Dizionario | Termini giuridici

Brevetto

14 Ottobre 2015 | Autore:
dizionario giuridico

Brevetto (d. comm.): Col termine brevetto si indica il documento con cui un’autorità a ciò preposta, generalmente un organo amministrativo nazionale, riconosce all’inventore la facoltà di sfruttare in modo esclusivo, su tutto il territorio dello Stato e per un determinato periodo di tempo, l’invenzione industriale [vedi] da lui realizzata.

Lo sfruttamento esclusivo è subordinato ai seguenti requisiti di validità dell’invenzione:

—  novità: l’invenzione non deve essere compresa nel patrimonio tecnologico preesistente;

—  originalità: l’invenzione deve essere il frutto di un’attività inventiva, cioè non essere ricavabile dagli elementi che costituiscono lo stato della tecnica, neanche attraverso una ricostruzione di elementi frammentari;

—  industrialità: l’invenzione deve essere suscettibile di utilizzo pratico da parte di qualsiasi tipo d’industria anche agricola;

—  liceità: non si possono brevettare le invenzioni la cui attuazione sarebbe contraria all’ordine pubblico o al buon costume, né i metodi per il trattamento chirurgico, terapeutico e diagnostico del corpo umano o animale (tali metodi, infatti, devono essere accessibili a tutti).

Il brevetto è concesso dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.

Il D.M. 33/2010 (Regolamento di attuazione del Codice della proprietà industriale) ha semplificato le procedure relative alle domande nazionali di brevetto.

La disciplina del brevetto è stata quella su cui ha inciso maggiormente la revisione del Codice della proprietà industriale, attuata con D.Lgs. 131/2010, volto ad armonizzare la normativa nazionale in materia di proprietà intellettuale con quella europea e internazionale (tra cui la Convenzione sul Brevetto europeo), nonché a semplificare le procedure di brevettazione e di registrazione, riducendo gli adempimenti amministrativi necessari.

Il brevetto dell’invenzione attribuisce al titolare il diritto esclusivo al suo sfruttamento economico e alla sua commercializzazione. Tuttavia:

—  è concesso, entro determinati limiti, l’utilizzo dell’invenzione da parte di chi ne abbia fatto uso nella propria azienda nei dodici mesi anteriori alla domanda di brevettazione (cd. diritto di preuso);

—  non si può inibire la circolazione del bene brevettato una volta messo in commercio (cd. principio dell’esaurimento).

Il diritto di brevetto spetta all’autore dell’invenzione ed ai suoi aventi causa; è trasferibile ed espropriabile per pubblica utilità. Lo sfruttamento dura 20 anni dalla data di deposito della domanda di brevetto.

Accanto al brevetto per invenzione, è previsto un brevetto per modelli di utilità [vedi] e per modelli e disegni [vedi] della durata, rispettivamente, di 10 e di 5 anni dalla data di presentazione della domanda.



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