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Aree naturali protette

23 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 23 ottobre 2015



Aree naturali protette (d. amb.): Sono costituite da ogni porzione di territorio che, in considerazione delle sue caratteristiche «fisiche, geologiche, geo-morfologiche e biologiche», rappresenti un «rilevante valore naturalistico e ambientale».

L’attribuzione dello status di  Aree naturali protette conferisce alla singola porzione di territorio uno specifico regime di tutela e di gestione inteso, tra l’altro, alla:

—  conservazione di specie animali o vegetali;

—  applicazione di metodi di gestione o di restauro ambientale idonei a realizzare una integrazione tra uomo e ambiente naturale;

—  promozione di attività di educazione, di formazione e di ricerca scientifica;

—  difesa e ricostruzione degli equilibri idraulici e idrogeologici.

L’art. 2 della L. 394/1991 suddivide le aree naturali protette in tre classi fondamentali:

—  i Parchi nazionali, costituiti da tutte quelle aree terrestri, fluviali, lacuali e marine, comprendono uno o più ecosistemi ancora incontaminati ovvero già parzialmente deteriorati dall’intervento invasivo umano, una o più formazioni fisiche, geologiche, geo-morfologiche, biologiche, che possono avere rilievo naturalistico, scientifico, estetico o culturale di carattere nazionale o internazionale che necessitano dell’intervento dello Stato ai fini della loro corretta conservazione;

—  i Parchi naturali regionali e interregionali, che comprendono zone terrestri, fluviali, lacuali e tratti di mare prospicienti la costa, che rivestano un’importanza naturalistica e ambientale. Delimitate nel territorio di una o più Regioni limitrofe, queste aree esprimono e testimoniano anche i valori e le tradizioni delle popolazioni locali;

—  le Riserve naturali, costituite da aree terrestri, fluviali, lacuali e marine, nel cui perimetro stanziano specie faunistiche e floristiche naturalisticamente rilevanti, ovvero da aree interessate da uno o più ecosistemi «importanti per le diversità delle risorse genetiche». Le riserve naturali possono avere carattere nazionale o regionale e interregionale, a seconda della rilevanza territoriale degli interessi in esse rappresentati.

In base alla legislazione vigente nazionale europea ed internazionale, la classificazione delle aree naturali protette comprende anche:

—  le zone umide di importanza internazionale, disciplinate dalla Convenzione di Ramsar, resa esecutiva nell’ordinamento italiano con il D.P.R. 448/1976;

—  le zone di protezione speciale (ZPS) previste dalla direttiva 79/409/CEE e attuata con D.P.R. 1 dicembre 2000, n. 425;

—  le zone speciali di conservazione (ZSC), di cui alla direttiva 92/43/CEE attuata dal D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357;

—  le altre aree naturali protette con riferimento alle varie accezioni di area naturale protetta contemplate negli accordi internazionali sottoscritti dallo Stato italiano.


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