Che significa? | Termini giuridici

Accertamento

10 Ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 10 Ottobre 2015



Accertamento con adesione del contribuente (d. trib.): È una forma di accertamento in un unico atto in contraddittorio con l’interessato che, in quanto definitivo, non alimenta il contenzioso tributario.

Il meccanismo investe tutti i soggetti ed estende la sua efficacia oltre che alle imposte dirette e all’IVA anche alle imposte sulle successioni e donazioni, di registro, ipotecaria e catastale e all’INVIM.

L’(—) si perfeziona con il pagamento delle somme dovute entro 20 giorni dalla redazione del relativo atto. Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione o ratealmente.

Accertamento del passivo (d. fall.)

Fase della procedura fallimentare che ha la funzione di verificare quanti creditori esistono e quanti fra loro vantino, nei confronti degli altri, titoli preferenziali.

L’Accertamento serve ad accertare i crediti ammessi al concorso e quelli di restituzione o rivendicazione di beni mobili o immobili eventualmente in possesso del fallito ma appartenenti a terzi estranei al fallimento. A questo fine, il curatore, esaminate le scritture dell’imprenditore e altre fonti di informazione, comunica senza indugio ai creditori e ai titolari di diritti reali o personali su beni mobili e immobili di proprietà o in possesso del fallito che possono partecipare al concorso trasmettendo domanda di ammissione al passivo direttamente all’indirizzo di posta elettronica certificata [vedi] del curatore (obbligo introdotto dal D.L. 179/2012, conv. in L. 221/2012).

Il curatore, esaminate le domande di ammissione al passivo, predispone elenchi separati dei creditori e dei titolari di diritti su beni mobili e immobili di proprietà o in possesso del fallito.

All’udienza fissata per l’esame dello stato passivo, il giudice delegato, con decreto succintamente motivato (novità inserita nell’art. 96, R.D. 267/1942 dal D.Lgs. 169/2007) accoglie in tutto o in parte, respinge o dichiara inammissibile le domande di ammissione al passivo.

Terminato l’esame di tutte le domande, il giudice delegato forma lo stato passivo e lo rende esecutivo con decreto depositato in cancelleria.

Accertamento dell’attivo (d. fall.)

[vedi Liquidazione dell’attivo].

Accertamento di imposta (d. trib.)

Consiste nel compimento di quegli atti necessari per l’identificazione e la valutazione di tutti gli elementi di fatto e di diritto che concretizzano il debito d’imposta.

Attraverso l’(—) si rende realizzabile l’obbligazione tributaria, in quanto si perviene all’individuazione del soggetto passivo, alla determinazione della base imponibile e del debito di imposta ed a rendere esigibile tale debito.

L’(—) è un elemento indispensabile dell’imposizione tributaria e, quindi, costituisce una condizione per l’esigibilità del credito.

In linea di massima, si attua in due modi:

—   mediante dichiarazione dello stesso contribuente, controllata ed eventualmente rettificata dall’ente impositore;

—   mediante accertamento d’ufficio da parte dell’ente impositore.

Vi sono, tuttavia, alcuni tributi per i quali l’(—) è solo eventuale, si realizza, cioè, solo per controllare il mancato o inesatto versamento dell’imposta: è il caso dell’imposta di bollo.

Per la maggior parte delle imposte l’(—) è operato direttamente dal contribuente, che presenta proprie dichiarazioni; peraltro, ciò non pregiudica gli eventuali successivi controlli dell’Autorità Finanziaria, che si avvale di ampi poteri di vigilanza e ispezione.

Accertamento giudiziale della paternità e maternità (d. civ.)

[vedi Dichiarazione giudiziale di maternità o paternità naturale].

 Negozio di Accertamento (d. civ.)

È il negozio con il quale le parti accertano una situazione giuridica preesistente al fine di eliminare lo stato d’incertezza sulla sua effettiva consistenza, fissandone definitivamente l’ambito e gli effetti, per cui c’è una volontà dichiarata, ma gli effetti giuridici non saranno nuovi effetti voluti, ma quelli della situazione accertata (es. ricognizione di debito, accertamento dell’enfiteusi).

Tale figura non è unanimemente accettata in dottrina, in quanto si eccepisce che il potere accertativo costituisce un potere esclusivo del giudice e non delle parti.

Tuttavia, si ritiene in prevalenza che appartenga all’autonomia negoziale delle parti la facoltà di precludere, con un negozio di (—), eventuali controversie derivanti da una incertezza sulla situazione esistente tra loro.

Effetto del negozio di (—) è quello di vincolare le parti a non rimettere in discussione il rapporto che con tale negozio è stato definito.

La differenza fra negozio di (—) e transazione [vedi] sta in questo: il primo si limita a fotografare e fissare la situazione preesistente, precludendo ogni altra contestazione; con la seconda, invece, le parti vogliono eliminare una lite attuale o potenziale, modificando un rapporto preesistente e facendosi reciproche concessioni col disporre dei propri diritti.

Accertamento tecnico (d. proc.)

Nel processo civile indica il complesso di operazioni dirette a far acquisire al giudice cognizioni tecniche sui fatti di cui egli non ha la conoscenza (ad esempio verifica dello stato di fatiscenza di un edificio) o a fornire elementi di supporto nella valutazione di prove già acquisite (art. 696 c.p.c.).

Oggetto dell’(—) o dell’ispezione giudiziale preventiva è evitare che si disperdano gli elementi di prova utilizzabili nel giudizio di merito perché deteriorati o modificati.

Il legislatore è intervenuto con il cd. decreto competitività (D.L. 35/2005, conv. in L. 80/2005) per ammettere l’(—) e l’ispezione giudiziale anche sulla persona dell’istante e sulla persona nei cui confronti è proposta l’istanza, sempre che ne ricorra l’urgenza. Inoltre, il decreto competitività ha ammesso che l’(—) tecnico possa comprendere anche valutazioni in ordine alle cause e ai danni relativi all’oggetto della verifica: lo scopo è di anticipare, là dove possibile, valutazioni normalmente acquisibili solo all’esito dell’istruzione nel giudizio di merito.

Nell’ambito del diritto processuale penale nel caso delle indagini preliminari [vedi] possono rendersi necessarie particolari investigazioni che richiedano competenze tecniche specifiche.

Al riguardo il c.p.p. prevede varie categorie di accertamenti tecnici:

a) quelli urgenti su luoghi, cose o persone, che sono di competenza della polizia giudiziaria quando vi sia il pericolo di alterazioni o modificazioni (art. 354 c.p.p.);

b) quelli che, per analoghi motivi, può effettuare il P.M., seguendo la particolare procedura descritta nell’art. 360 c.p.p. [vedi Accertamenti tecnici non ripetibili];

c) quelli che rientrano nel naturale svolgimento dell’indagine e sono suscettibili di reiterazione (art. 359 c.p.p.);

d) quelli idonei ad incidere sulla libertà personale [vedi] (art. 359bis c.p.p.).

La L. 85/2009 ha inserito l’art. 359bis che disciplina il prelievo coattivo di campioni biologici su persone viventi.

Si tratta di attività che, per le peculiari caratteristiche valutative, vengono svolte da esperti (definiti dal codice consulenti tecnici [vedi Consulenza tecnica]) e che, per le ipotesi sub a) e b), entrano a far parte del fascicolo per il dibattimento (art. 431 c.p.p.), potendo, quindi, utilizzarsi ai fini della decisione. A cagione di ciò, la legge esige in tali casi la forma del verbale (art. 373, co. 1, lett. e)); art. 357, co. 2, lett. e), c.p.p.) mentre per quelli ripetibili il P.M. può redigere un verbale in forma riassuntiva o, nei casi di (—) di modesta entità, mere annotazioni (art. 373 c.p.p.).

Accertamento tecnico preventivo obbligatorio (d. p. civ.) n

Il D.L. 98/2011, conv. in L. 111/2011 ha inserito l’art. 445bis c.p.c., prevedendo che nelle controversie in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, nonché di pensione di inabilità e di assegno di invalidità, chi intende proporre in giudizio domanda per il riconoscimento dei propri diritti presenta, con ricorso al giudice competente ai sensi dell’art. 442 c.p.c., presso il Tribunale nel cui circondario risiede l’attore, istanza di (—) tecnico per la verifica preventiva delle condizioni sanitarie legittimanti la pretesa fatta valere.

Il giudice procede a norma dell’art. 696bis c.p.c.

L’espletamento dell’(—) costituisce condizione di procedibilità della domanda. La richiesta di espletamento dell’(—) interrompe la prescrizione.

Il giudice, terminate le operazioni di consulenza, con decreto comunicato alle parti, fissa un termine perentorio non superiore a 30 giorni, entro il quale le medesime devono dichiarare, con atto scritto depositato in cancelleria, se intendono contestare le conclusioni del CTU.

In assenza di contestazione, il giudice, con decreto pronunciato fuori udienza entro 30 giorni dalla scadenza del termine precedente, omologa l’accertamento del requisito sanitario secondo le risultanze probatorie indicate nella relazione del CTU provvedendo sulle spese.


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