Che significa? | Termini giuridici

Autore

23 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 23 ottobre 2015



Autore

diritto di  Autore (d. civ.)

Attraverso il diritto di Autore, la legge tutela quelle opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla scienza, alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione (art. 2575 c.c.). Rientrano tra le opere di ingegno di carattere creativo anche i programmi per elaboratore (art. 2, n. 8), L. 633/1941) e le banche dati che, per la scelta o la disposizione del materiale, costituiscono creazione intellettuale dell’autore (art. 1, co. 2, L. 633/1941).

Esso ha un duplice contenuto:

—  morale, riguardante la paternità dell’opera, che comprende il diritto di farsi riconoscere autore dell’opera, il diritto di inedito, il diritto di modificare l’opera e di mantenere l’anonimato;

—  patrimoniale, riguardante l’utilizzazione esclusiva dell’opera; tale diritto è riconosciuto per tutta la vita e per 70 anni successivi alla morte, a favore degli eredi [vedi Copyright]. La tutela del diritto di  Autore è stata, infatti, portata a 70 anni dai precedenti 50 per effetto della legge Comunitaria per l’art. 199, co. 4 (L. 52/1996) in ossequio a quanto disposto dalla direttiva comunitaria n. 93/1998. Il D.Lgs. 154/1997 ha stabilito, tra l’altro, che per le opere divulgate per la prima volta oltre tale termine, inizia a decorrere un nuovo periodo di tutela, della durata di venticinque anni, a far data da tale prima pubblicazione postuma, in favore di chi abbia proceduto lecitamente alla divulgazione di essa.

Mentre il diritto di Autore morale è imprescrittibile ed inalienabile, quello patrimoniale si prescrive ed è trasmissibile mediante contratto di edizione [vedi Edizione (Contratto di)]. La L. 633/1941 contiene una approfondita regolamentazione del diritto di Autore e di altri diritti connessi al suo esercizio. Essa prevede anche sanzioni penali a tutela del diritto di Autore.

Autore mediato (d. pen.)

Tale è chi strumentalizza, per il compimento del reato, un soggetto non imputabile, non colpevole o comunque non punibile, servendosene come mezzo per il materiale compimento del reato.

La teoria dell’Autore venne elaborata dalla dottrina tedesca nell’ambito dello studio del concorso di persone nel reato, allo scopo di affermare la colpevolezza di chi concorre nella commissione di un reato assieme ad un soggetto non imputabile, non colpevole o non punibile nei casi in cui il soggetto capace non si rendeva artefice del reato. Di qui la necessità del ricorso alla teoria dell’Autore  per ritenere responsabile il soggetto che istiga o determina a commettere materialmente un reato un soggetto non punibile, non imputabile o non colpevole.

In base a tale teoria sarebbe da escludere il concorso di persone nei casi di determinazione al reato di persona non imputabile o non punibile (art. 111), di reato commesso per errore determinato dall’altrui inganno (art. 48), di costringimento fisico a commettere un reato (art. 46) di determinazione dell’altrui incapacità allo scopo di commettere un reato (art. 86) e di costringimento psichico a commettere un reato (art. 56 u.c.).

A sostegno di tale tesi si è affermato che, in tali ipotesi, l’agente difetta della volontà di cooperare nel reato (volontà indispensabile per la configurabilità del concorso di persone).

La figura dell’Autore  e la correlativa teoria non risultano più attuali, ammettendosi oggi concordemente l’ammissibilità di una responsabilità a titolo di concorso anche nei casi in cui il reato è materialmente commesso da un soggetto non imputabile, non colpevole o non punibile.

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