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Assemblea dei condòmini

23 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 23 ottobre 2015



Assemblea dei condòmini (d. civ.)

L’ Assemblea dei condòmini  è l’organo deliberativo del condominio e in tale ruolo è chiamata a pronunciarsi su qualsiasi problema di interesse comune relativo al condominio.

L’art. 1135 c.c. (come modificato dalla L. 220/2012), individua una serie di competenze riservate all’assemblea. Compito principale dell’  Assemblea dei condòmini  è quello di gestire il condominio e di disciplinare il godimento delle cose comuni, provvedendovi sia con la disciplina generale contenuta nel regolamento condominiale, sia con le singole delibere assembleari.

L’Assemblea dei condòmini , inoltre:

—  conferma l’amministratore e definisce la sua eventuale retribuzione;

—  approva il preventivo delle spese e la relativa ripartizione tra i condòmini;

—  approva il rendiconto annuale e dispone un ordine all’impiego del residuo attivo della gestione;

—  provvede alle spese di manutenzione straordinaria e alle innovazioni, costituendo obbligatoriamente un fondo speciale di importo pari all’ammontare dei lavori; autorizza l’amministratore a partecipare a progetti di riqualificazione.

L’elencazione contenuta nel codice civile ha carattere meramente esemplificativo, perché in realtà l’Assemblea dei condòmini  può adottare qualsiasi provvedimento anche non previsto dalla legge o dal regolamento: l’unico limite è che l’oggetto della delibera non sia una questione che riguardi le proprietà esclusive dei condòmini.

L’ Assemblea dei condòmini  viene convocata annualmente, in via ordinaria, per l’approvazione del bilancio preventivo e del rendiconto consuntivo.

L’amministratore, altresì, può procedere alla convocazione dell’ Assemblea dei condòmini , in via straordinaria, quando lo ritenga necessario o quando ne è fatta richiesta da almeno due condòmini che rappresentano un sesto del valore dell’edificio. Decorsi inutilmente dieci giorni dalla richiesta, i detti condòmini possono provvedere direttamente alla convocazione.

Se manca l’amministratore, l’Assemblea dei condòmini , tanto ordinaria quanto straordinaria, può essere convocata ad iniziativa di ciascun condòmino. L’ Assemblea dei condòmini  può, infine, essere convocata da un curatore speciale, la cui nomina può essere richiesta da chi intende iniziare o proseguire una lite contro i partecipanti al condominio, allorché manchi l’amministratore.

L’art. 1136 c.c. impone un duplice quorum:

—  un quorum costitutivo, riferito al numero minimo di condòmini che devono partecipare alla riunione;

—  un quorum deliberativo relativo al numero minimo dei presenti che devono concorrere a formare la volontà dell’ Assemblea dei condòmini condominiale.

Con la modifica introdotta dalla legge di riforma del condominio (L. 220/2012), è previsto che l’Assemblea dei condòmini in prima convocazione è regolarmente costituita con l’intervento di tanti condòmini che rappresentano i due terzi del valore dell’intero edificio e la maggioranza dei partecipanti al condominio (quorum costitutivo). Per l’approvazione delle delibere è necessario un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio (quorum deliberativo).

L’ Assemblea dei condòmini  non può deliberare se non sono stati invitati alla riunione tutti i condòmini: sono ritenute invalide le delibere adottate dall’ Assemblea dei condòmini  senza che uno o più condòmini siano stati invitati a partecipare, ancorché il loro voto di costui o di costoro non avrebbe avuto rilevanza per il raggiungimento della maggioranza.

Condizione necessaria per poter partecipare all’ Assemblea dei condòmini  è essere condomino, e, cioè, essere proprietario di una o più unità immobiliari dell’edificio.

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