Che significa? Circostanze

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Circostanze [del reato] (d. pen.): Sono elementi accidentali od accessori del reato, non necessari per la sua esistenza, ma che o incidono sulla sua gravità ovvero vengono assunti come indici della capacità a delinquere del soggetto, acquistando rilievo, quindi, ai fini della determinazione della pena.

La loro presenza trasforma il reato da semplice in circostanziato.

La ratio essendi delle circostanze va individuata nell’esigenza di adeguare la pena al reale disvalore del fatto, attribuendo rilevanza a situazioni o fattori, diversi dagli elementi costitutivi, la cui presenza giustifica un aggravamento o un’attenuazione della pena.

In omaggio al principio di legalità, il legislatore ha provveduto a tipicizzare non solo gli elementi costitutivi dell’illecito penale, ma anche gli elementi accessori: in particolare, il Codice Rocco, ispirandosi al principio di tassatività, ha dettato una disciplina dettagliata delle circostanze, con alcuni temperamenti.

Infatti, accanto ad un vasto sistema di circostanze tipiche o definite, che sono espressamente individuate dalla legge nei loro elementi costitutivi (artt. 61 e 62 c.p.), sono previste anche circostanze indefinite o innominate, la cui individuazione è rimessa alla discrezionalità del giudice. Tali sono, ad esempio, le cd. attenuanti generiche (art. 62bis c.p.), e quelle previste da singole norme che dispongono una diminuzione di pena ove il fatto sia di lieve entità, ovvero un aggravamento nei casi più gravi, o di particolare gravità.

È opportuno distinguere il concorso di circostanze omogenee dal concorso di circostanze eterogenee.

Nel caso di concorso tra più circostanze omogenee (cioè tutte aggravanti o attenuanti) si fa luogo a tanti aumenti o diminuzioni di pena, quante sono le circostanze concorrenti. Tale cumulo materiale è, però, escluso nel caso di circostanza specifica e complessa.

Qualora nel medesimo reato concorrano insieme circostanze aggravanti ed attenuanti, si procede ad un giudizio di prevalenza rimesso al giudice di merito, che vi provvede con apprezzamento insindacabile. Nel caso, invece, vi sia equivalenza tra aggravanti ed attenuanti si applica la pena che sarebbe stata inflitta senza il concorso di alcuna circostanza.

In diritto processuale l’esistenza di circostanze talvolta è rilevante per stabilire la competenza (es. art. 4), la facoltà di arresto e fermo e di applicazione delle misure cautelari (es. art. 278 c.p.p.).

Le circostanze si distinguono in:

– comuni e speciali a seconda che siano previste per tutti i reati con cui non siano incompatibili, oppure per uno o più reati determinati;

– aggravanti o attenuanti a seconda che comportino un aumento o una diminuzione della pena prevista per il reato semplice;

– oggettive o soggettive (secondo la distinzione dell’art. 70 c.p.; le prime concernono le modalità della condotta criminosa, la gravità delle conseguenze e le qualità della vittima, le seconde concernono per lo più le qualità del reo);

– antecedenti, concomitanti o susseguenti (a seconda dei rapporti logico-temporali con la commissione del fatto costituente reato);

– intrinseche ed estrinseche (le prime, attinenti alla condotta illecita; le seconde, estranee all’esecuzione del reato, e consistenti in fatti successivi);

– ad effetto comune e speciale (a seconda che comportino una variazione della pena in misura rispettivamente fino ad un terzo della pena base prevista per il reato, oppure in misura diversa);

– ad effetto speciale (sono quelle che importano un aumento od una diminuzione della pena superiore ad un terzo).


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