Che significa? Collaborazione coordinata e continuativa

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Collaborazione coordinata e continuativa (d. lav.): Fattispecie di rapporto di lavoro atipica, caratterizzata dalla continuità, dalla coordinazione con l’organizzazione lavorativa del committente, dalla collaborazione all’attività di questi e dalla prevalenza del lavoro personale.

Le prestazioni di lavoro sono state individuate dalla dottrina nella parasubordinazione [vedi], termine che indica la natura ibrida di tali rapporti di lavoro, di natura autonoma dal punto di vista tecnico-giuridico, ma molto vicina al lavoro subordinato dal punto di vista socio-economico (si riscontra frequentemente una forte dipendenza del lavoratore parasubordinato dal committente).

A far data dall’entrata in vigore del D.Lgs. 276/2003 (24 ottobre 2003), salvo limitate eccezioni, i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa possono essere instaurati solo nella forma del lavoro a progetto con l’obbligo di ricondurre l’attività lavorativa che il collaboratore deve svolgere ad uno specifico progetto: esiste quindi un divieto di collaborazioni coordinate e continuative generiche (mancata individuazione di un progetto) e indeterminate nei tratti essenziali (durata del rapporto, pause, diritto del collaboratore etc.).


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