Che significa? Aberratio

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Aberratio (d. pen.): Termine che indica tutte le ipotesi in cui un soggetto realizza un fatto criminoso diverso da quello che voleva commettere per un errore nell’uso dei mezzi di esecuzione del reato o per altri fattori.

L’(—) può riguardare il processo causale, la persona offesa e l’evento. Si distingue, quindi, tra:

Aberratio causae 

Si verifica quando l’agente ha effettivamente realizzato l’evento voluto, ma il processo causale si è svolto in maniera diversa da quella prevista (es.: Tizio getta Caio nel fiume, con l’intenzione di farlo annegare e Caio, invece, muore battendo il capo su una roccia). Generalmente, l’(—) causae è priva di rilevanza nei reati a forma libera, in cui le modalità di realizzazione del fatto non costituiscono elementi essenziali dell’illecito (es., omicidio), rilevando in tali figure criminose solo la realizzazione dell’evento.

Diversamente, l’(—) causae ha rilevanza nei reati a condotta vincolata (es., truffa), in cui le modalità dell’azione costituiscono elementi essenziali del fatto; sicché, in tali reati, l’(—) causae comporta che il fatto non sussiste, perché atipico rispetto alla fattispecie astratta [vedi Tipicità].

Aberratio delicti 

Si verifica quando, per errore nell’uso dei mezzi di esecuzione o per altra causa, si cagiona un evento diverso da quello voluto, mutandosi, così, il titolo di reato (es.: Tizio vuole danneggiare una vetrina con un sasso, ma ferisce un passante).

In questo caso, il colpevole risponde a titolo di colpa dell’evento non voluto, quando il fatto è preveduto dalla legge come delitto colposo. Nell’ipotesi in cui il colpevole abbia cagionato altresì l’evento voluto [(—) delicta plurioffensiva] si applicano le regole sul concorso formale di reati [vedi], per cui l’agente risponde del reato voluto a titolo di dolo, in concorso con uno o più reati colposi.

Secondo alcuni, l’inciso «a titolo di colpa» va interpretato nel senso che l’attribuzione dell’evento diverso richiede la sussistenza dell’elemento soggettivo colposo (peraltro ravvisabile nella stessa commissione del reato doloso, che prevede una violazione di legge). Altri, invece, ritengono che trattasi di una ipotesi di responsabilità oggettiva e che dunque prescinde dalla colpa dell’agente.

Aberratio delicti concorsuale 

[vedi Concorso di persone nel reato].

Aberratio ictus 

Ricorre quando, per un errore nei mezzi di esecuzione del reato o per altra causa, è cagionata offesa a persona diversa da quella che si voleva offendere. Al riguardo, l’art. 82 c.p. distingue due ipotesi:

—   Aberratio ictus monoffensiva: è offesa una persona diversa da quella contro cui la condotta criminosa era diretta (es.: Tizio spara a Caio, ma uccide Sempronio, che si trova lì vicino). Vigendo nel nostro ordinamento il principio dell’indifferenza del soggetto passivo, cioè dei titolari specifici dei beni tutelati, l’agente risponde del fatto realizzato come se avesse commesso quello voluto. Infatti, egli voleva realizzare, e ha effettivamente realizzato, un fatto identico a quello tipico [vedi Tipicità];

—  Aberratio ictus plurioffensiva: si offendono contemporaneamente tanto la persona cui l’offesa era diretta quanto una persona diversa (es.: Tizio spara a Caio, ma uccide, insieme con lui, anche Sempronio). In tale ipotesi, il colpevole soggiace alla pena stabilita per il reato più grave, aumentata fino alla metà. Se, oltre alla persona contro cui l’offesa era diretta, si offendono una pluralità di persone, la disciplina applicabile è quella relativa al concorso formale di reati [vedi], che sembra la più conforme al principio di legalità e al divieto di analogia in malam partem.


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