Che significa? | Termini giuridici

Collazione

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Collazione (d. civ.): È l’istituto secondo il quale i figli, i loro discendenti e il coniuge, che concorrono alla successione, devono conferire alla massa attiva del patrimonio ereditario tutti i beni che sono stati loro donati [vedi Donazione] in vita dal defunto, in modo da poterli dividere con gli altri coeredi, in proporzione delle rispettive quote ereditarie (artt. 737 ss. c.c.).

Non sono soggette a collazione le spese di mantenimento, educazione, malattia, nozze, precedentemente corrisposte dal defunto.

La collazione, dunque, svolge la funzione di mantenere tra i coeredi del de cuius [vedi], anche riguardo ai beni donati, la proporzionalità di quote stabilita dal testamento o dalla legge.

La collazione può realizzarsi in natura, rendendo materialmente alla massa ereditaria il bene ricevuto in donazione, ovvero per imputazione, addebitando alla propria quota ereditaria il valore del bene già ricevuto.

La collazione per imputazione costituisce regola costante per i beni mobili ed il danaro; per gli immobili, invece, il conferente può scegliere tra collazione in natura o per imputazione.

I soggetti tenuti alla collazione possono essere dispensati dall’attuarla dal defunto, nello stesso atto di donazione, nel testamento, in un altro contratto o atto unilaterale inter vivos. Tale dispensa ha effetto solo nei limiti della quota disponibile (art. 737 c.c.) [vedi Dispensa dalla collazione].

 

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