Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015

Art. 60 codice penale: Errore sulla persona dell’offeso

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Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015



Nel caso di errore sulla persona offesa da un reato (1), non sono poste a carico dell’agente le circostanze aggravanti, che riguardano le condizioni o qualità della persona offesa, o i rapporti tra offeso e colpevole.

Sono invece valutate a suo favore le circostanze attenuanti, erroneamente supposte, che concernono le condizioni, le qualità o i rapporti predetti (2).

Le disposizioni di questo articolo non si applicano, se si tratta di circostanze che riguardano l’età o altre condizioni o qualità, fisiche o psichiche, della persona offesa (3).

Commento

(1) Si verifica tale ipotesi quando l’agente, volendo commettere il reato in danno di una determinata persona, cade in equivoco, confondendola con un altro individuo. Tale caso differisce dalla cd. aberratio ictus [v. 82], poiché in tale ultima ipotesi l’agente non confonde una persona con un’altra, ma colpisce un bersaglio diverso da quello programmato, per errore nell’uso dei mezzi di esecuzione del reato o per altra causa. Si è correttamente osservato in dottrina (MAN ZINI ) che l’unico errore rilevante ai fini della norma in esame è quello che insorge prima della commissione del fatto e tale resta fino a che la condotta criminosa è interamente posta in essere. Ove, invece, il reo, nel corso dell’iter criminis, si renda conto dell’errore, ma persista nell’attuare il suo proposito criminoso si pone al di fuori dell’ambito di applicazione del disposto in esame.

(2) Il presente comma attribuisce eccezionalmente rilievo alla putatività delle circostanze attenuanti. Ove, dunque, l’agente versi in errore circa la persona offesa dal reato (come chiarito in nota (1)), l’erronea supposizione circa la sussistenza delle attenuanti ivi descritte non impedisce che esse vengano valutate a suo favore, a differenza di quanto accade normalmente [v. 59 nota (5)].

(3) Il presente comma costituisce una significativa eccezione alla disciplina posta dall’articolo 60, giustificata dalle condizioni di menomata difesa della persona offesa dal reato. In tal caso trova applicazione il generale disposto dell’articolo 59.

La norma in oggetto disciplina il regime di imputazione delle circostanze nel caso di errore sulla persona offesa dal reato da parte dell’agente.

Ove ricorrano le circostanze aggravanti descritte dal primo comma, queste non sono poste a carico dell’autore del reato.

Al contrario, le circostanze attenuanti inerenti alle medesime situazioni, sono valutate a favore dell’agente anche se da questi erroneamente ritenute esistenti (per l’eccezionale rilievo della putatività vedi anche nota (2)).

Nel caso in cui ineriscano al reato circostanze differenti dalle predette, troverà applicazione l’ordinario regime di imputazione previsto dall’articolo 59.

Giurisprudenza annotata

Errore sulla persona dell'offeso

Le circostanze di reato attinenti all'intensità del dolo, tra le quali deve ricomprendersi la premeditazione prevista dall'art. 577, comma 1, n. 3, c.p., sono valutabili a carico dell'agente anche nel caso dell'aberratio ictus, di cui all'art. 82 c.p., non rientrando esse tra quelle riguardanti le condizioni o qualità della persona offesa o i rapporti tra offeso e colpevole che, ai sensi dell'art. 60, comma 1, c.p., richiamato dal citato art. 82 stesso codice, non sono poste a carico dell'agente in caso di errore di costui sulla persona dell'offeso.

Cassazione penale sez. I  22 dicembre 2006 n. 1811  

 

Le circostanze di reato attinenti all'intensità del dolo, tra le quali deve ricomprendersi la premeditazione prevista dall'art. 577 comma 1 n. 3 c.p., sono valutabili a carico dell'agente anche nel caso dell'"aberratio ictus", di cui all'art. 82 c.p., non rientrando esse tra quelle riguardanti le condizioni o qualità della persona offesa o i rapporti tra offeso e colpevole che, ai sensi dell'art. 60 comma 1 c.p., richiamato dal citato art. 82 stesso codice, non sono poste a carico dell'agente in caso di errore di costui sulla persona dell'offeso.

Cassazione penale sez. I  24 settembre 2001 n. 43234  

 

È applicabile l'attenuante della provocazione nel caso di errore sulla persona del provocatore, e cioè nell'ipotesi di reazione rivolta per errore di persona contro un soggetto diverso dal provocatore. La reazione nei confronti del presunto provocatore non integra, infatti, l'ipotesi dell'art. 59 cpv. c.p. (vale a dire il caso della cosiddetta provocazione putativa, in cui l'agente suppone erroneamente la provocazione nel fatto altrui), bensì quella dell'art. 60 cpv c.p., ossia l'ipotesi di erronea supposizione, per errore sulla persona dell'offeso, dell'esistenza di una circostanza attenuante concernente i rapporti fra offeso e colpevole.

Cassazione penale sez. V  01 marzo 1983

 



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