Che significa? | Termini giuridici

Buon vicinato

14 Ottobre 2015 | Autore:
dizionario giuridico

Buon vicinato [rapporti di] (d. civ.): Limiti legali al diritto di proprietà, stabiliti dal legislatore per risolvere preventivamente i conflitti che possono insorgere tra proprietari di fondi limitrofi, basati su presupposti di convenienza e sviluppo, all’insegna della reciprocità.

Il carattere della reciprocità distingue i rapporti di buon vicinato dalle servitù prediali [vedi], che presentano sempre uno squilibrio, attribuendo un vantaggio ad una parte ed un correlativo svantaggio all’altra.

Tali limiti presentano alcune caratteristiche:

—  sorgono automaticamente, insieme al diritto di proprietà cui accedono;

—  sono imprescrittibili;

—  sono reciproci e, quindi, senza corrispettivo;

—  sono tutelabili con l’azione negatoria [vedi Negatoria (Azione)].

Nel complesso di norme che regolano i rapporti di buon vicinato, distinguiamo:

—  norme in materia di distanze [vedi] nelle costruzioni, piantagioni e scavi dei muri, fossi e siepi interposte fra i fondi (artt. 873-899 c.c.);

—  norme in materia di luci e vedute [vedi] (artt. 900-907 c.c.);

—  norme in materia di stillicidio, cioè a dire scarico di acque piovane (art. 908 c.c.);

—  norme in materia di acque private (artt. 909-921 c.c.).

n Da sempre i rapporti tra proprietari vicini sono stati conflittuali: i Romani dicevano vicinitas est mater discordiarum, la vicinanza è la madre di tutte le discordie. Per questo motivo il codice disciplina in dettaglio la materia dei rapporti di vicinato



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