Che significa? | Termini giuridici

Cartella

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Cartella

Cartella clinica (d. sanit.) n

Documento che incorpora elementi di carattere clinico (per le parti compilate dal medico), di carattere terapeutico (per le parti compilate dall’infermiere) e di carattere amministrativo-gestionale.

La cartella clinica rappresenta lo «strumento informativo individuale finalizzato a rilevare tutte le informazioni anagrafiche e cliniche rilevanti che riguardano un singolo ricovero ospedaliero di un paziente» (D.M. 380/2000) dal momento dell’accettazione a quello della dimissione.

Una cartella clinica compilata correttamante raccoglie in ordine cronologico:

—  i dati anagrafici, anamnesici, clinico-assistenziali, diagnostici e terapeutici;

—  le prescrizioni ed ogni altra notizia ritenuta rilevante per la salute del paziente.

Ogni intervento diagnostico e terapeutico invasivo o rischioso deve essere accompagnato da apposito consenso informato [vedi] del paziente. Nella cartella clinica inoltre vengono allegati/trascritti tutti i risultati degli accertamenti specialistici effettuati durante la degenza.

Dal punto di vista della natura giuridica, la cartella clinica è un atto pubblico; l’apposizione della firma da parte del primario, infatti, in qualità di pubblico ufficiale, unico responsabile della redazione e della custodia della cartella clinica, ne consacra la pubblica fede e la eleva ad atto pubblico.

Il D.L. 5/2012 (cd. decreto semplificazioni) conv. in L. 35/2012, ha stabilito che nei piani di sanità nazionali e regionali si deve privilegiare la gestione elettronica delle pratiche cliniche atraverso l’utilizzo della cartella clinica elettronica.

Cartella di pagamento [o esattoriale] (d. trib.)

Avviso, predisposto dall’agente della riscossione, che contiene l’intimazione ad adempiere – entro 60 giorni – l’obbligo tributario, pena l’esecuzione forzata (artt. 25 e 26 D.P.R. 29-9-1973, n. 602).

Essa deve indicare sicuramente le motivazioni ossia i presupposrti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato le decisioni dell’amministrazione nonché il responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo.

Decorso inutilmente il termine di 60 giorni, l’agente della riscossione può procedere all’espropriazione forzata, salvo che non sia stata richiesta la rateazione del pagamento.

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