Che significa? Appalto

Che significa?

Articolo di




> Che significa?

Appalto

Appalto concorso (d. amm.) (d. comm.)

Nell’appalto pubblico [vedi], procedura di scelta del contraente da parte della P.A. che, in tale ipotesi, predispone esclusivamente un progetto preliminare.

Con l’Appalto la P.A. si prefigge l’obiettivo di acquisire dalle imprese concorrenti le soluzioni più idonee e funzionali rispetto al progetto-guida ed è chiamata a scegliere, tra le varie soluzioni, quella ritenuta migliore sulla base dei parametri prefissati.

Appalto pubblico (d. amm.)

Contratto a titolo oneroso stipulato per iscritto tra la pubblica amministrazione e un operatore economico, avente ad oggetto l’esecuzione di lavori, la fornitura di prodotti o la prestazione di servizi.

La materia è regolata dal D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici), modificato e integrato da successivi provvedimenti legislativi e dal suo regolamento esecutivo e attuativo (D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207).

Si hanno tre diverse tipologie di Appalto pubblico, a seconda dell’oggetto:

—  Appalto pubblico di lavori, avente ad oggetto l’esecuzione o, congiuntamente, la progettazione esecutiva e l’esecuzione di un’opera rispondente alle esigenze specificate dall’amministrazione, sulla base del progetto preliminare posto a base di gara;

—  Appalto pubblico di forniture, avente ad oggetto l’acquisto, la locazione finanziaria, la locazione o l’acquisto a riscatto, con o senza opzione per l’acquisto, di prodotti;

—  Appalto pubblico di servizi, avente ad oggetto la prestazione di servizi.

L’Appalto pubblico si differenzia dall’Appalto privato (nel quale un committente privato affida a un’impresa privata — appaltatore il compimento di un’opera o di un servizio) per il procedimento di formazione della volontà della pubblica amministrazione (interamente regolata dal diritto pubblico), per la modalità di scelta del contraente (anch’essa regolata da norme pubblicistiche) e per l’oggetto (l’appalto pubblico ricomprende anche la fornitura di un prodotto già realizzato in precedenza).

Per l’individuazione degli offerenti l’art. 54 del Codice prevede le seguenti tipologie di procedure:

—   aperte (ogni operatore economico interessato può presentare un’offerta);

—   ristrette (soltanto gli operatori economici invitati dalla pubblica amministrazione possono presentare un’offerta);

—   negoziate (possono aver luogo con o senza la pubblicazione di un bando di gara e non possono essere modificate in maniera sostanziale le condizioni iniziali del contratto);

—   dialogo competitivo (con cui l’amministrazione avvia un dialogo con i candidati ammessi a tale procedura, al fine di elaborare una o più soluzioni atte a soddisfare le sue necessità e sulla cui base i candidati selezionati saranno invitati a presentare le offerte).

L’amministrazione sceglie l’operatore economico che ha offerto le condizioni più vantaggiose, utilizzando il criterio del prezzo più basso o dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Alla scelta del contraente seguono la stipulazione del contratto e l’approvazione da parte della competente autorità.

Appalto privato (d. civ.)

Con tale contratto una parte (appaltatore) assume, nei confronti della controparte (appaltante o committente), con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, l’incarico di realizzare un’opera o fornire un servizio, verso un corrispettivo in denaro (artt. 1655 ss. c.c.).

È un contratto consensuale, con effetti obbligatori e di carattere personale: ci si affida, infatti, ad un certo appaltatore invece che ad un altro in considerazione della capacità e della stima di cui gode.

L’obbligazione assunta dall’appaltatore è un’obbligazione di risultato: l’appaltatore, pertanto, è inadempiente se non realizza l’opera o non esegue il servizio, ossia se non procura all’appaltante il risultato pattuito.

L’appaltatore deve compiere, con la propria organizzazione, l’opera che ha assunto e non può ricorrere a sua volta ad un appalto (cd. subappalto) se non è espressamente autorizzato dall’appaltante; deve sopportare i rischi dell’esecuzione e deve garantire l’opera da eventuali difformità e vizi.

Il corrispettivo dell’appalto può essere determinato «a corpo» (ossia per l’opera nel suo insieme) o «a misura» (es.: un tanto per ogni mq di costruito); esso è dovuto, salvo gli eventuali accordi, solo quando l’opera, attraverso il collaudo, è stata verificata ed accettata dall’appaltante.

È ammessa la cd. revisione dei prezzi qualora, per effetto di circostanze imprevedibili, si siano verificate, dopo la conclusione del contratto, variazioni nel prezzo dei materiali o della mano d’opera superiori al decimo (art. 1664 c.c.).

Il committente (o appaltante) può recedere dal contratto in qualsiasi momento, anche senza un ragionevole motivo: egli, però, deve tenere indenne l’appaltatore delle spese sostenute, dei lavori eseguiti e del mancato guadagno.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI