Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015

Art. 391 codice penale: Procurata inosservanza di misure di sicurezza

codice-penale

Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015



Chiunque procura o agevola l’evasione di una persona sottoposta a misura di sicurezza detentiva [214, 215], ovvero nasconde l’evaso o comunque lo favorisce nel sottrarsi alle ricerche dell’Autorità, è punito con la reclusione fino a due anni.

Si applicano le disposizioni del terzo capoverso dell’articolo 386.

Se l’evasione avviene per colpa [43] di chi, per ragione del suo ufficio, ha la custodia, anche temporanea, della persona sottoposta a misura di sicurezza, il colpevole è punito con la multa fino a euro 1.032 (1). Si applica la disposizione del capoverso dell’articolo 387.

Commento

Evasione: [v. 385]; Reclusione: [v. 23]; Colpa: [v. 42]; Multa: [v. 24].

Misura di sicurezza detentiva: è un mezzo di prevenzione della delinquenza, destinato a rieducare il delinquente quando si tratti di persona socialmente pericolosa [v. 102 ss.]. In particolare si definiscono detentive quelle misure di sicurezza limitative della libertà personale quali: la colonia agricola o casa di lavoro [v. 216]; la casa di cura e di custodia [v. 219]; l’ospedale psichiatrico giudiziario [v. 222]; il riformatorio giudiziario [v. 223].

(1) Importo incrementato ex art. 113, c. 1, l. 689/1981.

Giurisprudenza annotata

Evasione e procurata evasione

Il legislatore, usando il termine "evasione" nell'art. 391 c.p. ha fatto riferimento al solo caso di un soggetto che si allontana con la forza o con l'inganno da un luogo in cui è rinchiuso contro la sua volontà. Questa nozione non include il mancato rientro da permesso, poiché non esiste un'apposita disposizione che parifichi, ai fini dell'art. 391 c.p., una simile ipotesi all'evasione. Ne consegue che non realizza tale fattispecie delittuosa chi aiuti a sottrarsi alle ricerche dell'autorità un internato non rientrato in istituto dopo la fruizione di un permesso.

Pretura Genova  30 marzo 1992

 

La nullità dell'udienza di convalida e dell'interrogatorio dell'arrestato per omesso avviso dell'udienza al difensore di fiducia non si riverbera sul provvedimento di custodia cautelare emesso ai sensi dell'art. 391 comma 5 c.p.p., a cagione della piena autonomia di tale provvedimento, la quale risulta dal testo dell'art. 391 e più in generale dal fatto che la custodia cautelare può essere disposta, nei casi di legge, indipendentemente da arresto in flagranza e interrogatorio.

Cassazione penale sez. VI  04 marzo 1991

 

Contro l'ordinanza che decide sulla convalida dell'arresto o del fermo, ai sensi dell'art. 391 comma 4 c.p.p., può essere proposto solo ricorso per cassazione. Ne consegue che nel caso in cui l'imputato abbia impugnato nel merito, con richiesta di riesame ex art. 309 c.p.p., la misura coercitiva disposta nei suoi confronti dal g.i.p. e abbia poi proposto ricorso per cassazione contro l'ordinanza emessa a seguito del riesame, è improponibile il ricorso con il quale egli sostenga la caducazione dell'arresto per inosservanza dei termini di legge, giacché solo l'ordinanza emessa dal giudice del riesame costituisce oggetto di controllo da parte della cassazione.

Cassazione penale sez. VI  06 aprile 1990

 

La condotta di chi prenda in locazione un appartamento in cui nascondere una persona di cui conosca la posizione di evasa da un istituto, ove era sottoposta a misura di sicurezza detentiva, e la aiuti a evitare identificazione e riconoscimenti integra il reato di procurata inosservanza di misure di sicurezza detentive.

Cassazione penale sez. I  07 luglio 1980



Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI