Che significa? | Termini giuridici

Adesione

11 Ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 11 Ottobre 2015



Adesione

Adesione ad un trattato (d. int.)

L’adesione è la possibilità che ha uno Stato terzo di entrare a far parte di un accordo precedentemente stipulato da altri soggetti di D.I.

Molti trattati multilaterali, infatti, sono a «carattere aperto, e consentono, grazie alla presenza di una clausola di adesione, la successiva partecipazione di Stati non intervenuti al momento dei negoziati.

L’istituto dell’(—) ha subìto negli ultimi anni un’evoluzione che ne ha profondamente modificato la portata, in particolare sotto due aspetti:

—   la possibilità, per gli stessi Stati che hanno partecipato alla negoziazione dell’accordo, di entrare a farvi parte non attraverso la procedura tradizionale della firma e della successiva ratifica, bensì mediante adesione (in questo caso più propriamente accettazione);

—   il parziale superamento della concezione classica secondo cui al trattato era possibile aderire soltanto dopo la sua entrata in vigore. L’attuale tendenza è, invece, quella di consentire l’adesione anche prima che il trattato assuma piena efficacia giuridica.

Adesione ad una organizzazione internazionale (d. int.)

Con l’(—), i membri originari esprimono a priori la volontà di accettare l’ingresso di nuovi Stati, inserendo nel trattato istitutivo una cd. clausola di adesione (con l’ammissione, invece, essi si esprimono solo dopo che sia stata formalmente presentata la candidatura da parte di uno Stato).

L’ingresso di nuovi Stati può essere subordinato dal trattato istitutivo sia all’approvazione dei membri già appartenenti all’organizzazione internazionale, sia al possesso di determinati requisiti, tra cui:

—   l’appartenenza ad una particolare area geografica. È il caso delle organizzazioni internazionali che operano a livello regionale;

—   l’uniformità della struttura economica e sociale degli Stati membri;

—   la coesione dei regimi politici degli Stati membri.

Quest’ultimo requisito ha per molto tempo vincolato l’adesione di nuovi membri alle organizzazioni militari sorte nel secondo dopoguerra (NATO e Patto di Varsavia). Anche nell’ambito della Comunità Economica Europea (sostituita prima dalla Comunità Europea e, poi, dall’Unione Europea) la natura autoritaria dei rispettivi regimi, in contrasto con quelli democratici degli altri Paesi europei occidentali non membri, ha impedito l’adesione della Spagna e del Portogallo fino a quando in questi Paesi non sono terminate le dittature (Franco e Salazar).

Adesione di nuovi Stati all’Unione europea (d. UE)

Ogni Stato europeo che si fonda sul rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e dei diritti umani (compresi i diritti delle minoranze) può chiedere di diventare membro dell’Unione.

Il procedimento di Adesione si articola in tre fasi:

—   lo Stato interessato indirizza una richiesta al Consiglio che, previa consultazione della Commissione e previo parere del Parlamento europeo, si pronuncia all’unanimità;

—   successivamente, le condizioni di adesione e tutti gli adattamenti ai trattati istitutivi formano oggetto di ulteriori negoziati che conducono alla firma di un accordo di adesione;

—   tutti i soggetti coinvolti ratificano l’atto di (—), spesso condizionato all’esito favorevole di un referendum.

Per aderire all’Unione, quindi, è necessario un accordo internazionale tra gli Stati originari ed i nuovi Stati che, tuttavia, non contiene le condizioni per l’ammissione, né gli adattamenti necessari ai Trattati istitutivi; questi elementi sono contenuti in un atto relativo alle condizioni di adesione e agli adattamenti dei trattati, che costituisce parte integrante del Trattato di (—).

L’inserimento nei trattati della clausola di adesione ha consentito un progressivo ampliamento delle Comunità europee prima, e dell’Unione poi.

Un passo fondamentale in tal senso è stato compiuto il 16 aprile 2003, con la firma ad Atene dei Trattati di (—) con 10 dei 13 Stati che avevano presentato domanda. Dal 1° maggio 2004 sono entrate a far parte dell’Unione i seguenti Stati: Lettonia, Lituania, Estonia, Polonia, Repubblica ceca, Ungheria, Slovenia, Slovacchia, Malta e Cipro.

Il 1° gennaio 2007 si è, altresì, assistito all’ingresso effettivo di Romania e Bulgaria e dal 1° luglio 2013 la Croazia è entrata a far parte dell’Unione europea, portando così il numero degli Stati membri a 28.


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