Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015

Codice penale Art. 80 codice penale: Concorso di pene inflitte con sentenze o decreti diversi

Codice penale Aggiornato il 13 febbraio 2015



Le disposizioni degli articoli precedenti si applicano (1) anche nel caso in cui, dopo una sentenza o un decreto di condanna, si deve giudicare la stessa persona per un altro reato commesso anteriormente o posteriormente alla condanna medesima, ovvero quando contro la stessa persona si debbono eseguire più sentenze o più decreti di condanna (2) (3) (4) (5).

Commento

(1) La norma prevede l’applicazione delle regole del cumulo materiale, con le limitazioni di pena complessiva di cui all’art. 78, anche all’ipotesi in cui la condanna per più reati non sia avvenuta con un’unica sentenza o decreto, bensì con più provvedimenti di condanna, successivamente emessi, anche se per alcuni di essi è già in corso l’irrogazione della pena.

(2) Per l’applicazione del cumulo (e della relativa limitazione di pena complessiva [v. 78]), secondo recenti orientamenti dottrinari e giurisprudenziali, non è necessario che le pene oggetto di unificazione siano ancora da espiare. Infatti il cumulo è possibile anche tra pene in corso di espiazione e pene ancora da espiare.

Ciò che è invece rilevante è il momento consumativo dell’ultimo dei reati le cui pene devono essere cumulate. A tal proposito è da fare una distinzione: a) quando bisogna cumulare pene in corso di espiazione (o già espiate) con pene (non ancora espiate) per reati consumati anteriormente all’inizio dell’esecuzione delle predette pene, vanno tutte cumulate (con applicazione dei limiti di cui all’art. 78) senza fare distinzione tra pene espiate e pene ancora da espiare; b) quando, viceversa, pene in corso di espiazione (o già espiate) devono essere cumulate con pene irrogate per reati consumati nel corso di esecuzione delle predette pene, il cumulo può operarsi soltanto tra le pene dei nuovi reati e quelle non ancora espiate dei reati per cui la consumazione era iniziata prima della consumazione dei nuovi; c) quando ricorrono entrambe le situazioni sub a) e b) occorre per prima cumulare le pene relative ai reati commessi antecedentemente all’inizio di espiazione della pena e, successivamente, cumulare le pene per i reati consumati in corso di espiazione, con il limite indicato sub b).

(3) Anche la carcerazione preventiva va tenuta presente al momento di operare il cumulo. Per quanto attiene alle pene estinte (es.: per indulto, amnistia o prescrizione), esse non devono essere computate nel cumulo.

(4) Cfr. anche l’art. 4, l. 29-5-1982, n. 304 (Misure per la difesa dell’ordinamento costituzionale), che in tema di concorso di pene, così dispone: «Quando contro la stessa persona sono state pronunciate più sentenze di condanna per reati diversi, per ciascuno dei quali siano state applicate le disposizioni degli articoli 2 (attenuante per i reati per finalità di terrorismo o di eversione in caso di dissociazione v. nota (10) sub art. 62) e 3 (attenuanti per i reati commessi per finalità di terrorismo o di eversione in caso di collaborazione v. nota (10) sub art. 62), non si applica l’art. 80 del codice penale e la pena da irrogare si determina aggiungendo alla pena più grave una pena pari alla quinta parte di ciascuna delle pene inflitte per gli altri reati fino ad un massimo complessivo di sedici anni nel caso in cui per tutti i reati è stata applicata una delle attenuanti previste dall’articolo 3 e di ventidue anni negli altri casi.

Per le pene accessorie si applica l’art. 79 del codice penale. Se le condanne sono state pronunciate da giudici diversi, provvede il pubblico ministero presso il giudice che ha pronunciato la condanna più grave o, in casi di pari gravità, presso il giudice che ha pronunciato l’ultima condanna. Si applicano il secondo, terzo e quarto comma dell’articolo 582 del codice di procedura penale».

(5) Cfr. anche art. 7, l. 18-2-1987, n. 34 (Misure a favore di chi si dissocia dal terrorismo), per il cumulo di pene nel caso di più sentenze di condanna per reati di terrorismo o di eversione dell’ordinamento costituzionale.

Le disposizioni del presente articolo consentono, per evidenti motivi di equità, l’applicazione delle regole di cui all’art. 78 (limiti di pena massima in caso di cumulo), oltre che nell’ipotesi di condanna per più reati pronunciata con unica sentenza o decreto [v. 71], anche al caso di pluralità di condanne susseguitesi nel tempo [v. 80]. Ciò non significa però che un soggetto, il quale abbia riportato più condanne, a pene detentive temporanee, non possa rimanere detenuto complessivamente, nel corso della sua vita, per un periodo eccedente il quintuplo della condanna più grave o comunque superiore a trent’anni (come dispone l’art. 78). Se ciò fosse vero ne discenderebbe l’impunità per reati commessi da coloro che stiano scontando od abbiano scontato una pena pari al limite anzidetto. È per tale motivo che non tutte le pene vanno cumulate, richiamandosi in proposito quanto esposto sub b) e c) della nota (2).

Giurisprudenza annotata

Concorso di pene

In tema di esecuzione di pene concorrenti, il criterio moderatore previsto dall'art. 78 c.p. non opera nel caso disciplinato dal successivo art. 80 di concorso di pene inflitte con sentenze o decreti diversi, se diversi sono anche i tempi di commissione dei reati e delle custodie cautelari, e, imponendosi in tal caso la formazione di cumuli differenti, il predetto criterio è applicabile, nell'ambito di ciascuna operazione di cumulo parziale, solo nel caso in cui la pena derivante dal cumulo parziale sia superiore ai limiti di pena fissati dalla norma predetta. Annulla con rinvio, Trib. Cassino, 28/03/2011

Cassazione penale sez. I  26 aprile 2012 n. 40252  

 

In base al combinato degli art. 73, 76 e 80 c.p. e 663 c.p.p. il p.m. è obbligato a disporre sempre il cumulo delle pene pecuniarie, sussistendo sia l'interesse del condannato a conoscere con esattezza e completezza la propria situazione esecutiva, sia quello dell'ordinamento all'instaurazione di un ordinato rapporto esecutivo unitario. (Nella specie la Corte ha ritenuto che tale attività doverosa non potesse essere omessa sol perché ad alcune pecuniarie proporzionali, in particolare per reati di contrabbando, non era applicabile il criterio moderatore dell'art. 78 c.p.) Annulla senza rinvio, Trib. Rovereto, 19 novembre 2010

Cassazione penale sez. I  29 novembre 2011 n. 47319

 

In presenza di una pluralità di condanne inflitte e di periodi di detenzione sofferti in tempi diversi, non è consentito procedere a un unico cumulo di pene concorrenti e detrarre poi da esso il complesso di detenzioni imputabili a custodia cautelare e delle liberazioni anticipate concesse, qualora i periodi di detenzione preventiva e le liberazioni anticipate si riferiscano a condanne per reati commessi in tempi diversi, prima della detenzione o della liberazione anticipata e dopo di esse. In tale ipotesi è necessario procedere alla formazione di cumuli parziali con computo separato, per ciascuno di essi, delle detrazioni che devono a vario titolo essere operate e con applicazione, prima sui cumuli parziali e poi su quello totale, del criterio moderatore di cui all'art. 78 c.p., il quale non va applicato in modo unitario e alla fine, ma alle pene inflitte per i reati commessi prima dell'inizio della detenzione. Annulla in parte con rinvio, App. Bari, 22 settembre 2009

Cassazione penale sez. I  23 aprile 2010 n. 17148  

 

Nel determinare, ai sensi dell'art. 663 cod. proc. pen., la pena da eseguirsi nel caso di esistenza, a carico del medesimo soggetto, di pene temporanee detentive concorrenti, il giudice dell'esecuzione, a norma degli artt. 78 e 80 cod. pen., deve dapprima scorporare dal cumulo materiale la somma delle pene estinte per indulto, in quanto non più concretamente eseguibili per l'intervento della causa estintiva, e solo successivamente applicare il criterio moderatore del cumulo giuridico, ponendosi tale criterio come temperamento legale del coacervo delle sole pene da eseguirsi effettivamente, senza possibilità di inclusione in esso delle pene già coperte dal condono, le quali, altrimenti, verrebbero a godere di un duplice abbattimento, dapprima fruendo dell'applicazione del criterio moderatore di cui all'art. 78 cod. pen. e poi del loro scorporo integrale dal cumulo giuridico. Rigetta, Ass.App. Catania, 21 marzo 2007

Cassazione penale sez. I  13 novembre 2007 n. 46279  

 

È manifestamente infondata la q.l.c. dell'art. 78 c.p. per contrasto con gli art. 27 e 3 cost. Infatti, il criterio moderatore previsto dalla suddetta disposizione, essendo diretto a temperare il principio del cumulo materiale delle pene, costituisce un'espressione della finalità rieducativa della pena ed è conforme al principio di uguaglianza, in quanto limite del quintuplo della più grave delle pene concorrenti si applica in tutti i casi di concorso di reati ex art. 73 c.p., nei quali debba trovare attuazione la disciplina di cui agli art. 78 e 80 c.p. Infine, l'irrogazione per un solo grave reato di un'unica pena severa costituisce oggettivamente una situazione diversa rispetto alla sommatoria di plurime pene meno consistenti, inflitte per differenti ipotesi di reato con distinte sentenze.

Cassazione penale sez. I  16 marzo 2005 n. 16461  

 

In materia di cumulo di pene, vigono due principi fondamentali: il primo è quello secondo cui ciascun periodo di detenzione, per custodia cautelare o espiazione di pena, sofferto prima del cumulo, pur essendo stato determinato da uno o più titoli, allorché si proceda all'unificazione delle pene concorrenti, non può essere riferito specificamente al titolo da cui ha tratto origine, ma va imputato unitariamente al cumulo delle pene inflitte per tutti i reati commessi precedentemente alla carcerazione di cui trattasi; il secondo è che, qualora si tratti di reati connessi e di periodi di carcerazione sofferti in tempi diversi, vanno cronologicamente ordinati, da un parte, i reati e, dall'altra, i periodi di carcerazione per poi procedere ad operazioni successive, detraendo ogni periodo dal cumulo (parziale) delle pene relative a reati commessi in precedenza, fino a determinare, con l'ultima di dette operazioni, la pena residua decorrente dalla data dell'ultimo arresto o dell'ultimo reato, se commesso nel corso della carcerazione in atto.

Cassazione penale sez. I  18 giugno 2004 n. 31214  

 

Nel determinare, ai sensi dell'art. 663 c.p.p., la pena da eseguirsi nel caso di esistenza, a carico del medesimo soggetto, di pene temporanee detentive concorrenti, il giudice dell'esecuzione, a norma degli artt. 78 e 80 c.p., deve dapprima scorporare dal cumulo materiale la somma delle pene estinte per indulto, in quanto non più concretamente eseguibili per l'intervento della causa estintiva, e solo successivamente applicare il criterio moderatore del cumulo giuridico, ponendosi tale criterio come temperamento legale del coacervo delle sole pene da eseguirsi effettivamente, senza possibilità di inclusione in esso delle pene già coperte dal condono, le quali, altrimenti, verrebbero a godere di un dupli ce abbattimento, dapprima fruendo dell'applicazione del criterio moderatore di cui all'art. 78 c.p. e poi del loro scorporo integrale dal cumulo giuridico.

Cassazione penale sez. I  18 giugno 2004 n. 31211  

 

Il criterio “moderatore” della pena previsto dall'art. 78 c.p. non opera nel caso, disciplinato dal successivo art. 80, di concorso di pene inflitte con sentenze o decreti diversi, se diversi sono anche i tempi di commissione dei reati e delle custodie cautelari, fattispecie nella quale si impone la formazione di cumuli differenti, per ognuno dei quali, isolatamente considerato, opera il detto criterio “moderatore” e sempre che si tratti di pene concorrenti, inflitte con una unica condanna o anche con condanne diverse ma riferibili ad un medesimo arco temporale, sì da giustificare almeno l'applicazione dell'istituto della continuazione.

Cassazione penale sez. V  11 giugno 2004 n. 39946  

 

Nel caso in cui un soggetto abbia commesso, anche in tempi diversi, più fatti per i quali siano applicabili più misure di sicurezza della medesima specie, non può trovare applicazione la disciplina del cumulo materiale di cui all'art. 80 c.p., ma deve procedersi all'unificazione delle misure di sicurezza con conseguente applicazione di un'unica misura, la cui durata non può essere ricavata dalla somma aritmetica delle misure applicate, ma in quella prevista dalla legge in relazione alla pena inflitta.

Sezione Sorveglianza S.Maria Capua V.  21 novembre 2002



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