Che significa? | Termini giuridici

Camera di consiglio

12 Ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 12 Ottobre 2015



Camera di consiglio (d. proc.)

La Camera di consiglio è il luogo dove materialmente il giudice si ritira, o si riunisce (se è un giudice collegiale [vedi Collegio]), per decidere.

L’espressione procedimenti assume particolare significato nel processo civile, nel processo penale e nel processo amministrativo, ferma restando la caratteristica di consistere in procedimenti che non si svolgono in udienza pubblica [vedi Procedimenti in camera di consiglio].

La camera di consiglio è sia il luogo materiale in cui il giudice si ritira per la decisione della causa (nel quale non sono ammesse né le parti né il pubblico), sia una modalità particolare (procedimento in camera di consiglio) con cui si procede alla trattazione e alla decisione della causa

Camera di consiglio nel processo civile

Negli artt. 737-742bis c.p.c., il legislatore non disciplina un particolare procedimento speciale, ma detta norme comuni a procedimenti in camera di consiglio.

Il procedimento delineato dagli artt. 737-742bis c.p.c. presenta alcune particolarità:

—  la domanda si propone con ricorso al giudice (art. 7371 c.p.c.);

—  il procedimento sfocia di regola in un decreto motivato, modificabile, revocabile ed inidoneo a passare in giudicato. Talora la legge prevede che il procedimento si concluda con sentenza (artt. 724 e 729 c.p.c., per la dichiarazione di assenza o di morte presunta): l’incontrovertibilità è comunque attenuata dal principio rebus sic stantibus;

—  la revoca o la modifica del decreto non ledono i diritti acquistati in buona fede dai terzi (art. 742 c.p.c.);

—  il decreto è reclamabile al giudice immediatamente superiore, che decide sempre in (—), sia dalle parti che dal P.M. [vedi], nel termine perentorio di dieci giorni dalla comunicazione del decreto altrimenti acquista efficacia.

Tra i procedimenti in camera di consiglio, vanno ricordati: la separazione personale consensuale; lo scioglimento del matrimonio su domanda congiunta dei coniugi [vedi Separazione dei coniugi]; l’interdizione e l’inabilitazione; la dichiarazione di assenza o di morte presunta; i provvedimenti di apertura della successione; l’apposizione o rimozione di sigilli; la formazione di inventario.

Camera di consiglio nel processo penale

Il codice vigente disciplina (art. 127 c.p.p.) i modi in cui si deve procedere in camera di consiglio.

Tra i casi più importanti, ricordiamo: la risoluzione dei conflitti di competenza e di giurisdizione da parte della Corte di Cassazione; la decisione sulla dichiarazione di ricusazione; la correzione di errori materiali; la decisione sul riesame di una misura coercitiva o di una misura cautelare reale; la decisione di mancato accoglimento della richiesta di archiviazione; l’udienza di convalida.

La procedura prevede che all’udienza (non pubblica) partecipino sia i difensori delle parti private che il P.M., con piena realizzazione del contraddittorio; è previsto anche l’intervento personale delle altre persone interessate.

Particolarmente tutelato è il diritto dell’imputato a comparire personalmente: il legislatore prevede, infatti, che l’udienza sia rinviata se sussiste un legittimo impedimento dell’imputato o del condannato che ha chiesto di essere sentito personalmente, e che non sia detenuto od internato in luogo diverso da quello in cui ha sede il giudice (per il qual caso, è prevista l’audizione dell’interessato da parte del magistrato di sorveglianza del luogo).

Il giudice decide con ordinanza ricorribile in Cassazione; l’ordinanza è immediatamente eseguibile (nonostante l’eventuale proposizione del ricorso in Cassazione), a meno che il giudice che l’ha emessa non abbia disposto diversamente con decreto motivato.


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