Che significa? | Termini giuridici

Astensione

23 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 23 ottobre 2015



Astensione (d. p. civ.) (d. p. pen.)

L’Astensione è un istituto volto da un lato ad assicurare allo stesso giudice la serenità e l’autorità necessaria per l’esercizio delle sue funzioni e, dall’altro, a garantire i cittadini in ordine alla posizione di assoluta estraneità ed imparzialità del giudice rispetto alle parti in causa (nemo iudex in re sua).

L’art. 51 c.p.c. stabilisce che il giudice ha l’obbligo di astenersi in determinati casi (ad es.: se ha interesse nella causa; se egli stesso o la moglie è parente di una delle parti o di alcuno dei difensori; se egli stesso o la moglie ha causa pendente o grave inimicizia con una delle parti o alcuno dei suoi difensori etc.).

Diversamente da queste ipotesi in cui l’ Astensione  è obbligatoria, l’art. 51 prevede anche l’ Astensione  facoltativa, dettata per lo più da gravi ragioni di opportunità. In questi casi il giudice può richiedere al capo dell’ufficio l’autorizzazione ad astenersi; quando l’  Astensione  riguarda il capo dell’ufficio, l’autorizzazione è chiesta al capo dell’ufficio superiore.

I casi di Astensione obbligatoria sono tassativi e non sono, quindi, suscettibili di interpretazione analogica.

Allo scopo di garantire ai cittadini l’assoluta estraneità ed imparzialità del giudice rispetto alle parti in causa, l’art. 52 c.p.c. dispone che nei casi in cui l’Astensione  è obbligatoria, ciascuna delle parti può proporre la ricusazione del giudice o di uno dei giudici componenti il collegio [vedi].

Astensione  nel processo penale 

[vedi Ricusazione].


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