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Collocamento

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Collocamento (d. lav.): Insieme di strutture pubbliche e di procedure amministrative avente ad oggetto la costituzione di rapporti di lavoro subordinato.

L’istituto del collocamento trova il suo fondamento negli artt. 4 comma 1 e 35 comma 1 Cost.:

– il primo sancisce il dovere, per lo Stato, di promuovere le condizioni che rendano effettivo il diritto al lavoro riconosciuto a tutti i cittadini (politica dell’impiego);

– il secondo affida allo Stato il compito di tutelare il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni.

Originariamente, il collocamento costituiva una pubblica funzione esercitata direttamente e esclusivamente dallo Stato.

Nel corso degli anni, il collocamento è stato oggetto di un processo di totale cambiamento, contrassegnato dall’introduzione del meccanismo dell’assunzione diretta per la generalità dei lavoratori e dalla legittimazione dei soggetti privati nell’attività di mediazione tra domanda e offerta di lavoro (L. 608/1996 e L. 196/1997).

Inoltre, con il D.Lgs. 469/1997 si è provveduto a decentrare a Regioni ed enti locali le funzioni relative al collocamento dei lavoratori e alle politiche attive del lavoro.

L’organizzazione del collocamento è quindi ora demandata a ciascuna Regione che deve provvedere mediante la definizione, con propria legge (regionale), degli organismi preposti al collocamento.

A livello locale le funzioni e i compiti relativi al collocamento sono svolti attraverso i centri per l’impiego.

Tipologie di disoccupazione

Disoccupazione frizionale: si ha quando i lavoratori in cerca di impiego non lo trovano immediatamente. Durante la ricerca vengono considerati disoccupati. Una certa quantità di disoccupazione frizionale è inevitabile. L’ammontare della disoccupazione frizionale dipende dalla frequenza con la quale i lavoratori cambiano lavoro e dal tempo impiegato per trovarne uno nuovo. Questo tipo di disoccupazione può essere in qualche modo ridotto da un più efficiente servizio di collocamento.

Disoccupazione stagionale: si verifica quando le industrie hanno un calo di produzione in un dato periodo dell’anno (ad es., settore edilizio durante l’inverno). Essa aumenta alla fine dell’anno scolastico e/o accademico, quando un gran numero di studenti e laureati sono in cerca di occupazione. Anche questo tipo di disoccupazione interessa il breve termine ed è tipica degli impieghi legati al turismo: ad es., la maggior parte dei bagnini è soggetta a disoccupazione stagionale durante la stagione invernale.

Disoccupazione ciclica: si determina quando la domanda complessiva di lavoro è scarsa. Si manifesta soprattutto nelle fasi di recessione economica; quando la domanda di beni e servizi è bassa, le imprese riducono la produzione e quindi anche l’occupazione ne risente.

Disoccupazione nascosta: è l’eccesso di lavoratori impiegati in contesti rurali nei paesi in via di sviluppo caratterizzati da una produttività marginale sostanzialmente nulla e da un saggio di salario a livello di sussistenza. A dispetto degli altri tipi di disoccupazione, in quella nascosta il lavoratore è in realtà occupato nel contesto sociale ma percepisce una remunerazione che basta solo per soddisfare i propri bisogni primari e il suo apporto alla produzione è praticamente nullo.

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