Che significa? Autorizzazione

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Autorizzazione

Autorizzazione nel diritto amministrativo 

L’ Autorizzazione è quel provvedimento mediante il quale la P.A., nell’esercizio di un’attività discrezionale in funzione preventiva (e normalmente ad istanza dell’interessato), provvede alla rimozione di un limite legale che si frappone all’esercizio di un’attività inerente ad un diritto soggettivo o ad una potestà pubblica.

Essa, quindi, presenta carattere ampliativo e non attributivo ex novo, di una situazione giuridica, postulando la preesistenza di un diritto soggettivo o di una potestà pubblica.

Le  Autorizzazioni possono essere:

—  espresse, cioè rilasciate con provvedimento ad hoc, o tacite, laddove la volontà autorizzatoria della P.A. sia ricavata dal suo silenzio a seguito dell’istanza;

—  modali e non modali a seconda che il contenuto predisposto dalla legge sia suscettibile o meno di limitazione;

—  personali e reali a seconda del fatto che l’accertamento della P.A. ai fini del rilascio dell’ Autorizzazione verta rispettivamente sui requisiti inerenti la persona del soggetto autorizzato ovvero una res.

Figure analoghe all’ Autorizzazionesono l’abilitazione, l’approvazione, il nulla-osta e la registrazione, la dispensa e la licenza.

La mancanza di Autorizzazione  rende l’atto nullo.

Autorizzazione a procedere (d. p. pen.)

Costituisce una condizione di promovibilità dell’azione penale e di proseguibilità della stessa nel senso che, a seconda dei casi, l’Autorizzazione può intervenire per rimuovere l’ostacolo iniziale o quello sopravvenuto all’esercizio della pretesa punitiva.

L’Autorizzazione costituisce una dichiarazione di volontà di una pubblica autorità (politica o amministrativa) diretta a consentire l’esercizio del magistero punitivo in considerazione della natura del reato (cd.  Autorizzazione oggettiva) o della qualità del soggetto (cd.  Autorizzazione subiettiva, intuitu personae).

Così, per i reati contro la personalità dello Stato, per quelli di vilipendio alle Assemblee legislative, all’Ordine giudiziario e alle Forze armate o alla Corte costituzionale occorre l’ Autorizzazione (intuitus delicti).

Per i reati comuni commessi da soggetti che rivestono particolari cariche (es.: membri del Parlamento, giudici della Corte costituzionale), l’ Autorizzazione è variamente regolata.

L’art. 68 Cost. è stato riformulato dalla L. Cost. 3/1993 che ha limitato la necessità dell’ Autorizzazione ad alcuni specifici atti processuali (perquisizione, arresto, intercettazione, sequestro di corrispondenza).

Al di fuori di tali atti, non è più necessaria alcuna Autorizzazione . Permangono, invece, le prerogative riconosciute ai giudici costituzionali dalla L. cost. 1/48.

Attesa la natura dell’Autorizzazione , questa, se concessa, non può essere revocata (art. 343, co. 5 c.p.p.). Nei casi di previsione intuitu personae, la necessità dell’Autorizzazione  può insorgere dopo l’inizio dell’azione penale, allorché l’imputato solo successivamente ad essa acquisisce la particolare qualità personale. In tale ipotesi, il processo va subito sospeso [vedi Sospensione del processo] e la sua sorte dipenderà dalla sopravvenienza o meno dell’Autorizzazione.

L’ Autorizzazione deve essere chiesta dal P.M. alla competente Autorità entro 30 giorni dalla notitia criminis. Nell’attesa della eventuale concessione dell’autorizzazione, non possono essere effettuati il fermo di Polizia Giudiziaria, l’emissione di misure cautelari, le perquisizioni, le ispezioni, le ricognizioni, le individuazioni, i confronti, le intercettazioni telefoniche.


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