Che significa? Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea

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Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (d. UE): Documento costituzionale proclamato nel corso del Consiglio europeo di Nizza del 20 dicembre 2000. Tale versione è stata modificata e nuovamente proclamata il 12 dicembre 2007 a Strasburgo.

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea raccoglie in un testo organico tutti i diritti civili, politici, economici e sociali quali risultano dalle tradizioni costituzionali degli Stati membri, dai trattati istitutivi, dalla Convenzione europea per i diritti umani (CEDU), dalla Carta sociale europea e dalla Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori, nonché dalla giurisprudenza della Corte di giustizia e della Corte dei diritti umani di Strasburgo.

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea ha rappresentato un passo decisivo verso l’affermazione dell’autonomia costituzionale dell’Unione dal momento che la materia della tutela dei diritti umani in ambito europeo, basata in precedenza su rinvii e citazioni a fonti giuridiche esterne all’ordinamento dell’Unione, è stata finalmente disciplinata da un testo organico elaborato con un procedimento interno dell’Unione.

La Carta suddivide i diritti in 6 categorie di valori: «dignità» (artt. 1-5), «libertà» (artt. 6-19), «uguaglianza» (artt. 20-26), «solidarietà» (artt. 27-38), «cittadinanza» (artt. 39-46), «giustizia» (artt. 47-50).

Nella Carta i diritti dell’uomo si presentano come indivisibili e, accanto ai «tradizionali» diritti civili e politici, uno spazio significativo è riservato anche ai principali diritti economici e sociali e ai diritti di terza generazione (diritto all’ambiente, diritto dei consumatori etc.) e ad alcuni nuovi diritti che non erano ancora stati esplicitamente inclusi in maniera formale in testi di tutela di diritti umani (protezione dei dati personali, principi di bioetica, etc.).

Con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona [vedi], la Carta ha assunto valore giuridico vincolante: benché non sia stata incorporata nei nuovi trattati e resti, dunque, un testo separato, l’art. 6 TUE fa esplicito riferimento ad essa attribuendole «lo stesso valore giuridico dei trattati».


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