Che significa? Berlusconismo

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Berlusconismo (sc. pol.): Fenomeno collegato all’ascesa del noto leader politico Silvio Berlusconi, che ha trasfuso l’ottimismo imprenditoriale in ambito sociale e che presenta mille e variegate sfaccettature nella vita e nel costume politico degli ultimi venti anni.

È uno stile che ha miscelato «cultura della ricchezza» con «spregiudicatezza» nella politica, nella scienza, nel costume e nel diritto.

L’atteggiamento liberale e liberista del berlusconismo, che fomenta un viscerale «anticomunismo» (in un momento in cui tale «pericolo» è passato), è legato a un atteggiamento «antipolitico» di facciata e si coniuga a un «populismo» di basso profilo (ad es. si afferma genericamente di diminuire il carico fiscale senza specificare dove reperire le coperture finanziarie).

I pilastri del berlusconismo sono:

—  la videocrazia [vedi], ossia la presenza forte e costante del leader nei media (soprattutto quelli di proprietà) al fine di «convertire» diverse generazioni anche con un pizzico di patriottismo (si pensi al nome dato al partito «Forza Italia»);

—  la sondocrazia [vedi], ossia il ricorso ai sondaggi in modo sistematico al fine di reperire gli spunti per la sua azione politica;

—  il rapporto diretto con le masse, che facendo leva su un linguaggio semplice, instaura una relazione diretta con gli elettori, facendo anche tesoro delle pregresse esperienze nell’efficacia comunicativa del suo leader;

—  l’atteggiamento vittimistico, che trasforma i giudici in «cinici persecutori», animati dall’odio e dall’invidia dei suoi avversari politici.

Contro il berlusconismo si sono sollevate da più parti aspre critiche che gradatamente sono riuscite ad arginare tale fenomeno. Infatti, a seguito degli eventi politici del 2014 (scissione con la Nuova destra e i risultati delle elezioni politiche del 25-5-2014) il berlusconismo è stato fortemente ridimensionato.

Successivamente, con la nascita di governi delle larghe intese, Berlusconi, seppur privato dell’agibilità politica [vedi] in conseguenza della condanna penale definitiva riportata per frode fiscale [vedi] nel 2013, è ritornato sulla scena politica nazionale sostenendo i governi Letta e Renzi e addirittura le scelte in materia di revisione della Costituzione e del sistema elettorale [vedi Sistemi elettorali] a seguito dell’accordo cd. del «Nazareno», stretto il leader del PD Matteo Renzi.


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