Che significa? Assegno

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AssegnoMezzo di pagamento che viene rilasciato ed accettato in sostituzione della moneta legale.

Assegno bancario (d. ban.)

È un titolo di credito [vedi] che contiene l’ordine incondizionato, rivolto da una persona (traente) ad una banca (trattario), di pagare a vista una determinata somma di denaro all’ordine di un terzo, o dello stesso traente.

Il traente è obbligato, nei confronti del legittimo possessore dell’Assegno bancario, ad eseguire il pagamento nel caso che la banca trattaria lo rifiuti e lo stesso obbligo sussiste per tutti i successivi firmatari, nel caso di trasferimento del titolo mediante girata [vedi].

Trattasi, dunque, di uno strumento di pagamento che presuppone l’esistenza di un rapporto di valuta e di un rapporto di provvista. Il primo si identifica con il rapporto, sussistente tra il traente e il terzo, che dà causa all’emissione dell’ Assegno bancario. Il secondo è il rapporto esistente tra il traente e il trattario, in virtù del quale il primo ordina al secondo di pagare la somma indicata nell’ Assegno bancario al prenditore o ad un suo giratario. Questo rapporto nasce per il solo fatto che il traente ha a sua disposizione, in conto corrente, una somma che, in base ad una specifica convenzione con la banca, può utilizzare mediante Assegno bancario.

L’Assegno bancario può essere emesso «all’ordine» o «al portatore» e può circolare secondo le regole generali che disciplinano la circolazione dei titoli di credito. Queste regole sono oggi molto restrittive nei confronti degli assegni al portatore, per consentire la «tracciabilità» dei movimenti di denaro.

Il trasferimento dell’Assegno bancario all’ordine si attua normalmente mediante girata cui deve accompagnarsi la consegna del titolo; la possibilità di girata, però, può essere esclusa attraverso l’apposizione della clausola «non trasferibile», mentre la clausola «non all’ordine» rende l’Assegno bancario cedibile soltanto con le forme e con gli effetti della cessione ordinaria.

L’ Assegno bancario deve essere presentato all’incasso entro tempi molto brevi, pena la perdita dell’azione di regresso verso il traente e gli altri obbligati. Con il D.Lgs. 231/2007, recante la normativa antiriciclaggio, la clausola di «non trasferibilità» è divenuta obbligatoria per tutti gli assegni bancari (postali e circolari) di importo pari o superiore ai 1.000 euro.

 Assegno bancario libero della Banca d’Italia (d. banc.)

Titolo di credito [vedi] all’ordine emesso per conto della Banca d’Italia contro versamento del corrispondente valore in biglietti di banca o in valuta legale, a mezzo di corrispondenti autorizzati dalla stessa banca dopo la costituzione di idonea cauzione.

Il titolo è pagabile a vista presso qualsiasi filiale della Banca d’Italia. La forma è analoga a quella di un  Assegno bancario tratto sulla Banca d’Italia, mentre la funzione è quella dell’assegno circolare e del pagherò cambiario [vedi Cambiale].

Assegno bancario piazzato (d. banc.)

È un titolo di credito all’ordine che la Banca d’Italia consente ai propri corrispondenti di emettere, pagabile presso una determinata filiale dell’istituto, nei limiti della cauzione preventivamente versata. Si dice «piazzato» perché è pagabile presso una sola filiale (o piazza) della Banca d’Italia.

La caratteristica essenziale che distingue tale titolo dall’Assegno bancario comune è quella di essere redatto su un modulo a doppia matrice, una delle quali deve essere inviata dal corrispondente che emette l’assegno alla filiale dell’istituto cui esso è aggregato. La filiale, previo controllo della regolarità dell’emissione, appone un visto sulla matrice e la invia alla filiale sulla quale l’assegno è tratto. L’Assegno è pagabile solo quando a tale filiale sia pervenuta la matrice vistata.

 

Assegno circolare (d. banc.)

È un titolo di credito all’ordine, contenente una promessa diretta di pagamento e dotato di particolari requisiti di forma, emesso da una banca a ciò preposta dall’autorità competente, per somme che siano disponibili presso di essa al momento dell’emissione, e pagabile a vista presso tutti i recapiti comunque indicati dall’emittente.

L’Assegno  circolare deve essere presentato all’incasso entro 30 giorni dall’emissione, pena la perdita dell’azione di regresso. La Banca d’Italia autorizza, dunque, le banche alla emissione degli Assegni  circolari nonché di altri assegni ad essi assimilabili o equiparabili. Il provvedimento di autorizzazione è pubblicato nella Gazzetta Uffìciale della Repubblica italiana.

 Assegno del Presidente della Repubblica (d. pub.)

Per assicurare un tenore di vita adeguato alla dignità della carica che ricopre e una necessaria indipendenza economica a prescindere dai beni personali, al Presidente della Repubblica è riconosciuta, assieme a una dotazione patrimoniale [vedi], un  Assegno costituito da una indennità monetaria derivante dalla carica occupata simile allo stipendio che spetta a qualsiasi funzionario dello Stato.

Recentemente l’entità dell’assegno netto annuo (300 mila euro annui) è considerata come misura perequativa per calmierare gli stipendi degli alti funzionari pubblici o delle aziende a partecipazione pubblica.

Assegno di divorzio (d. civ.)

La disciplina della liquidazione dell’assegno di divorzio è prevista dall’art. 5 della legge 898/1970 in cui è detto che con la sentenza che pronuncia lo scioglimento del matrimonio, il giudice deve liquidare, in favore del coniuge che non ha mezzi adeguati un assegno periodico la cui entità deve essere quantificata in ragione delle condizioni dei coniugi, del contributo dato alla conduzione della famiglia ed alla formazione del patrimonio personale e familiare, nonché in ragione della durata del matrimonio.

L’assegno divorzile va tenuto distinto da quello di separazione: infatti quest’ultimo presuppone la persistenza del vincolo matrimoniale; il primo, invece, presuppone lo scioglimento del matrimonio, sicché nella sua quantificazione si deve tener conto di tale circostanza.

Assegno di invalidità (leg. soc.)

Prestazione economica di natura assistenziale erogata mensilmente agli invalidi civili affetti da una riduzione della capacità lavorativa pari almeno al 74%, che non svolgono attività di lavoro, e per il tempo in cui sussiste tale condizione.

Per avere diritto all’ Assegno i redditi dell’invalido devono risultare inferiori ad un certo limite. Inoltre, ai fini della concessione dell’Assegno, è previsto obbligatoriamente l’accertamento tecnico preventivo delle condizioni sanitarie legittimanti.

Assegno per i nuclei familiari con almeno tre figli minori (leg. soc.)

Prestazione economica di natura assistenziale erogata ai nuclei familiari con tre o più figli tutti con età inferiore ai 18 anni, che si trovino in condizioni economiche disagiate (il reddito deve essere inferiore a un certo limite). Tale beneficio è concesso dai Comuni ed è erogato dall’INPS. Viene corrisposto per tredici mensilità in misura intera o ridotta a seconda della situazione economica del nucleo familiare.

Assegno per il nucleo familiare (leg. soc.)

Introdotto in sostituzione degli assegni familiari, costituisce una prestazione economica spettante alla generalità dei lavoratori dipendenti e ai pensionati da lavoro dipendente (D.L. 69/988 conv. in L. 153/1988).

L’ Assegno è unico; l’importo varia in base alla composizione e al reddito del nucleo familiare.

Per il diritto all’ Assegno il reddito familiare non deve superare i limiti determinati e rivalutati ogni anno. Inoltre il reddito del nucleo familiare deve derivare, per almeno il 70%, da lavoro dipendente o da prestazione derivante da lavoro dipendente (ad es. indennità di disoccupazione, indennità di maternità, indennità di malattia etc).

Assegno postale (d. banc.)

Introdotto dal D.P.R. 14-3-2001, n. 144, è un titolo di credito all’ordine che presenta lo schema dell’assegno bancario, con la differenza di essere tratto su un conto corrente acceso presso le Poste Italiane s.p.a.

Un tipo particolare di  Assegno postale è quello «vidimato», la cui caratteristica consiste nel fatto che il traente che lo emette può anche non avere in corso un rapporto di conto corrente con le Poste: per permettere il pagamento al prenditore da parte del trattario, il traente deve far acquisire i fondi necessari alle Poste (mediante un versamento diretto o in altro modo) e con tale operazione viene apposta sull’assegno dal trattario la «vidimazione».

Assegno sociale (leg. soc.)

Prestazione economica di natura assistenziale erogata, in luogo della precedente pensione sociale, ai cittadini italiani anziani che si trovino in disagiate condizioni economiche (perché totalmente privi di reddito o comunque con redditi al di sotto del limite stabilito annualmente) (L. 335/1995).

L’ Assegno è erogato, dal 2013 e fino al 2015, al compimento dell’età di 65 anni e 3 mesi. Tale età è destinata ad aumentare per effetto del meccanismo di adeguamento dei requisiti pensionistici alle variazioni della speranza di vita. Dal 1°-1-2018 il requisito anagrafico è in ogni caso elevato a 66 anni.


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