Codice penale Aggiornato il 13 Febbraio 2015

Art. 410 codice penale: Vilipendio di cadavere

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Codice penale Aggiornato il 13 Febbraio 2015



Chiunque commette atti di vilipendio sopra un cadavere o sulle sue ceneri è punito con la reclusione da uno a tre anni (1) (2).

Se il colpevole deturpa o mutila il cadavere, o commette, comunque, su questo atti di brutalità o di oscenità [529], è punito con la reclusione da tre a sei anni.

Commento

Reclusione: [v. 23].

Atti di vilipendio: si identificano con qualunque fatto oltraggioso, di disprezzo compiuto contro il cadavere o le sue ceneri (es.: calci e sputi al cadavere); non rientra nel concetto di (—) la semplice pronuncia di espressioni vilipendiose o il compimento di gesti vilipendiosi.

Cadavere: è discussa la nozione di (—). Per (—) s’intende, in termini generali, il corpo umano inanimato,che abbia perduto irreversibilmente le funzioni vitali: la nozione deve essere precisata delimitandone l’ambito alla condizione della riconoscibilità, ossia alla capacità e idoneità dei resti umani di suscitare la reverenza che si accorda ai defunti (Cass. III, 17-5-1971). In particolare, alcuni autori ritengono che possa definirsi (—) esclusivamente la spoglia di un essere umano che ha vissuto, con la conseguenza di escludere da tale concetto il feto che viene alla luce senza vita. La dottrina prevalente

è, invece, dell’avviso che non vi sia ragione per escludere la tutela penale anche del feto nato senza vita purché abbia raggiunto un grado di sviluppo tale da fargli assumere le sembianze umane.

È, altresì, controverso se nel concetto di cadavere possa farsi rientrare lo scheletro umano: la soluzione positiva si fonda sulla considerazione che la tutela delle ceneri non può portare ad escludere la tutela di un quid pluris quale è lo scheletro umano.

Deturpare: consiste nel deformare, alterare il cadavere.

Mutilare: è l’asportazione di parti del cadavere.

Atti di brutalità: consistono in atti violenti quali percosse, pestaggi etc.

Atti di oscenità: sono quelli consistenti in manifestazioni di libidine.

Ceneri: risultano dalla combustione del corpo umano, sia per cremazione autorizzata, sia per vivi-combustione di una persona per causa accidentale o delittuosa sia, infine, per il dissolvimento dello scheletro.

(1) Cfr. art. 87, c. 2, d.P.R. 10-9-1990, n. 285.

(2) I reati di vilipendio e di occultamento di cadavere possono concorrere.

Giurisprudenza annotata

Vilipendio di cadavere

Nelle operazioni di estumulazione, ricomposizione, conservazione ed ostensione ai fedeli del corpo di San Pio da Pietralcina, eseguite previa autorizzazione delle competenti autorità amministrative ed ecclesiastiche, non sono ravvisabili estremi di reato e, in particolare, non sono configurabili le ipotesi di violazione di sepolcro e di vilipendio di cadavere.

Ufficio Indagini preliminari Foggia  14 aprile 2008

 

Al fine della sussistenza dell'ipotesi aggravata del reato di vilipendio di cadavere è sufficiente il dolo generico, ovvero la consapevolezza di operare la mutilazione, nella cui condotta è insito il vilipendio. (Nell'occasione la Corte ha ulteriormente affermato che la punibilità va esclusa soltanto se si sia agito nel rispetto delle norme regolamentari ed in modo tale da non compiere sul feretro attività di manipolazione che tendano ad una modifica delle condizioni del cadavere). (Annulla con rinvio, Trib. Marsala, 12 maggio 2005)

Cassazione penale sez. III  11 gennaio 2007 n. 16569  

 

Il riporre forzatamente i resti di un cadavere nella celletta ad essi predestinata a seguito della estumulazione non realizza il reato di vilipendio di cadavere, giacché vengono a mancare gli atti materiali compiuti sul cadavere connotati da palese disprezzo, dal dispregio, dal senso di disistima nei confronti del cadavere stesso.

Tribunale Bari sez. I  08 novembre 2005

 

L'elemento psicologico del reato di vilipendio di cadavere consiste nel dolo generico, ed è integrato quando l'agente sia consapevole che la condotta posta in essere è idonea ad offendere il sentimento di pietà verso i defunti ed è vietata da disposizioni regolamentari (come per il caso di esumazione parziale), o comunque non è strettamente necessaria all'espletamento dell'attività eventualmente lecita che comporta la manipolazione dei resti umani. (Fattispecie relativa alla esumazione di un corpo destinato ad urna ossario, smembrato dall'operatore addetto perché solo parzialmente mineralizzato, con conservazione nell'urna di parte dello scheletro e dispersione nell'ambiente delle porzioni non ancora decomposte del cadavere).

Cassazione penale sez. III  21 febbraio 2003 n. 17050  

 

Il reato di vilipendio di cadavere è integrato da qualunque manipolazione dei resti umani che risulti obiettivamente idonea ad offendere il sentimento di pietà verso i defunti, e nel contempo sia vietata da disposizioni regolamentari (come per il caso dell'esumazione parziale di cadavere) o comunque attuata con modalità non necessarie all'espletamento dell'attività lecita cui risulti eventualmente finalizzata. (Fattispecie relativa alla esumazione di un corpo destinato ad urna ossario, smembrato dall'operatore addetto perché solo parzialmente mineralizzato, con conservazione nell'urna di parte dello scheletro e dispersione nell'ambiente delle porzioni non ancora decomposte del cadavere).

Cassazione penale sez. III  21 febbraio 2003 n. 17050



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