Che significa? Accessoria

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Accessoria [domanda] (d. p. civ.): La domanda giudiziale [vedi] si qualifica accessoria quando, pur avendo petitum e causa petendi autonomi, rappresenta una conseguenza logica e giuridica della domanda formulata nella causa principale; così se viene rigettata nel merito la domanda principale cade anche quella (—), ma non viceversa (es.: l’accoglimento della domanda di pagamento degli interessi moratori dipende da quello della domanda di condanna del debitore moroso al pagamento della somma dovuta).

Fra la domanda (—) e quella principale c’è dunque un rapporto di connessione che consente di derogare alle regole ordinarie sulla competenza [vedi], nel senso che una delle azioni connesse può essere proposta davanti al giudice competente per l’altra, anziché davanti a quello che sarebbe competente secondo le norme ordinarie. Infatti, territorialmente competente a conoscere della domanda (—) è il giudice della causa principale (art. 31, co. 1 c.p.c.).

Quanto alla competenza per valore, in applicazione dell’art. 10, co. 2 c.p.c. il giudice competente per entrambe le domande stesse va individuato sommando i valori delle domande stesse, salvo che la competenza per la causa principale sia determinata da ragioni di materia (es.: la domanda di risarcimento del danno conseguente alla violazione della misura d’uso dei servizi condominiali può essere proposta al giudice di pace che abbia accertato la violazione, anche se l’importo supera i limiti della sua competenza).


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