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Autonomie locali

23 Ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 23 Ottobre 2015



Autonomie locali (d. cost.) (d. enti loc.): Enti autonomi cui lo Stato riconosce il diritto e la capacità effettiva di regolamentare ed amministrare a favore delle rispettive comunità una parte sempre più significativa degli affari pubblici.

La Costituzione repubblicana, all’art. 5, dopo aver ribadito l’unità e indivisibilità della Repubblica, accoglie il principio del decentramento dei poteri riconoscendo e promuovendo le Autonomie locali .

L’ordinamento della Repubblica, invero, si caratterizza non solo per essere un sistema regionale, ma anche per la presenza di altri enti territoriali autonomi.

La L. cost. 18-10-2001, n. 3, modificando il Titolo V, Parte II della Costituzione, ha delineato un nuovo assetto istituzionale ancor più orientato al sistema autonomistico.

L’art. 114 Cost., interamente riscritto dalla riforma del 2001, individua quali enti necessari al fine di configurare la Repubblica, oltre allo Stato e alle Regioni, anche i Comuni [vedi], le Province [vedi] e le Città metropolitane [vedi], enti posti su un piano istituzionale paritario e dotati di propri statuti, poteri e funzioni da svolgere nel rispetto dei principi fissati dalla stessa Carta costituzionale.

La principale fonte normativa che disciplina attualmente le  Autonomie locali a livello primario è il D.Lgs. 18-8-2000, n. 267, T.U. degli enti locali (TUEL), che ha raccolto e coordinato tutta l’opera di decentramento delle funzioni e di potenziamento delle amministrazioni locali avanzata dal legislatore nel decennio precedente alla sua emanazione.

All’art. 2 il TUEL delimita il suo stesso ambito di applicazione affermando che per enti locali esso intende: i Comuni, le Province, le Città metropolitane, le Comunità montane [vedi], le Comunità isolane o dell’arcipelago [vedi] e le Unioni di Comuni [vedi].

Da ultimo, grazie alla L. 7-4-2014, n. 56 (cd. legge Delrio), recante«Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle Unioni e fusioni di Comuni», stiamo assistendo ad una nuova riforma dell’ordinamento degli enti locali a livello di normativa ordinaria.

Invero, nell’ottica della razionalizzazione delle istituzioni locali e del perseguimento di una maggiore efficienza nell’esercizio decentrato delle funzioni, la suddetta legge ha avviato una parziale riforma del sistema degli enti locali incentrata sulla riorganizzazione delle Province, l’istituzione delle Città metropolitane e la promozione delle forme associative, quali le Unioni di Comuni.


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