c. La malafede si può manifestare attraverso espedienti maliziosi o inganni da parte del fornitore, diretti a dissimulare la mancata attuazione degli obblighi contrattuali, così compromettendo gli interessi della p.a.

Ufficio Indagini preliminari Torino  10 maggio 2011 n. 913

 

L'affidamento in concessione della gestione dei sistema di smaltimento integrato di rifiuti solidi urbani con lo scopo di trattare i rifiuti indifferenziati e stoccarne i resti in discarica autorizzata, presuppone che l'impianto affidato in gestione sia tecnicamente e strutturalmente adeguato. Nella specie l'impianto avrebbe dovuto essere dotato di un mulino lacerasacchi senza il quale lo scopo del trattamento dei rifiuti indifferenziati non si sarebbe potuto verificare. L'assenza di detta fase di lavorazione e la difformità dell'impianto rispetto al progetto allegato al bando di gara non consentono di integrare un inadempimento imputabile al concessionario, quindi il reato di cui all'art. 355 c.p. La pronta comunicazione al concedente dell'inadeguatezza tecnico-strutturale dell'impianto esclude pur anche l'inadempimento dell'obbligo di buona fede afferente all'esecuzione del rapporto contrattuale.

Tribunale Rossano  05 gennaio 2009

 

Ai fini dell'integrazione dell'elemento oggettivo del reato previsto dall'art. 355 c.p., non basta il mero inadempimento degli obblighi derivanti dal contratto di appalto stipulato con la p.a., ma occorre che per effetto dell'inadempimento vengano a mancare, in tutto o in parte, le cose od opere necessarie al regolare funzionamento di uno stabilimento pubblico o di un pubblico servizio. (Fattispecie in cui è stata esclusa la compromissione di interessi essenziali della p.a. in relazione a gravi inadempimenti in cui era incorsa la società aggiudicataria di una gara d'appalto per la riqualificazione di un litorale). Annulla senza rinvio, App. Palermo, 24 Febbraio 2005

Cassazione penale sez. VI  05 dicembre 2007 n. 16428

 

In tema di inadempimento di contratti di pubbliche forniture, l'espressione "fornitura" di cui all'art. 355 c.p. deve intendersi riferita sia a cose sia a opere, e quindi anche a quel "facere" costituito dalle prestazioni di attività lavorative e tecniche di un'impresa, volte ad assicurare il soddisfacimento delle finalità sottese al servizio pubblico.

Cassazione penale sez. VI  17 novembre 1998 n. 13002  

 

Ai fini della sussistenza della fattispecie criminosa del reato di inadempimento di contratti di pubbliche forniture di cui all'art. 355 c.p., l'appaltatore non può giustificare il suo inadempimento adducendo il fatto che la p.a. non abbia accordato la revisione dei prezzi quando risulti che l'appaltatore stesso (nel caso: del servizio di nettezza urbana) non abbia mai sollevato eccezione ai sensi dell'art. 1460 c.c. e che il capitolato speciale di appalto preveda che la ditta non può sospendere il servizio o rifiutare la sua continuazione per nessuna ragione.

Cassazione penale sez. VI  17 novembre 1998 n. 1174  



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