Che significa? | Termini giuridici

Agente

11 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 11 ottobre 2015



Agente

Agente con rappresentanza (d. civ.)

È l’agente di commercio [vedi] al quale è conferita dal preponente, con il contratto di agenzia, la rappresentanza per la conclusione dei contratti (art. 1752 c.c.).

Agente consolare (d. int.)

Si tratta di un funzionario che esplica le proprie mansioni in uno Stato estero (Stato territoriale) presso il Consolato dello Stato della missione.

Pur esercitando entrambi la propria attività sul territorio di uno Stato straniero lo status dell’Agente si differenzia nettamente da quello dell’Agente diplomatico [vedi].

In quest’ultimo caso, infatti, si tratta di un organo dello Stato della missione che nell’esercizio della sua attività compie delle manifestazioni di volontà che impegnano lo Stato sul piano internazionale. L’Agente, al contrario, non rappresenta lo Stato a livello internazionale, ma svolge sul territorio estero funzioni di regola ricollegabili al diritto interno dello Stato di invio (rilascio di passaporti, concessioni di visto e così via).

Agente della riscossione (d. trib.)

Soggetti a cui è affidata la riscossione delle imposte mediante ruolo [vedi] che hanno sostituito i precedenti concessionari. Con il D.L. 203/2005 (conv. in L. 248/2005) è stato, infatti, soppresso il sistema di affidamento in concessione e le relative funzioni sono state attribuite all’Agenzia delle entrate la quale la esercita attraverso la società di riscossione Equitalia S.p.A. [vedi].

L’Agente riceve una remunerazione rappresentata da un aggio sulle somme iscritte a ruolo riscosse.

Questi, inoltre, deve rispettare un codice deontologico che definisce gli obblighi di correttezza da rispettare nella gestione delle procedure.

Agente di assicurazione (d. civ.)

È colui che, iscritto all’Albo Nazionale della Categoria, mettendo a disposizione del pubblico la propria competenza tecnica, svolge stabilmente in forma professionale ed autonoma l’incarico di provvedere a proprio rischio e spese, con compenso in tutto od in parte costituito da provvigioni, alla gestione ed allo sviluppo degli affari di un’agenzia di assicurazione.

Il rapporto tra assicuratori e Agente presenta alcune differenze rispetto al normale contratto di agenzia [vedi] regolato dagli artt. 1742 ss. c.c.

L’agenzia assicurativa può essere libera o in economia.

Nell’agenzia libera l’Agente promuove la conclusione dei contratti di assicurazione a favore dell’assicuratore, dietro corresponsione di una provvigione, organizzando a proprio rischio ed a sue spese l’attività.

L’agenzia in economia è invece gestita dallo stesso assicuratore, per cui l’Agente è un dipendente di quest’ultimo, non assume alcun rischio ed è retribuito con uno stipendio.

Agente di commercio (d. civ.)

È il soggetto stabilmente incaricato da una o più imprese di promuovere la conclusione di contratti in una o più zone determinate nell’interesse del preponente e in continuativa coordinazione con l’attività di quest’ultimo.

Di regola è legato al preponente dal solo rapporto di agenzia [vedi Agenzia (Contratto di)].

All’(—) è demandata, dunque, un’attività promozionale nella conclusione dei contratti diretta alla ricerca e all’acquisizione di nuovi clienti e alla pubblicizzazione dei prodotti al fine di ottenere ordinativi e commissioni.

All’(—) può, poi, essere conferito anche il potere di rappresentanza in modo da consentirgli di concludere contratti in nome e per conto del preponente. Gli agenti ed i rappresentanti di commercio sono imprenditori commerciali, ausiliari autonomi dell’impresa preponente, alla quale non sono legati da particolari vincoli di subordinazione.

In passato, le diverse leggi di settore prevedevano che per esercitare le attività di agente o rappresentante di commercio, agente di affari in mediazione (come pure quella di mediatore marittimo), occorresse la preventiva iscrizione negli appositi ruoli tenuti dalle camere di commercio [vedi Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura].

In materia è intervenuto, dapprima, il D.Lgs. 59/2010, che ha disposto la soppressione dei ruoli degli agenti di affari in mediazione, degli agenti e rappresentanti di commercio, dei mediatori marittimi e dell’elenco degli spedizionieri, prevedendo che l’esercizio di tali attività fosse soggetto ad una sola dichiarazione di inizio di attività (D.I.A. [vedi]) da presentare alla camera di commercio competente per territorio, tramite lo sportello unico per le attività produttive.

La L. 122/2010, di conversione del D.L. 78/2010, ha sostituito alla dichiarazione di inizio attività la segnalazione certificata di inizio attività [vedi SCIA].

L’attività di Agente può essere esercitata anche da una società ed in tal caso i requisiti necessari devono essere posseduti dai legali rappresentanti di essa.

Agente di custodia (d. penit.)

[vedi Polizia penitenziaria]

Agente di polizia (leg. di p.s.)

[vedi Polizia di sicurezza]

Agente diplomatico (d. int.)

Soggetto incaricato di curare i rapporti di uno Stato presso un governo straniero o un’organizzazione internazionale.

È considerato (—) sia il capo missione sia ciascuno dei suoi collaboratori (consiglieri, delegati etc.), nonché i delegati che partecipano alla redazione di un trattato [vedi] o ai lavori di Conferenze e Congressi Internazionali.

Nell’esercizio delle sue funzioni gode di un particolare status [vedi] e di particolari immunità [vedi] che ne tutelano sia la persona che la funzione.

Agente monomandatario (d. civ.)

È un agente di commercio [vedi] o rappresentante di commercio [vedi] che stipula un contratto d’agenzia con una sola azienda. L’(—) lavora in esclusiva; non può, pertanto, trattare per più aziende concorrenti.

Agente plurimandatario (d. civ.)

È un agente di commercio [vedi] o rappresentante di commercio [vedi] che può operare per conto di più aziende in deroga al naturale rapporto di esclusiva che caratterizza, in mancanza di patto contrario, il contratto di agenzia. Viene anche definito agente multicarte.

Agente provocatore (d. pen.)

È colui che si infiltra in una organizzazione criminale con il fine di provocare gli affiliati a commettere dei reati per farli scoprire e punire (spesso si tratta di appartenenti alle forze di polizia).

L’Agente, secondo l’orientamento dottrinale più recente, è esente da responsabilità, per mancanza di dolo, in quanto ha agito con la precisa convinzione che la sua presenza eviti il verificarsi dell’evento.

La giurisprudenza, invece, esclude la responsabilità penale dell’(—) appartenente alle forze di polizia, ravvisando nel suo operato l’adempimento del dovere [vedi], in relazione agli artt. 55 e 348 c.p.p. che fanno obbligo alla polizia giudiziaria di ricercare il colpevole ed assicurare le prove dei reati, nonché ex art. 51 c.p. che in generale giustifica colui che abbia partecipato a commettere un delitto adempiendo ad un proprio dovere.

Tale scriminante, però, opera solo se ed in quanto l’agente si limiti ad un’attività di controllo e di osservazione dell’altrui attività illecita, senza alcuna possibilità di dare poi effettiva esecuzione al reato o, comunque, di agevolarlo; tale contenuto, unito alla mancanza di dolo nell’agente provocatore, determina la sua non punibilità.

Una particolare figura di agente provocatore è stata delineata dalla L. 269/1998 (cd. legge antipedofilia), il cui art. 14 consente agli ufficiali di polizia giudiziaria delle strutture specializzate per la repressione dei delitti sessuali o per la tutela dei minori, al fine di acquisire elementi probatori in ordine ai reati introdotti dalla legge antipedofilia.

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