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Accordi

10 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 10 ottobre 2015



Accordi di programma (d. amm.)

Gli accordi di programma sono quegli accordi con i quali le amministrazioni concordano le modalità di programmazione e di esecuzione di interventi pubblici, coordinando le rispettive azioni.

L’istituto generale degli (—) trova oggi la sua disciplina nell’art. 34 D.Lgs. 267/2000.

Gli (—) vengono promossi dai Presidenti delle Regioni, delle Province o dai Sindaci che abbiano competenza primaria o prevalente sull’opera da eseguire (soggetti necessari), i quali hanno il potere di iniziativa e possono invitare i rappresentanti di altri enti locali ovvero di altre amministrazioni interessate (soggetti eventuali).

Del pari, destinatari degli accordi possono essere solo le amministrazioni pubbliche e non soggetti privati, i quali possono essere toccati dall’accordo solo incidentalmente. Ne deriva che i privati, in quanto portatori di meri interessi legittimi al corretto esercizio del potere amministrativo, possono impugnare gli accordi, o meglio gli atti di approvazione dgli stessi, innanzi al G.A. secondo le regole ordinarie in tema di giurisdizione di legittimità.

Quanto all’oggetto, gli accordi possono concernere, ai sensi dell’art. 34 T.U.E.L., «la definizione e l’attuazione di opere, di interventi o di programmi di interventi» che richiedano, ai fini della completa realizzazione, le attività coordinate di Comuni, Province, Regioni, di amministrazioni statali e di altri soggetti pubblici.

L’unico ambito oggettivo di attività escluso dagli (—) è quello dei servizi pubblici, che l’art. 30 dello stesso T.U.E.L. riserva allo strumento della convenzione fra enti locali, e il successivo art. 33 all’esercizio associato.

Il procedimento per la conclusione degli (—) è disciplinato dall’art. 34 del D.Lgs. 267/2000 e si svolge in quattro fasi: iniziativa, istruttoria, conclusiva e integrativa dell’efficacia.

Si ricorda, infine, che l’art. 133 del Codice del processo amministrativo attribuisce alla giurisdizione esclusiva del G.A. la cognizione delle controversie relative alla formazione, alla conclusione ed all’esecuzione degli accordi fra le PP.AA.

Accordi di sede (d. int.)

Sono gli accordi stipulati tra un’organizzazione internazionale ed uno Stato, con cui sono disciplinate tutte le questioni relative all’insediamento degli uffici e delle istituzioni dell’organizzazione sul territorio dello Stato.

Tra le materie disciplinate dagli (—) rientrano anche lo status di cui godono i funzionari che operano per conto dell’organizzazione.

Accordi in forma semplificata (d. int.)

Procedimento di formazione di un trattato [vedi] con il quale gli Stati manifestano la volontà a vincolarsi al trattato stesso attraverso la sola firma che, oltre alla funzione di autenticazione del testo, ha anche quella propria della ratifica [vedi] nel procedimento solenne.

L’art. 12 della Convenzione di Vienna (23-5-1969), specifica che la firma ha tale effetto solo nell’ipotesi in cui:

—   sia il trattato stesso a prevederlo (lett. a);

—   tale effetto risulti altrimenti (lett. b);

—   risulti dai pieni poteri attribuiti dallo Stato ai suoi rappresentanti o sia stato così stabilito nel corso della negoziazione (lett. c).

Accordi  integrativi e sostitutivi (d. amm.)

La L. 241/1990 ha sancito il cd. principio di contrattualità dell’azione amministrativa, per cui la stessa può svolgersi, oltre che autoritativamente col provvedimento, attraverso un accordo tra P.A. e privati.

L’art. 11 prevede due forme di accordi:

a) gli accordi integrativi. Si tratta di accordi conclusi dall’amministrazione procedente con gli interessati al fine di determinare il contenuto del provvedimento.

La previsione di tali accordi conferma l’accoglimento legislativo della concezione che considera il procedimento alla stregua di un luogo di confronto dialettico tra privati e P.A. ed il provvedimento come risultante di questo confronto;

b) gli accordi sostitutivi. Mentre gli accordi integrativi precedono il provvedimento e ne determinano il contenuto, gli accordi sostitutivi sono stipulati in sostituzione del provvedimento amministrativo.

Attraverso le modifiche apportate dalla L. 15/2005, all’art. 11 L. 241/1990, si è provveduto a generalizzare l’uso degli accordi sostitutivi in quanto non è più previsto che alla loro conclusione si possa addivenire nei soli casi previsti dalla legge.

Quanto alla disciplina, la norma, nel conferire dignità di istituto generale agli strumenti convenzionali dell’azione amministrativa, prevede che:

a) in accoglimento di osservazioni e proposte presentate a norma del precedente art. 10, l’amministrazione procedente può concludere, senza pregiudizio dei diritti dei terzi, e in ogni caso nel perseguimento del pubblico interesse, accordi con gli interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale ovvero in sostituzione di questo;

b) gli accordi in questione debbono essere stipulati, a pena di nullità, per atto scritto, salvo che la legge disponga altrimenti;

c) ad essi si applicano, ove non sia diversamente previsto, i principi del codice civile in quanto compatibili;

d) detti accordi devono essere motivati ai sensi dell’art. 3 della stessa L. 241/1990;

e) gli accordi sostitutivi di provvedimenti sono soggetti ai medesimi controlli previsti per questi ultimi;

f) per sopravvenuti motivi di pubblico interesse l’amministrazione può recedere unilateralmente dall’accordo, salvo l’obbligo di provvedere alla liquidazione di un indennizzo in relazione agli eventuali pregiudizi verificatisi in danno del privato.

L’art. 133 del Codice del processo amministrativo sancisce la devoluzione alla giurisdizione esclusiva del G.A. delle controversie in materia di formazione, conclusione ed esecuzione di accordi integrativi e sostitutivi.

Accordi tra pubbliche amministrazioni (d. amm.)

L’art. 15 L. 241/1990, norma di generale applicazione, consente sempre alle amministrazioni pubbliche di concludere accordi volti a disciplinare lo svolgimento, in collaborazione tra di loro, di qualsiasi attività giuridica che sia di comune interesse.

Dal punto di vista della disciplina:

—   è necessaria la forma scritta ad substantiam per la loro stipulazione;

—   si applicano i principi del codice civile in materia di obbligazioni e contratti, in quanto compatibili;

—   è necessaria la motivazione, ai sensi dell’art. 3 della stessa legge;

—   tali accordi devono essere sottoposti ai medesimi controlli previsti per i provvedimenti. Inoltre, ai sensi dell’art. 133 c.p.a. sono devolute alla giurisdizione esclusiva del G.A. le controversie relative alla formazione, conclusione ed esecuzione dei detti accordi.

A far data dal 30 giugno 2014, tali (—) devono essere sottoscritti, a pena di nullità, con firma digitale, con firma elettronica avanzata, ovvero con altra firma elettronica qualificata.

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