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Cassazione [ricorso per]

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Cassazione [ricorso per]

Ricorso per cassazione nel processo civile

Mezzo di impugnazione (disciplinato dagli artt. 360 ss. c.p.c.) esperibile per motivi di legittimità contro le sentenze pronunciate in grado d’appello o in unico grado:

—  per motivi attinenti alla giurisdizione;

—  per violazione delle norme sulla competenza, quando non è prescritto il regolamento di competenza;

—  per violazione o falsa applicazione di norme di diritto e dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro;

—  per nullità della sentenza o del procedimento;

—  per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio.

Può inoltre essere impugnata con ricorso per Cassazione una sentenza appellabile del tribunale, se le parti sono d’accordo per omettere l’appello; ma in tale caso l’impugnazione può proporsi soltanto per violazione o falsa applicazione di norme di diritto e dei contratti e accordi collettivi nazionali di lavoro.

Inoltre possono essere denunciati in ogni tempo ricorso per Cassazione:

—  i conflitti positivi o negativi di giurisdizione tra giudici speciali, o tra questi e i giudici ordinari (artt. 37 e 41 c.p.c.);

—  i conflitti negativi di attribuzione tra la pubblica amministrazione e il giudice ordinario.

L’impugnazione si propone mediante ricorso diretto alla Corte di Cassazione e sottoscritto da un avvocato iscritto nell’albo dei cassazionisti (art. 365 c.p.c.).

Se il ricorrente non ha eletto domicilio in Roma, le notificazioni gli sono fatte presso la cancelleria della Corte di Cassazione.

L’art. 363 c.p.c. prevede il cd. ricorso nell’interesse della legge: se le parti non hanno proposto ricorso in Cassazione nei termini di legge o vi hanno rinunciato, o se il provvedimento non è ricorribile e non è altrimenti impugnabile, il Procuratore generale presso la Cassazione può chiedere che la Corte enunci, nell’interesse della legge, il principio di diritto al quale il giudice di merito avrebbe dovuto attenersi. La pronuncia della Corte non ha effetto sul provvedimento del giudice di merito, che resta vincolante per le parti in lite.

Lo scopo è quello di assicurare la funzione nomofilattica della suprema Corte, ossia la funzione di vigilare sull’esatta e uniforme interpretazione della legge ed assicurare l’unità del diritto nazionale.

Ricorso per cassazione nel processo penale

Mezzo di gravame esperibile contro le sentenze e i provvedimenti che incidono sulla libertà personale (art. 111 Cost.).

Essa ha sede a Roma ed ha giurisdizione su tutto il territorio dello Stato. È costituita in sezioni ed è composta da un primo presidente, dai presidenti di sezione e consiglieri.

Per le questioni di particolare rilevanza, o sulle quali vi sia un contrasto tra le singole sezioni, la Corte si pronuncia a Sezioni Unite.

Mentre possono aversi sentenze di primo grado appellabili e non appellabili, non esistono sentenze di secondo grado non ricorribili, né sentenze di primo grado inappellabili che siano sottratte al ricorso per cassazione.

Ne consegue che quest’ultimo è, per così dire, l’ultima valutazione insopprimibile.

Anche in sede penale, come in sede civile, la cognizione della Cassazione è limitata ai soli vizi di legittimità, tassativamente contemplati nell’art. 606 c.p.c., mentre, a differenza del ricorso in sede civile, la proposizione del ricorso sospende l’esecuzione della sentenza.

In particolare, il ricorso per cassazione è ammesso solo per cinque ordini di motivi attinenti a:

  esercizio da parte del giudice di potestà riservate ad altri poteri dello Stato;

  violazione della legge penale;

  violazione di norme processuali penali, se a pena di nullità, inutilizzabilità, inammissibilità o decadenza;

  violazione del diritto alla controprova (artt. 190 e 495 c.p.p.), anche per le prove richieste nel corso della istruzione dibattimentale, se tale error in procedendo ha pregiudicato la decisione;

  vizio di motivazione, che si risolva nella mancanza, contraddittorietà o manifesta illogicità della stessa e sia ricavabile dallo stesso testo del provvedimento impugnato o da altri atti del processo specificamente indicati nei motivi di gravame.

La tassatività dei casi di gravame provoca la inammissibilità di motivi diversi o sostanzialmente apparenti e manifestamente infondati.

Il cd. «pacchetto sicurezza» (L. 128/2001) ha introdotto nel codice l’art. 625bis c.p.p., che disciplina il ricorso straordinario per errore materiale o di fatto.

È noto che la sentenza pronunciata dalla Corte non è impugnabile, essendo il ricorso per cassazione l’ultimo mezzo di impugnazione esperibile avverso le sentenze (salvi i casi di revisione).

Si tratta di una disposizione che consente alla Corte, su ricorso del Procuratore Generale o del condannato, di correggere errori materiali o di fatto contenuti in suoi provvedimenti.

La legittimazione ad impugnare (artt. 607 e 608 c.p.p.) essa è riconosciuta rispettivamente all’imputato ed al P.M.

 

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