Che significa? | Termini giuridici

Casa

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Casa

Casa a rifiuti zero (d. civ.) (d. amb.)

La casa a rifiuti zero è quella in cui si rivolge particolare attenzione alla tematica dei rifiuti, tenendo comportamenti ecologicamente corretti: ridurre la produzione dei rifiuti, infatti, significa diminuirne la quantità e la pericolosità mediante attività quali il riuso, il riciclo, il recupero energetico, la riduzione dei consumi e la raccolta differenziata.

Negli ultimi anni le tecniche di trattamento e smaltimento si sono affinate e prevedono diverse destinazioni.

In passato ci si orientava soprattutto verso soluzioni come la discarica o l’inceneritore, oggi si tende a privilegiare sistemi di recupero e riciclaggio attraverso selezioni differenziate dei vari materiali. Per tale motivo è in atto la raccolta differenziata della spazzatura in sacchi diversi o in apposite campane, per evitare di separare i rifiuti successivamente con processi complessi e costosi.

Casa di cura e di custodia [assegnazione ad una] (d. pen.)

È una misura di sicurezza personale detentiva (artt. 219-221 c.p.). È stabilita per i condannati per delitto non colposo ad una pena diminuita a causa dell’infermità psichica o della cronica intossicazione derivante da alcool o da sostanze stupefacenti, ovvero da sordomutismo.

Possono esservi sottoposti anche i soggetti condannati alla reclusione per i delitti commessi in stato di ubriachezza, qualora questa sia abituale o per delitti commessi sotto l’azione di sostanze stupefacenti all’uso delle quali siano dediti i rei.

L’ordine di ricovero è eseguito dopo che la pena restrittiva della libertà personale sia stata scontata o sia altrimenti estinta. La Corte cost., con due pronunce, sentt. n. 249/1983, n. 1102/1988, ha stabilito che l’applicazione di tale misura è subordinata all’accertamento, al momento dell’esecuzione, della persistente pericolosità sociale del condannato.

Casa familiare (d. civ.)

È la casa in cui è fissata la residenza della famiglia e rileva soprattuto in tema di separazione e scioglimento del matrimonio.

Ai sensi dell’art. 337 sexies c.c., introdotto dal D.Lgs. 154/2013 (attuativo della riforma della filiazione), recependo la disciplina dell’abrogato art. 155quater, nell’ambito dell’istituto dell’affidamento condiviso dei figli [vedi], il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli.

Qualora la casa coniugale sia di proprietà di entrambi i coniugi, manchino figli minori o figli maggiorenni non autosufficienti conviventi dei quali debba valutarsi l’interesse ed entrambi i coniugi rivendichino il diritto al godimento esclusivo della casa, il giudice, nell’esercizio del suo potere discrezionale, può privilegiare il coniuge privo di adeguati redditi propri.

Del vantaggio conseguente al godimento della casa familiare il giudice tiene conto in sede di regolamentazione dei rapporti patrimoniali tra i coniugi.

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