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Beneficenza

13 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 13 ottobre 2015



Beneficenza (d. civ.) (d. amm.): Corresponsione in denaro o altri beni in favore di soggetti bisognosi per fini di liberalità.

Può essere:

—  pubblica: i compiti in materia sono stati demandati alle Regioni;

—  privata: se effettuata da benefattori nella veste di privati cittadini.

Per favorire tale ultima forma di liberalità sono previste deduzioni dai redditi, purché documentate, nei seguenti casi:

—  contributi per i paesi in via di sviluppo, purché effettuati in favore di organizzazioni non governative [vedi O.I.N.G.], riconosciute idonee dal Ministero degli esteri, per un importo non superiore al 2% del reddito complessivo;

—  erogazioni liberali.

Può essere, inoltre, considerata una impropria forma di beneficenza la facoltà accordata ai contribuenti di devolvere l’8 per mille dell’imposta annualmente dovuta in favore dello Stato ovvero della Chiesa Cattolica o di altre confessioni religiose nonché la facoltà di devolvere il 5‰ a favore di enti ed associazioni che operano nel campo del sociale e nel campo della ricerca scientifica e sanitaria.

Beneficenza pubblica (d. amm.): Secondo la nozione fornita dall’art. 22 D.Lgs. 616/1977, rientrano nel concetto di beneficienza «tutte le attività che attengono, nel quadro della sicurezza sociale, alla predisposizione di servizi, gratuiti o a pagamento, o di prestazioni economiche, sia in danaro che in natura, a favore dei singoli o di gruppi, qualunque sia il titolo in base al quale sono individuati i destinatari, anche quando si tratti di forme di assistenza a categorie determinate».

Il D.Lgs. 112/1998, in materia di conferimento di funzioni alle autonomie territoriali, ha fornito una nuova definizione della beneficienza inquadrandola nei servizi sociali, vale a dire «tutte quelle attività relative alla predisposizione di erogazione di servizi, gratuiti ed a pagamento, o di prestazioni economiche destinate a rimuovere e superare le situazioni di bisogno e di difficoltà che la persona umana incontra nel corso della sua vita» (art. 128).

La L. 328/2000 prevede accanto ai tradizionali sussidi economici, forme di intervento miranti ad aiutare nel concreto i soggetti maggiormente bisognosi, che sono:

—  progetti individuali per persone disabili;

—  assistenza domiciliare per le persone anziane non autosufficienti;

—  valorizzazione e sostegno delle responsabilità familiari;

—  assistenza ai lavoratori emigrati e stranieri;

—  prestazioni assistenziali in favore dei nuclei familiari con almeno tre figli minori;

—  prestazioni assistenziali in favore della maternità.

Per effetto della legge costituzionale n. 3/2001, che ha ridisegnato l’assetto istituzionale della Repubblica, orientandolo ad un sistema maggiormente autonomistico, la materia della beneficienza pubblica è stata sottratta alla potestà legislativa concorrente di Stato e Regioni e interamente demandata alla legislazione regionale.

Con D.Lgs. 207/2001 si è disposto il riordino delle istituzioni dedicate alla beneficenza e all’assistenza pubblica, siano esse aziende di servizi o persone giuridiche di diritto privato [vedi IPAB].

 

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