Che significa? | Termini giuridici

Antigiuridicità


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Antigiuridicità (d. civ.) (d. pen.)

Antigiuridicità nel diritto civile 

L’Antigiuridicità ha fondamentale rilievo in materia di illecito aquiliano (art. 2043 c.c.). In un primo momento, si è qualificata come antigiuridica la condotta realizzata in violazione di una norma di legge importando come conseguenza la tipicità dei fatti illeciti.

Successivamente, reagendo alla rigidità di quest’impostazione, la dottrina ha colto l’Antigiuridicità tutte le volte in cui la condotta leda una situazione soggettiva che trova un riconoscimento, anche indiretto, nell’ordinamento.

Grazie a questa evoluzione dottrinale si è allargato lo spettro degli interessi protetti, ricomprendendosi non solo i diritti soggettivi perfetti ma in generale tutte le situazioni (giuridiche ma anche di fatto) rientranti nel patrimonio di un soggetto.

Dunque, Antigiuridicità è sinonimo di «ingiustizia del danno». Laddove il danno ingiusto è la lesione di una situazione giuridica soggettiva meritevole di tutela.

Antigiuridicità nel diritto penale 

Designa il contrasto tra il fatto e la norma.

L’Antigiuridicità penale è, dunque, la relazione tra un fatto umano ed una norma penale, e più precisamente è il rapporto di contraddizione tra il fatto (es.: l’impossessamento della cosa mobile altrui) e una norma incriminatrice (nell’esempio dell’art. 624 c.p. la norma che punisce il furto).

L’Antigiuridicità penale consiste in un giudizio di relazione: quando si definisce un fatto «antigiuridico», non si fa altro che giudicare quel fatto in relazione alle norme penali, riconoscendo che esso contrasta con tali norme.

A questa nozione (cd. Antigiuridicità formale), che è quella accolta dal nostro ordinamento, si contrappone quella che ravvisa l’Antigiuridicità nel contrasto tra il fatto e gli interessi sostanziali tutelati dal diritto (cd. Antigiuridicità materiale).

La concezione dell’Antigiuridicità è propria degli ordinamenti fondati sul principio di legalità sostanziale [vedi Legalità (Principio di)].

Un fatto è, dunque, penalmente antigiuridico quando sia conforme ad una fattispecie di reato e sia commesso in assenza di cause di giustificazione.

Quanto alla natura dell’Antigiuridicità, taluni ritengono abbia natura oggettiva, costituendo una qualità intrinseca del fatto di reato, che prescinde dalla colpevolezza; altri attribuiscono all’Antigiuridicità natura soggettiva in quanto identificabile nella coscienza di compiere un’azione illecita.

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