Che significa? | Termini giuridici

Abitualità criminosa

10 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 10 ottobre 2015



Abitualità criminosa (d. pen.): È la condizione personale di chi con la sua persistente attività criminosa dimostra di avere acquistato una notevole attitudine a commettere reati.

Si tratta di una forma specifica di pericolosità sociale [vedi].

Il legislatore ha previsto due specie di (—): l’(—) presunta (art. 102 c.p.) e l’(—) ritenuta dal giudice (art. 103 c.p.).

La prima richiede che il reo:

—   sia stato condannato alla pena della reclusione in misura superiore complessivamente a cinque anni per tre delitti non colposi, della stessa indole, commessi entro dieci anni;

—   abbia riportato un’altra condanna per un delitto, non colposo, della stessa indole, e commesso entro i dieci anni successivi all’ultimo dei delitti precedenti.

La seconda, invece, è pronunciata se:

—   il reo, dopo essere stato condannato per due delitti non colposi, riporta un’altra condanna per delitto non colposo;

—   il giudice, tenuto conto della specie e gravità dei reati, del tempo entro il quale sono stati commessi, della condotta e del genere di vita del colpevole e delle altre circostanze indicate nell’art. 133, ritiene che il colpevole sia dedito al delitto.

Rispetto alle contravvenzioni l’(—) non è mai presunta, ma deve essere dichiarata dal giudice allorché un soggetto, dopo essere stato condannato alla pena dell’arresto per tre contravvenzioni della stessa indole, riporti condanne per un’altra contravvenzione, anche della stessa indole e venga, perciò, considerato dedito al reato (art. 104 c.p.).

In seguito alla dichiarazione di (—) il soggetto può essere sottoposto a misura di sicurezza.

[vedi Tendenza a delinquere; Pericolosità sociale].

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