Che significa? | Termini giuridici

C.E.D.U.

14 Ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 Ottobre 2015



C.E.D.U. [convenzione europea dei diritti dell’uomo] (d. int.): Accordo promosso dal Consiglio d’Europa [vedi], firmato a Roma il 4 novembre 1950 ed entrato in vigore il 3 settembre 1953 (l’Italia ha proceduto alla ratifica non L. 4 agosto 1955, n. 848); ad essa si aggiungono 14 Protocolli che ne hanno modificato e ampliato il contenuto.

Le sue norme richiamano quelle di cui alla Dichiarazione Universale dei Diritto dell’Uomo del 1948 (citata, peraltro, nel Preambolo), ma se ne differenziano perché vincolanti dal punto di vista giuridico: quanto appena detto fa della CEDU lo strumento di protezione dei diritti civili e politici più efficace e cogente nel panorama mondiale.

La Convenzione, infatti, offre non solo agli Stati, ma soprattutto agli individui, la possibilità di presentare ricorso ad un’istanza sovranazionale (la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) per denunciare la violazione di uno o più diritti in essa sanciti, e di ottenere un eventuale risarcimento da parte dello Stato citato in giudizio qualora si accerti la sua responsabilità.

Il testo si divide in tre parti:

—  una «contenutistica» (Titolo I, artt. 1-18), che definisce i diritti tutelati;

—  una «procedurale» (Titolo II, artt. 19-51), relativa alla composizione e al funzionamento della Corte, nonché al meccanismo di esame dei ricorsi;

—  una terza parte, infine (Titolo III, artt. 52-59), che raccoglie disposizioni di varia natura in materia di applicazione territoriale della Convenzione, apposizione di riserve e denuncia del testo.


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