Che significa? | Termini giuridici

Arresto

23 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 23 ottobre 2015



Arresto (d. p. pen.)

L’art. 13 della Costituzione sancisce l’inviolabilità della libertà personale; ne ammette la limitazione ad opera dell’Autorità Giudiziaria nei soli casi previsti dalla legge.

In casi eccezionali, la Polizia Giudiziaria [vedi], per finalità di pubblica sicurezza, può adottare provvedimenti provvisori che devono essere convalidati dall’Autorità Giudiziaria entro il termine perentorio di 96 ore.

Il Codice di procedura penale prevede strumenti limitativi della libertà personale che vanno sotto il nome di (—) e fermo [vedi].

L’Arresto consiste in una privazione temporanea di libertà di competenza esclusiva della P.G. L’Arresto  in flagranza rappresenta la prima forma di carcerazione preventiva. Si ripartisce in obbligatorio e facoltativo a seconda che la sua attuazione costituisca un atto dovuto o discrezionale.

In ogni caso, presupposto comune è la flagranza del reato [vedi Flagranza], intendendosi per tale lo stato di chi viene colto nell’atto di commettere il reato, ovvero inseguito dalla P.G., dalla persona offesa o da altre persone subito dopo il reato, o sorpreso con cose o tracce dalle quali appaia che egli abbia commesso il reato immediatamente prima (cd. quasi flagranza) (art. 382 c.p.p.).

Per la previsione legale obbligatoria di Arresto   deve trattarsi sempre di delitti non colposi, punibili con la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a cinque anni, purché il massimo raggiunga i 20 anni, o di reati espressamente menzionati, individuati per le loro caratteristiche di salvaguardia dell’ordine costituzionale, della sicurezza collettiva e dell’ordinato vivere civile (art. 3802 c.p.p.).

L’altra ipotesi di Arresto , quella facoltativa, è strutturata secondo una duplice previsione:

—  una generale, che attiene alla misura della pena prevista dal Codice penale (misura più alta, pari ad almeno 5 anni, per i delitti colposi; e più bassa, superiore a 3 anni, sempre nel massimo edittale, per i delitti non colposi);

—  una elencazione analitica, di natura tassativa, effettuata secondo il titolo dei reati e quindi sulla base della qualità criminale degli stessi. Per tali reati, è stata esclusa la facoltà di  Arresto da parte dei privati.

L’ Arresto non è consentito nei confronti della persona che, nella fase delle indagini preliminari, renda informazioni false o rifiuti di renderle (art. 381, n. 4bis); tale disposizione va direttamente collegata alla riforma dell’art. 371bis c.p. (False informazioni al P.M.).

Per determinate tipologie di reato, tassativamente indicate dall’art. 380, co. 2, c.p.p. è possibile procedere all’Arresto a prescindere dai limiti edittali. Da ultimo, la L. 1-10-2012, n. 172, ha introdotto la nuova ipotesi di atti sessuali con minorenne (art. 609quater c.p.). Il D.L. 14-8-2013, n. 93, conv. in L. 15-10-2013, n. 119 (Femminicidio) ha previsto tale misura precautelare anche per i reati di maltrattamenti in famiglia e di atti persecutori.

Il D.L. 28/2003, conv. in L. 88/2003, emanato per contrastare la violenza nel corso delle manifestazioni sportive, consente che la persona che compie atti di violenza (es. invasioni di campo, lancio di materiale pericoloso etc.), qualora sia identificabile attraverso riprese video-fotografiche, sia considerata in stato di flagranza, e possa quindi essere arrestata, fino a 48 ore dopo il fatto (cd. arresto differito), ove non sia stato possibile procedere immediatamente all’arresto per motivi di sicurezza o di incolumità pubblica. La legislazione ha efficacia sino al 30-6-2016.

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